Il mistero dei piedi tagliati

Nella baia di Vancouver affiorano quattro piedi mozzati. L'ultimo è stato trovato 4 giorni fa. I primi tre arti erano tutti destri e infilati in scarpe da tennis. Sono stati recuperati su 4 isole diverse. Nessun aiuto dal test del Dna

Baia di Vancouver. Il 20 agosto 2007 a Jedediah Island una bambina di dodici anni trova sulla spiaggia una scarpa destra bianca e nera della Adidas, ma non è vuota: dentro vengono rinvenuti i resti in decomposizione di un piede, infilati in un calzino. La notizia, piuttosto singolare, assume il carattere di una macabra curiosità. Ma il 26 agosto del 2007, soltanto sei giorni dopo, a Gabriola Island viene scoperta un'altra scarpa destra (questa volta Reebok) da una coppia che sta facendo una passeggiata sulla spiaggia, e la cosa comincia a farsi piuttosto strana. Ma non è finita. L'8 di febbraio del 2008, a Valdes Island, ecco che viene trovata la terza scarpa destra con dentro i resti di un piede in decomposizione. C'è chi parla già di omicidi insolubili, adatti a un film dell'orrore. Quando il 23 maggio 2008 a Kirkland Island, in una zona disabitata e poco accessibile, viene trovata la quarta scarpa da una persona che passa di là per puro caso, c'è chi addirittura pensa a qualcosa di assolutamente misterioso e di irrisolvibile, un caso forse adatto a un grande investigatore come Sherlock Holmes.

Quattro scarpe da ginnastica con dentro i rispettivi piedi, ritrovati nella stessa baia in dieci mesi, non sono certo uno scherzo, e la fantasia prende il volo. Ma non tutti sono d'accordo nel pensare a un mistero. C'è chi pensa che la spiegazione sia molto più semplice e che prima o poi salterà fuori: ad esempio un incidente aereo, oppure dei suicidi che si sono lanciati da uno dei numerosi ponti della baia di Vancouver, o magari dei marinai dispersi in mare. Nel 2005 c'è stato appunto un incidente aereo vicino a Quadra Island, che è a circa duecentocinquanta chilometri da Vancouver. Uno dei piloti e tre passeggeri maschi mancano all'appello, di loro non è mai stato ritrovato nessun «resto» umano.

C'è anche chi ipotizza dei regolamenti di conti tra bande criminali, visto che una delle modalità più diffuse per l'eliminazione dei morti ammazzati è proprio quello di gettarli in mare, anche se c'è da dire che il Canada è uno degli Stati con il minor tasso di criminalità al mondo. Tra gli inquirenti c'è chi è convinto che quando la verità verrà a galla sarà molto più banale di quello che si è pensato in questi mesi. Il medico legale ha eseguito il test del Dna dei resti umani trovati nelle scarpe, ma per confrontarli con i quattro dispersi dell'incidente si dovrebbe trovare una loro traccia di Dna (su spazzolini da denti, vestiti ecc.), che però ormai non è più possibile ottenere.

Di sicuro si è stabilito che i quattro piedi non sono stati tagliati in modo cruento, ma si sono separati dal corpo in modo «naturale»: Curtis Ebbesmeyer, un esperto di medicina legale, dice che un cadavere che si decompone in acqua, spesso si divide in dieci parti: la testa, il tronco, le braccia, le mani, le gambe, e appunto i piedi. I tempi di «separazione» dei pezzi dipendono dal tipo di acqua, dalla temperatura, ecc. Aggiunge che le moderne scarpe da ginnastica, fabbricate con materiali leggeri e altamente resistenti, possono galleggiare e «navigare» in mare anche per mille e seicento chilometri, e conservare il piede più a lungo delle altre parti del corpo non protette.

Riguardo alla possibilità di risalire ai «proprietari» dei quattro piedi ritrovati, la cosa che rende tutto più difficile è il fatto che l'analisi di un piede non consente di poter risalire all'età e al sesso, come invece accade per altre parti del corpo. Chissà che prima o poi - come pensa qualcuno - non salti fuori qualche altra scarpa, con relativo piede, che riesca a svelare la verità su ciò che per adesso rimane un macabro mistero.