Miracolo Cantabria: dalle grotte preistoriche ai musei delle archistar

Il vernissage del Centro Botín a Santander è l'occasione per scoprire la seconda regione più piccola della Penisola Iberica

Elena Luraghi

Ci sono voluti anni ma finalmente Santander, capitale della Cantabria, ha il suo «Guggenheim». A differenza del super museo progettato da Frank O' Gehry nei vicini Paesi Baschi, il Centro Botín (che porta una firma altrettanto prestigiosa, quella del genovese Renzo Piano) è un'architettura sospesa sull'acqua che mette in mostra i capolavori di arte contemporanea e i programmi di sviluppo sociale, culturale ed economico di un'istituzione locale, la Fundación Botín: l'ente capeggiato dallo scomparso Emilio Botín, ex presidente del celebre Banco Santander che ancora oggi troneggia con la sua facciata color ocra sul lungomare cittadino, a breve distanza dal nuovo museo. Il quale, diciamolo, è una meraviglia. Un ensemble di due edifici (uno per gli uffici e l'auditorium, l'altro con le sale espositive, il bookshop, il bistrot dello chef stellato Jesús Sánchez) rivestiti di 270.000 dischi in ceramica dall'effetto madreperla che cambiano colore in base al sole e alla luce. Tenute insieme da passerelle hi-tech e da una piazza coperta dove lo sguardo corre libero fino all'orizzonte per non interrompere l'unicum visivo fra la città e il mare le due ali architettoniche sono immerse nell'esplosione verde smeraldo dei Jardines de Pereda. Attorno si allungano il centro storico ottocentesco, memoria urbana di una città ben più antica distrutta da un incendio nel 1941, il molo d'imbarco per Plymouth e Portsmouth, la silhouette del suggestivo Museo Marítimo del Cantábrico e una fra le baie più belle del mondo. Un mosaico di spiagge oceaniche incorniciate da prati color smeraldo, che solo in città vanta una decina d'insenature sabbiose per prendere il sole, selvagge o lifestyle come il litorale del Sardinero, nella cornice di architetture Belle Époque sorte il secolo scorso per il re e l'aristocrazia.

La Cantabria non è grande, anzi, è piccolissima. Una Spagna oceanica in formato mignon. Però ha tutto. Basta infatti allontanarsi di pochi chilometri da Santander per passare dalle onde lunghe per il surf ai trekking sul Picos de Europa, la catena montuosa che la regione condivide con Castiglia e León ed Asturie. Intorno, borghi di pietra come Santillana del Mar, monumento nazionale, con le case medievali strette attorno alla romanica Collegiata di Santa Jiuliana. E il villaggio di pescatori di San Vicente de La Barquera, nel Parco Naturale di Oyambre, scelto da Óscar Calleja per il suo ristorante pieds dans l'eau da due stelle Michelin. Dalle tavolate pantagrueliche di acciughe e crostacei dei piccoli ristoranti lungo la costa, grazie ai quali la Cantabria gode di fama mondiale, qui si passa a insalate di formaggio di capra gratinato all'aceto e frutta secca, al polipo fritto con kimchi coreano, al risotto di mariscos del Cantabrico. Poi, nel côté interno della Regione dove il vento del nord lascia il posto a colline dal sapore quasi irlandese e lagune acquamarina, arrivano meraviglie come l'opera giovanile del più grande architetto del Modernismo spagnolo e una grotta protetta dall'Unesco. La prima è El Capricho de Gaudí nella cittadina di Comillas, rara testimonianza del suo genio creativo fuori dalla Catalonia. Una villa onirica che quando venne costruita era sembrata davvero esotica agli abitanti della zona, con i fiori di ceramica sulle pareti e le boiserie in costosissimo pino americano (da cui il nome, capriccio) importato da Cuba. La seconda, la Grotta di Altamira, è un sito preistorico oggi chiuso alle visite (ad eccezione dei cinque fortunati turisti che vengono estratti a sorte ogni venerdì) a causa dell'ecosistema fragile. A pochi metri dall'imbocco dell'anfratto è sorto però un museo che consente di replicare l'esperienza passando dalla luce del sole al ventre buio della terra per ammirare pareti dipinte con segni misteriosi e animali preistorici, proprio come accade nel luogo originale, qui fedelmente riprodotto. La storia della scoperta della grotta è diventata un film, Finding Altamira, con Antonio Banderas nel ruolo di protagonista.

Sempre per gli amanti di location cinematografiche, a Las Fraguas c'è invece il palazzo del XVIII secolo dove è stato girato The Others, interpretato da una strepitosa Nicole Kidman. Informazioni: www.centrobotin.org https://cantur.com/inicio www.spain.info .