Mondo diviso a metà: chi mangia troppo e chi invece ha fame

di Luigi Cucchi

Sorprendenti i paradossi della società del benessere. Nel mondo ogni anno muoiono 29 milioni di persone per eccesso di cibo e 36 milioni per la sua mancanza. Sono 155 milioni le persone obese o in grave soprappeso e 145 milioni coloro che soffrono di sottoalimentazione. Mentre il Terzo mondo lotta contro carestie, fame e povertà, in Occidente si mangia troppo e male e si registra un forte aumento di alcune patologie croniche, come le dislipidemie, il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore, che aumentano i fattori di rischio per la salute dell'uomo e rappresentano un enorme peso socio-economico per la collettività. Dieta e abitudini motorie interagendo con fattori di carattere genetico, ambientale e socio-culturale, assumono un ruolo d'assoluto rilievo. Uno scorretto stile di vita e alimentare è una delle cause fondamentali dell'aumento dell'insorgenza di malattie cardiovascolari, diabete e malattie tumorali.
A livello mondiale, c'è una crescita esponenziale di obesità e soprappeso e il diabete è una delle patologie croniche a più larga diffusione, soprattutto nei Paesi molto industrializzati,dove costituisce una delle più rilevanti e costose malattie sociali della nostra epoca. La European Association for the Study of Diabetes (Easd) ha addirittura definito l'obesità come «il più importante problema di salute pubblica in tutto il mondo». Negli Usa si registra la quota di popolazione obesa più alta al mondo: il 34%, cioè più di 60 milioni di persone. Nei Paesi asiatici s'assiste a un'espansione del fenomeno, ma con tassi molto più contenuti (3% della popolazione adulta in Giappone e 4% nella Corea del Sud). Il trend della Cina, invece, è preoccupante per la rapida crescita: nel 2004 i cinesi obesi erano 60 milioni e 200 milioni quelli in sovrappeso, mentre nel 2009 si è passati a 100 milioni di obesi e 310 milioni in sovrappeso. Sempre secondo le statistiche Ocse, anche in Europa il fenomeno è in crescita: nella zona Euro si passa da una quota di obesità del 6,6% del 1978 al 13,4% del 2010.
Le alterazioni del metabolismo come il diabete cronico determinano gravi complicanze nel lungo periodo, per il progressivo spostamento dell'insorgenza verso età giovanili. Con riferimento al 2009, fra le persone di età compresa tra i 20 e i 79 anni si stima una prevalenza mondiale della malattia del 5,9%, pari a 302 milioni di pazienti, con un incremento del 34% rispetto al 2003. Ogni anno nel mondo si registrano più di 7 milioni di nuovi casi di diabete (uno ogni 5 secondi). La prevalenza del diabete crescerà sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo. In Cina, ad esempio, si stima che nel 2007 le persone affette da diabete fossero circa 39,8 milioni, pari al 4,3% della popolazione, e nel 2025 questo numero dovrebbe arrivare a poco meno di 60 milioni (5,6% della popolazione) con un incremento del 50% del numero dei casi. Un trend di crescita ancora più preoccupante è atteso in India dove dagli attuali 40,8 milioni di malati (6,2% della popolazione) ci si aspetta di arrivare nel 2025 a 69,8 milioni (7,6% della popolazione). Tra il 2000 e il 2030 i malati di diabete in Europa cresceranno del 30,5%, circa 14,6 milioni di malati in più. In Francia - per esempio - nello stesso arco di tempo, si stima una crescita nel numero di malati superiore alla media europea con circa un milione di casi in più. E la prevalenza e la mortalità di questa patologia crescono drasticamente con l'aumento dell'età.