Modiano: "Malpensa funziona passeggeri cresciuti del 12%"

Il presidente di Sea, alla Mobility Conference: "Abbiamo investito e i risultati si sono visti. O lo scalo intercontinentale ha successo o dobbiamo rassegnarci alla serie B". Il dibattito dopo la proposta del presidente di Assolombarda, Rocca di privatizzare gli scali e non limitare Linate

"Quando sono arrivato c'era scetticismo ma abbiamo deciso di provarci, abbiamo investito e nel 2014 Malpensa ha avuto un +12% di passeggeri, cioè 700.000 in un anno, e un +9% di cargo, che significa che l'infrastruttura è seria e funziona". Il presidente di Sea, Pietro Modiano parla dello scalo intercontinentale e da un lato spiega strategie, prospettive e problemi, dall'altro replica al presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca che si è espresso a favore della privatizzazione della società che gestisce gli aeroporti milanesi. Confronto aperto in occasione della Mobility Conference 2015 organizzata da Assolombarda.

"Temo che per Malpensa sia meglio non avanzare ricette facili - ha aggiunto Modiano - aprire senza limiti Linate ai voli europei lo ha già fatto il governo con effetti finora non significativi, ma speriamo che questa ricetta porti bene". Per il presidente di Sea dire "di limitare la frammentazione degli aeroporti è una strada giusta ma molto complicata, ed è sempre molto difficile poter parlare di limitare o chiudere gli aeroporti minori. Sono culturalmente e per tradizione favorevolissimo al mercato. Osservo però che, al contrario di altri settori, per gli aeroporti non c'è un'evidenza chiarissima che sia meglio essere privati piuttosto che pubblici. Per esempio tutto il sistema aeroportuale americano è pubblico e la gran parte dei grandi hub europei è controllata dallo Stato. Il che non significa che non auspico un azionariato sempre più attivo e di stimolo alla crescita". In ogni caso, "l'ingresso di Ardian nel capitale di F2i Aeroporti per noi è stata una buona notizia".

Risposta a Gianfelice Rocca, favorevole alla privatizzazione per "dare una regia agli scali lombardi". "Apriamo al mercato l'azionariato Sea", ha suggerito Rocca, così "investitori istituzionali di settore potrebbero accompagnare e affiancare il potenziamento della presenza di alcune grandi compagnie europee". Il presidente Assolombarda sostiene anche la necessità di "estendere a Orio al Serio un forte coordinamento delle specializzazioni di traffico con Linate e Malpensa". Secondo Rocca "uno dei principali moltiplicatori di competitività globale di una grande area metropolitana è la connettività aerea intercontinentale". E in questo campo "Milano ha molto da recuperare".

Infatti "fatto 100 il valore di connettività aerea intercontinentale registrato a Londra, Milano si attesta a 24 contro 46 di Monaco e 93 di Francoforte". Per il numero uno di Assolombarda "Alitalia-Etihad è stato un accordo positivo, ma l'hub vero e proprio della compagnia è e sarà solo Fiumicino", mentre "per far salire la connettività area intercontinentale della Grande Milano da 24 a 46 di Monaco, Alitalia-Etihad non basta affatto".

Per raggiungere questo obiettivo, Rocca ha avanzato tre proposte. La prima: "va assolutamente evitata ogni tentazione di limitare Linate". La seconda: "Malpensa ha bisogno del maggior numero di accordi bilaterali". La terza: dare "una regia agli scali lombardi", aprendo "al mercato l'azionariato Sea". La "razionalizzazione delle destinazioni e dell'attrattività verso le compagnie estere" e le "priorità delle connessioni rispetto agli assi autostradali e ferroviari si realizzano meglio meglio attraverso compagini societarie coordinate nella gestione degli scali".

