Miracolo di Boxmeer

Ancora un miracolo eucaristico e ancora in Olanda (precisiamo, per chi non avesse letto la «puntata» di ieri, che la presente rubrica ha dato conto di un miracolo eucaristico verificatosi in Olanda, a Meerssen, nel 1222). Questa volta la cittadina interessata è Boxmeer e l’anno è il 1400. Qui la documentazione coeva è molto più copiosa e ci ha trasmesso anche il nome del protagonista, il sacerdote Arnold Groen. Costui stava celebrando la messa nella chiesa intitolata ai Santi Pietro e Paolo quando avvenne il miracolo. Il copione è il solito di tanti altri miracoli eucaristici: mentre pronuncia le parole della consacrazione, il celebrante viene assalito da subitanea tentazione dubitosa. Già: uno ha sotto gli occhi un calice di vino, che sembra vino, sa di vino e odora di vino. Eppure, deve credere che, pronunciate le parole fatidiche, diventa il Sangue di Cristo anche se continua a sembrare vino, sapere di vino e odorare come il vino. Lo stesso dicasi per il pane dell'ostia. Ma il nostro prete Arnold Groen non ebbe il tempo di prolungare il suo dubbio perché di colpo il vino divenne rosso come il sangue e cominciò a ribollire nel calice. Anzi, traboccò fuori e andò a riversarsi sul corporale, il panno con cui viene coperto il calice medesimo. Ed era proprio sangue, tanto è vero che quello fuoruscito si coagulò in un grosso grumo. Sia il corporale macchiato che il grumo di sangue vengono ancora oggi conservati e venerati nella stessa chiesa in cui avvenne il miracolo. Questo, come anticipato, è attestato da regolare inchiesta e da una cospicua mole di documenti.