Minoranze in armi contro il regime birmano

Sono quattro le principali etnie in armi contro la giunta militare della Birmania. Abitano le regioni settentrionale e orientale e, dopo le sanguinose repressioni di questi giorni, hanno stretto un patto per scendere in campo a favore dell’opposizione.
SHAN. È l’etnia maggioritaria dopo i birmani. Rappresenta tra il 10 e il 15 per cento della popolazione (5-7 milioni). La tribù shan ha forti legami con la Thailandia, gode di relativa autonomia rispetto al governo centrale ed è denominata Mong Tai. Lo Shan State Army del Sud (Sas South) è la loro principale organizzazione armata. Molto importante la religione buddista, con monasteri e pagode, luoghi centrali della vita pubblica. Nel 2002 si contavano circa 120mila profughi.
KAREN. Vivono per la maggior parte nell’omonimo Stato, chiamato anche Kayin. Sono 2 milioni, secondo il governo birmano, 7 milioni per gli stessi Karen. Nonostante la relativa autonomia del loro Stato, ci sono tre organizzazioni guerrigliere e politiche di una certa importanza, la maggiore delle quali, la Unk (Unione Nazionale Karen), conta circa 5mila combattenti. Nonostante il gentlemen agreement fra l’Unk e la giunta birmania, sono state registrate negli ultimi anni più di duecento violazioni da parte del governo birmano. I Karen, che non amano essere chiamati così perché, in lingua birmana, il loro nome significa grezzi e primitivì, sono divisi in due sottogruppi principali che includono circa il 70 per cento della popolazione: i Pwo e gli Sgaw. Mentre i primi sono buddisti, almeno un sesto dei secondi è cristiano.
KARENNI. Subetnia del gruppo Karen. Vivono anch’essi in uno Stato omonimo e che gode di una certa autonomia rispetto al governo centrale. Sono divisi in sette gruppi, ma convivono pacificamente. Per lo più cristiani (il 75 per cento, con il restante 25 per cento buddista o animista), non sono mai stati dominati da potenze straniere prima dell’indipendenza della Birmania.
MON. Sono i primi abitanti della Birmania. Rappresentano quasi il 3% della popolazione del Paese, quasi un milione e mezzo di individui. Buddisti e contadini, i Mon reclamano uno Stato autonomo molto più vasto di quello che gli è stato concesso dal governo birmano. Per questo è stato fondato il New Mon State Army (Nmsa) che, dal 1994, ha firmato un cessate il fuoco con la giunta militare. Ma la tregua è stata più volte violata.