"O Malpensa ha successo, o dobbiamo rassegnarci alla serie B e cioè a non avere, noi area d' Europa così ricca e sviluppata, per chissà quanto tempo - ha detto Modiano nel suo intervento alla tavola rotonda della Mobility Conference - un luogo da cui partire per andare lontano senza scalo e in cui attrarre dall'estero chi vuole venire qui da noi, senza scoraggiarlo con soste intermedie in altri aeroporti, soste che non fa chi viaggia per il mondo da e per Monaco, Francoforte, Parigi, o anche Zurigo e Barcellona o Vienna. Senza un grande aeroporto intercontinentale al suo centro, o vicino al suo centro - ha spiegato - un' area economica per quanto sviluppata e ricca è appunto in serie B. E si sviluppa di meno, perché l' aeroporto intercontinentale è una fonte di valore aggiunto per il territorio, è un attrattore di gente e un moltiplicatore di affari, è una forza produttiva su cui si è costruita la fortuna e il destino di territori altrimenti poveri e sottosviluppati, e penso a Dubai che ha nell' aeroporto il suo petrolio, e si sta costruendo il futuro di un' intera economia, e penso a Istanbul, non distante da qui, con i suoi previsti cento milioni di passeggeri".

E sempre a proposito di Malpensa, Modiano ha aggiunto, tra l'altro: "Abbiamo deciso in condizioni non facilissime di continuare a investire su Malpensa per un aeroporto migliore, dimostrando di crederci, in vista di Expo e al di là di Expo. Nei passeggeri e nel cargo. Abbiamo scelto, lo ha fatto il nuovo cda, di completare gli investimenti che erano stati previsti prima del dehubbing nell’area dei voli intercontinentali - potevamo fermarli - e di migliorare l’estetica e la funzionalità dell’intero aeroporto, e lo abbiamo deciso non per velleità. Eravamo convinti che una Malpensa migliore fosse condizione necessaria per poter guardare avanti, e cioè per convincere, siamo pratici, le più grandi linee aeree che qui avrebbero trovato un aeroporto bello, efficiente e non saturo, meglio di molti altri. Ma senza la prova che noi eravamo i primi a credere a noi stessi, non ci avrebbero creduto. E i profeti del declino avrebbero avuto ragione".

"Noi abbiamo le nostre metriche - ha spiegato ancora il presidente di Sea - il numero annualizzato di passeggeri intercontinentali a Malpensa era sceso a 4,6 milioni a metà 2013; diciotto mesi dopo siamo oltre 5,3 milioni, con aumento di voli e frequenze da e verso gli Stati Uniti, il Canada, il Golfo, l’Asia orientale. Quest’anno, ne aspettiamo altri 500 mila in più, al netto del contributo dell’Expo. Sfioreremo a fine 2015 i 6 milioni di passeggeri che arrivano e partono da Malpensa per 40 destinazioni lontane".

"E intanto, a conferma che siamo di fronte all’avvio di un’inversione di trend, e non ad un accidente - ha sottolineato Pietro Modiano -, da Linate hanno, o avevano, cominciato a ridursi quelle che noi chiamiamo le fughe, e cioè il numero di passeggeri che vanno verso una destinazione lontana partendo non da Malpensa ma appunto da Linate e passano per un hub intercontinentale come Francoforte Parigi o Amsterdam, concorrenti di Malpensa e lì lasciano non solo tempo ma denaro. Queste fughe, che sottraggono Pil al nostro territorio, e opportunità a Malpensa, sono circa un milione e trecentomila passeggeri l’anno, e a ottobre erano in riduzione dell’11% sull’anno prima, a rafforzare la ripresa internazionale di Malpensa. Aggiungo il bel segnale: nel settore del cargo abbiamo inaugurato un hub dedicato a Dhl, grande operatore logistico mondiale, con l’assunzione di 70 persone. Alla vigilia di Expo, è bello poter dire che il declino di Malpensa come aeroporto intercontinentale si è fermato, e si è probabilmente invertito. Ripeto, siamo solo all’inizio, ma è un buon nuovo inizio".