Il mistero del Lama "non morto"

Il corpo del Lama buddista russo Dashi-Dorgio Itighilov, sepolto nella nativa Buriazia nel 1927 e
riesumato nel 2002, appare intatto, né mummificato né congelato, semplicemente
integro come se i tessuti fossero ancora viventi

Mosca - I non-morti appartengono alla tradizione della letteratura e del cinema horror, e soprattutto al regno della fantasia: ma non è il caso del Lama buddista russo Dashi-Dorgio Itighilov, sepolto nella nativa Buriazia nel 1927 e riesumato nel 2002, il cui corpo appare intatto, né mummificato né congelato, semplicemente integro come se i tessuti fossero ancora viventi. Gli scienziati hanno quasi gettato la spugna: il mistero è assolutamente inspiegabile in base alle attuali conoscenze. Perciò, a cinque anni dalla sorprendente esumazione, hanno deciso di indire un convegno internazionale sul fenomeno, che ha dato vita anche a un apposito centro di studi. Parteciperanno almeno 150 fra ricercatori e religiosi e sarà presentata una ventina di rapporti che cercheranno di spiegare l’inspiegabile, con maggiore o minore verosimiglianza. Fra questi, uno che sostiene come la causa sia il luogo di sepoltura, in un punto di congiunzione fra i tre fiumi Amur, Lena e Ienissei (i più grandi della Siberia), una zona geologica unica nella quale può avvenire di tutto.

Gli studiosi, riferiscono i media russi, cercheranno anche di dare un senso più preciso a un manoscritto di Itighilov trovato nel 2003 nella biblioteca del monastero di Ivolginski, dove il corpo del Lama è stato collocato in un’urna di vetro sotto una statua del Buddha. In quello scritto, l’antico capo spirituale dei buriati descrive le sue dodici esistenze sulla Terra, cinque in India, cinque in Tibet, due in Buriazia, oggi repubblica autonoma russa. Dashi-Dorgio Itighilov, nato nel 1852, fu eletto Khambo Lama - capo dei lama buriati - nel 1911, come dodicesimo rappresentante della stirpe. Venerato come santo, apprezzato dallo stesso zar Nicola II, annunciò nel 1927 ai fedeli l’ intenzione di passare a un altro livello di esistenza per raggiungere il Nirvana - la meta spirituale definitiva dei buddisti - e, messosi in posizione di loto, seduto a gambe incrociate, semplicemente smise di respirare.

Prima di farlo aveva pronosticato agli attoniti adepti l’orrore delle purghe staliniane che sarebbero presto arrivate. Aveva anche promesso, vuole la tradizione, di tornare sulla terra come incarnazione del Buddha, e aveva pure indicato una data, il 2002. Venne messo, in quella stessa posizione di loto nella quale era - forse - morto, in un sarcofago di cedro e sepolto alla profondità di un metro e mezzo. Il corpo era stato cosparso di sale e avvolto in bende. Nel 2002, per obbedire alla profezia, è stato esumato, e il mistero è apparso in tutta la sua forza. La salma - se di salma si tratta - è stata anche consegnata, col beneplacito dell’attuale Khambo Lama, agli scienziati russi, che hanno fatto esami approfonditi.

I campioni di tessuto prelevati sembrano appartenere a un uomo vivo, o tutt’al più morto da poche ore. Vi è traccia di processi fisiologici in atto, anche se come sospesi. Il monastero è luogo di pellegrinaggio continuo da parte di fedeli e curiosi, ma anche di esterrefatti scienziati che vogliono vedere con i loro occhi l’inspiegabile fenomeno. Le autorità buriate stanno costruendo un sacrario apposito per il loro Lama: che comunque non accenna a volersi svegliare dal lungo sonno.

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