Mille le insidie che si presentano con il diabete

Il diabete è un male complesso, articolato, da mille sfaccettature: silenzioso nei sintomi e insieme letale se non curato a dovere, al punto che oggi nei paesi industrializzati una morte su dieci è collegabile a questa patologia, ed entro il 2010 il rapporto sarà di uno a otto. Ai tre milioni di pazienti censiti in Italia, circa il 6 per cento della popolazione, va aggiunto un altro milione di diabetici «inconsapevoli», che non si sono sottoposti di recente a un controllo glicemico o dell'emoglobina glicata, un indice della glicemia media riferito agli ultimi 2-3 mesi prima del test che non dovrebbe mai superare il valore del 7%.
Un milione di italiani, insomma, sta male senza saperlo. E rischia di dovere fare i conti con tutte le complicanze tipiche del diabete: problemi cardiovascolari e microvascolari, questi ultimi a carico della retina e dei reni, neuropatia e infezioni. Con corollario, nei casi più acuti, di possibili infarti e ictus. «Il desiderio di curarsi e di sottoporsi ad analisi aumenta quando si sta poco bene, il diabetico non avverte sintomi», ricorda Agostino Consoli, ordinario di endocrinologia all'università di Chieti, nel corso di una conferenza stampa sul tema organizzata dalla GlaxoSmithKline. Da qui deriva la necessità indifferibile per tutti, per evitare sorprese sgradevoli, di sottoporsi a screening periodici: ogni 3 anni se si è sani e al di sotto dei 45 anni di età, ogni 12 mesi se si è in sovrappeso, ipertesi o se un parente ha già contratto questa patologia cronica.
Chi invece il diabete ce l'ha, per tenerlo a bada deve seguire alcune misure non farmacologiche e solo se necessario far ricorso ai medicinali: occorre incrementare il livello dell'attività fisica e combattere i chili di troppo con un'alimentazione adeguata, senza quegli eccessi che diventano la regola nei periodi di vacanza, come per esempio l'estate. «Il ritorno dalle ferie rappresenta il momento più opportuno per un controllo», suggerisce Gabriele Perriello, responsabile del centro di nutrizione clinica del dipartimento di medicina Interna dell'università di Perugia. I check periodici sono fondamentali per preservare la salute del paziente, ma anche la tenuta dell'intero sistema sanitario. Lo dimostrano le stime di Edoardo Mannucci del servizio di diabetologia dell'ospedale Carreggi di Firenze: ipotizzando una spesa complessiva per visite, esami standard, materiale diagnostico e farmaci pari a 1.000-1.500 euro annui pro-capite, i costi diretti per la cura del diabete ammontano a circa 3 miliardi e mezzo di euro ogni 12 mesi. «La cifra può sembrare elevata e ha spinto molte regioni a effettuare dei tagli - spiega Mannucci - ma quello che oggi rappresenta un risparmio o un modesto ricavo nel computo generale, domani potrebbe costringere a fare i conti con una delle tante complicanze invalidanti del diabete: l'amputazione di un arto, una grave retinopatia o una dialisi. Terapie queste che costano, ciascuna, quanto una buona cura del diabete per 30 anni».