Una «mobilità» da un’ora e un quarto al giorno

Un’ora e un quarto al giorno imbottigliati nel traffico cittadino per raggiungere il posto di lavoro. Una mobilità solo apparente che permette al Lazio di guidare la deprimente graduatoria del tempo medio dedicato agli spostamenti. Alla faccia del progresso che facilita la vita e delle auto che sfrecciano indisturbate nei verdi desolati panorami della fantasia.
Lo certifica l’annuale rapporto dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile dell’Airp (Associazione italiana ricostruttori pneumatici) su dati Isfort. Un’associazione nata 44 anni fa che sa bene cosa significa spostarsi in città perché analizza l’usura delle gomme.
Dall’analisi emerge che nella nostra regione i residenti con un’età compresa tra i 14 e gli 80 anni dedicano in media 77,1 minuti al giorno alla mobilità. Segue in classifica la Liguria con 74,5 minuti. Al terzo posto la Lombardia con 68,3 minuti. Chiudono Basilicata e Friuli Venezia Giulia (58,1 minuti), Sardegna (57,7 minuti) e Marche con 57,1 minuti. In generale il tempo medio dedicato agli spostamenti è influenzato dalla presenza di grandi città, dalla situazione delle infrastrutture e dalla conformazione geografica del territorio. Il dato del Lazio è stato dunque condizionato da Roma e dalla peculiare situazione della sua mobilità, derivante sia dalle distanze da coprire che dalla situazione non ottimale delle infrastrutture. Sorprende un poco il dato della Liguria, che colloca la regione al secondo posto della graduatoria con un tempo medio dedicato alla mobilità molto più vicino a quello del Lazio, la regione prima in classifica, che a quello della Lombardia, la terza.
Visto che nel 2008 – sostiene l’Osservatorio sulla mobilità sostenibile dell’Airp - c’è stata una riduzione dei consumi di carburante per effetto dei forti aumenti dei prezzi ai distributori, sarà interessante verificare qual è stato l’impatto di questa nuova situazione sul tempo medio dedicato alla mobilità. La logica suggerisce che la rinuncia all’auto abbia determinato un aumento del tempo medio pro capite destinato alla mobilità, ma non è detto che sia andata così, perché la diminuzione del traffico potrebbe aver determinato un aumento della velocità media.