Il libro più "bello" dell'anno? Un manuale di gastronomia dell'Ottocento francese

Ristampa del Manuel des Amphitryons del libellista e gourmet francese Alexandre Balthazar Laurente Grimod de la Reynière (1759 - 1837), un testo fondamentale della civiltà del convivio e della gastronomia occidentale, scritto negli anni dell'Impero e sparito dal mercato editoriale, inaccessibile al lettore comune

Grimod de la Reynière (da Wikipedia)

Difficilmente si può dire quale sia il libro più importante dal punto di vista letterario uscito quest'anno. Ma forse si può azzardare quale sia il più bello dal punto di vista editoriale. Per l'impaginazione, la composizione dei caratteri inglesi, la stampa, i materiali usati (dagli inchiostri tedeschi alle carte italiane) oltre che per le tavole che lo illustrano, incise sul modello dei rami originali, è la ristampa del Manuel des Amphitryons del libellista e gourmet francese Alexandre Balthazar Laurente Grimod de la Reynière (1759 - 1837), un testo fondamentale della civiltà del convivio e della gastronomia occidentale, scritto negli anni dell'Impero (quando a Parigi le Arti e le Lettere dopo il Terrore tornarono ad apparecchiarsi nelle grandi cucine private e nei restaurants) e sparito dal mercato editoriale, almeno in versione di lusso, nascosto in poche biblioteche, inaccessibile al lettore comune. Ora, il «galateo delle carni e dei pesci» (e di come si sta a tavola) consegnatoci quasi 200 anni fa - nel 1808 - dell'eccentrico gastronomo Grimod de la Reynière, nobile passato indenne per la tempesta rivoluzionaria, torna in tavola, servito su un piatto d'oro dall'editore Tallone, che è la Ferrari dell'arte tipografica, come il miglior omaggio possibile per la ricorrenza dei 500 anni dalla morte di Aldo Manuzio, tra i più noti editori d'ogni tempo. Il volume, nell'originale francese, accompagnato come contorno da due saggi strepitosi di Armando Torno e Gérard Roero di Cortanze, è stato tirato in 320 esemplari numerati su carte a mano di puro cotone Magnani e Fabriano utilizzando i 360mila caratteri Caslon originali impiegati nella composizione a mano.

Un'opera che rappresenta un primato dell'editoria contemporanea. Il prezzo, consono al lusso, è di 480 euro. Ma chi era Grimod de la Reynière? Personaggio estroso, ricchissimo, avvocato che esercitava la professione forense senza farsi pagare perché era disdicevole per i nobili ricevere denaro per il proprio lavoro, fisico deforme (basso, deforme, a causa un difetto genetico aveva le mani palmate ed era costretto a portare sempre i guanti) ma uomo dotato di un'intelligenza fuori dal comune - oltre che di un formidabile appetito - era un quotidiano frequentatore dei numerosi ristoranti sorti a Parigi dopo la rivoluzione, di cui curò una sorta di «vademecum», l'Almanach des Gourmands che pubblicò dal 1803 al 1812. Inventò le celebri «colazioni filosofiche» (i cui ospiti potevano essere sorpresi da scosse elettriche durante il pranzo, o trovare accanto al loro posto a tavola una bara) e alla fine della vita si ritirò nel castello di famiglia, dove era solito mettere un maialino a capotavola che faceva servire dai domestici in livrea. Secondo le regole che consegnò al suo (adesso davvero immortale) Manuel des Amphitryons.