IL MONDO è in una scatola

Messaggi, tv, blog e spazi virtuali: il futuro (già presente) che abbatterà tutte le barriere grazie ai computer

Forse era tutto già scritto tanto tempo fa, forse era nella testa di Isaac Asimov, lo scienziato che immaginava l’uomo robot e che aveva affidato a uno di essi, R. Daneel Olivaw, il sapere di una Terra così evoluta da non ricordare più se stessa. Forse il mondo diventerà così, un immenso hard disk nel quale ricordare, scambiare informazioni, tenersi in contatto, abbattere barriere fisiche che nell’era di internet sembrano non avere più senso. Forse già ci siamo in realtà, anzi probabilmente, perché «la gente non sa cosa sta per succedere», e quando lo dice John Mangelaars - che di professione è vicepresidente mondiale della Microsoft di Bill Gates - lo fa pregustando scenari impossibili solo pochi decenni fa, un lampo in termini universali. Erano illuminazioni presenti soltanto nella testa di uno scienziato scrittore e nelle pagine da cui usciva quello strano essere mezzo uomo e mezzo robot. John dice appunto: «La gente non sa quello che sta per succedere». L’obbiettivo adesso è che quell’enorme hard disk chiamato Pianeta Terra abbia nella scatola le istruzioni per l’uso.
L’uomo del futuro
Le aziende ci stanno provando, la tecnologia è da maneggiare con cura e proprio Microsoft ha sviluppato e annunciato un’enorme espansione di quello che oggi è chiamato «social networking», ovvero uno sviluppo della rete che va oltre i normali confini. «Noi dobbiamo dare tutte le possibilità all’utente, poi sarà lui a scegliere» afferma Mangelaars, il che si traduce nella messaggeria istantanea, nella condivisione di video, immagini, musica e documenti, nella comunicazione con i blog - i media del futuro ormai presente -, nella velocità di contatto che diventa essenziale in un mondo che viaggia veloce. «Le faccio un esempio: oggi ho la possibilità di fare una riunione di lavoro e nello stesso tempo, davanti al pc, mandare messaggi urgenti che non posso rinviare. Oppure condividere progetti in scadenza o documenti importanti usando il Live Space per confrontarmi con persone che fisicamente stanno al capo opposto del mondo e risolvere così in poco tempo questioni per le quali una volta ci volevano giorni. O anche restare sempre in comunicazione, 24 ore su 24, e gestire contatti familiari o con gli amici con un semplice telefonino. Questa è la strada: resta a noi trovare il modo di renderla più semplice».
Libertà video
Siamo unici ma indivisibili, insomma, nel mondo dei bit. Siamo soli, a volte, ma insieme a milioni di persone collegate contemporaneamente, ed ecco allora che trovare il punto di contatto diventa necessità. Ecco insomma il Live Space, lo spazio virtuale proprietà di uno ma consultabile da tutti, l’instant messenger ma anche la tv personale, su internet, che riassume e amplia la scelta di quella tradizionale. «La online tv - spiega ancora Mangelaars - è completamente gestita dall’utente. Noi di Microsoft mettiamo a disposizione canali tematici - news, cinema, sport, intrattenimento e motori - con centinaia di video dei quali, ci tengo a sottolinearlo, ci assicuriamo di avere i diritti. Ma il singolo utente può aggiungere i suoi filmati privati, o quelli condivisi con altre persone. Insomma: può crearsi un palinsesto personale, essere il regista della propria televisione da vedere nel momento migliore per lui. In sintesi: libertà assoluta, grande scelta e la possibilità di dividere lo schermo per continuare le altre attività sul computer». Risultato: dal lancio della Messenger tv avvenuto lo scorso 6 giugno, oltre 40.000 utenti unici hanno usufruito del servizio nel primo mese di attività e hanno generato 185.000 video in rete. Numeri che si sono moltiplicati nei mesi successivi.
Parola d’ordine
R. Daneel sapeva come fare, come guidare gli uomini verso il futuro usando le tre leggi della robotica. Oggi, più concretamente, l’unica legge della tecnologia è «semplicità», la parola d’ordine per chi produce e mette a disposizione gli strumenti moderni. In pratica: la tecnologia è bella se tutti la possono usare. Ecco allora che il traguardo sarà quello di mettere a disposizione - appunto - la semplicità nei piccoli robot (R. Daneel?) che alloggiano nelle nostre tasche e sui nostri tavoli. «Faccio un esempio: grazie all’online tv oggi è possibile vedere spezzoni di film prima di decidere se andare al cinema e se si è convinti con un semplice clic si possono prenotare i biglietti via internet. Cosa c’è di più semplice? E poi: pensi a quante persone della stessa famiglia vivono in Paesi diversi, un esempio sono le migliaia di turchi che abitano in Germania. Ecco, proprio la Turchia è uno dei Paesi leader nel numero di utenti alla messaggeria istantanea: è vita in tempo reale, compri una cosa e la vuoi far vedere a chi è a migliaia di chilometri ed ecco, un clic, una webcam, e tutto è immediato. Fantastico, no?». Fantastico.
E allora non resta che imparare, scegliere e accomodarsi. John Mangelaars ci ha convinto: il mondo è davvero un enorme hard disk e forse noi stiamo cominciando a capire che cosa ci riserva il futuro. Lui, solo nove anni fa, cominciò con l’idea di portare le mail nel televisore e a qualcuno sembrava un marziano. Lui, ora, forse non lo sa, ma comincia a pensare come quello strano robot con la faccia da uomo disegnato da uno scienziato che aveva visto oltre il suo mondo. E aveva visto lontano.