Miracolo di Ferrara

Nella basilica di Santa Maria in Vado, a Ferrara, sta custodita la reliquia di un miracolo eucaristico avvenuto nel 1171 nella chiesetta che a quell’epoca portava lo stesso nome. Da tempo immemorabile, sulla sponda sinistra del fiume chiamato Ferraruolo stava un capitello con sopra un’immagine della Madonna detta “di San Luca”. Nel VII secolo, poiché quell’immagine si era prodotta in reiterati miracoli, la devozione popolare vi aveva costruito attorno una chiesetta che fu subito chiamata “del guado” (da cui “in Vado”) per via del punto in cui sorgeva. Nel 1171 la chiesa era affidata ai Canonici Portuensi di Ravenna, il cui priore, Pietro di Verona, il 28 marzo celebrava la messa solenne perché quel giorno cadeva la Pasqua. La chiesa era gremita e il celebrante era assistito da altri tre sacerdoti. Nel momento in cui padre Pietro spezzò l’ostia, da questa sprizzò un fiotto di sangue i cui schizzi andarono a finire sulla piccola e bassa volta del coro, che sovrastava l’altare della celebrazione. Tutti i presenti videro il prodigio. Furono chiamati immediatamente il vescovo di Ferrara, Amato, e l’arcivescovo di Ravenna, Gherardo, i quali poterono constatare con i propri occhi. Una bolla del papa Eugenio IV nel 1441 confermò ufficialmente il miracolo. Nel 1501 la vecchia chiesa fu sostituita dall’attuale basilica e la volta macchiata di sangue, racchiusa in un tempietto, vi fu trasferita. Nel 1594 il duca Alfonso II d’Este fece costruire due scalinate di marmo per consentire ai fedeli di ammirare e venerare da vicino il miracolo eucaristico di quella lontana Pasqua.