Mister Berlusconi: "Mai parlare di scudetto" E ad Allegri: "Bravo, ma il possesso palla..."

Il presidente elogia il Milan capace di vincere anche senza punte di
ruolo, ma critica la gestione delle fasi finali delle partite: "Quando
allenavo i ragazzini facevamo anche 20 passaggi di fila". Tirata
d’orecchie a Pato: &quot;Sta troppo lontano dalla porta&quot;. <em>Nella foto la nuova maglia dei rossoneri
</em>

Massimo Moratti ha già assegnato lo scudetto al Milan. Alla faccia delle scaramanzie rossonere. «Chi vince lo scudetto se lo merita sempre». La risposta a chi domanda se il Milan meriti di vincere il campionato in corso non ha dubbi. Il titolo per i rossoneri è ormai ad un passo. Secondo Moratti, «chi lo vince lo merita sempre perchè ha avuto più continuità, più possibilità di esprimersi al meglio».
Capitolo chiuso, ma l’Inter non molla: c’è il secondo posto da garantire e la coppa Italia da conquistare. Poi occhio al mercato. Dall’Inghilterra continuano ad arrivare interessamenti per Sneijder, lo fa sapere il manager. Ma l’Inter non disprezzerebbe l’idea. Moratti fa pretattica, sempre in bilico tra il suo essere tifoso romantico e l’essere un presidente pratico.

L’Inter non è da smontare, questo il messaggio. Ma non sono da dimenticare le delusioni della stagione. Benitez aveva ragione, ma l’Inter preferisce pensare che fosse tutta colpa sua. Altro che spremitura Mourinho, gente usurata nella testa e nel fisico! Moratti ha rimesso in sesto l’Inter con il mercato di gennaio. Pazzini è valso gol e punti, Ranocchia è stato un salvagente nonostante qualche svarione. Nagatomo è servito e Kharja ci ha provato all’inizio, poi è stranamente affogato. Dunque? «La squadra è forte, è un peccato smontarla quindi vedremo di fare quello che è necessario per ringiovanire in parte il gruppo». Nei piani ci sono Tevez e Robben, Fabregas, Freddy Guarin del Porto, Montolivo, Poli e Criscito dal fronte italiano, mentre Nuri Sahin del Borussia Dortmund è stato già prenotato dal Real Madrid. Poi, sulla visita a Milano di Carlos Tevez, il presidente ha cercato di sviare ogni attenzione: «L’ho saputo anch’io dalla tv, ma non c’è assolutamente nulla». Soprattutto ci sono 40 milioni di differenza, ovvero quanto chiede il Manchester City per il suo argentino. L’Inter tenterà di abbassare il cash. Ci ha provato offrendo Pandev, ma ha fatto sorridere Mancini e gli inglesi. Ci ha tentato con Maicon, ma si è sentita rispondere: no grazie, nel ruolo siamo coperti.

Moratti per ora si gode comunque il successo sul Cesena, incerto fino all’ultimo. «Quella di sabato è stata una bella vittoria di per sè, in una partita interessante, da ricordare ed emozionante. Poi, che il calcio sia giusto o ingiusto non lo so, però è stata bellissima per il modo in cui è finita per noi». E attende di godersi Barcellona-Real. Tifa per Mourinho, l’uomo che un giorno tornerà, come ha fatto intendere Tronchetti Provera. Intanto Mourinho sta lavorando al futuro immediato. Moratti non vuole disturbarlo. «No, non ci siamo sentiti e poi lui adesso sta lavorando per rifarsi». Per un simpatico sms c’è sempre tempo. In questo anno se ne sono scambiati tanti.