Afghanistan Goodbye, si parte!

Fausto Biloslavo torna in Afghanistan, la sua "seconda patria", e lo fa grazie al sostegno dei lettori a GLI OCCHI DELLA GUERRA

La prima volta era il 1983. Pochi anni dopo la caduta del Muro, Fausto Biloslavo era con i mujaheddin che combattevano contro l’Armata rossa per poi seguire da vicino gli ultimi 30 anni di guerra dall’ascesa e caduta dei talebani fino alla missione di sangue e sudore dei nostri soldati.

Oggi il reporter torna in quella che lui stesso definisce la sua seconda patria per raccontare cosa rimane di questo Paese dopo il ritiro delle truppe della Nato.

Dopo le elezioni del 14 giugno, proprio in questi giorni il governo di Kabul è arrivato ad un compromesso tutto all'afghana: dopo tre mesi di duro braccio di ferro sul risultato del voto gli acerrimi rivali, Ghani ed il tajiko Abdullah Abdullah, si sono abbracciati davanti alle telecamere suggellando un patto per un governo di unità nazionale. Una spartizione del potere per evitare che la parola passi alle armi con un colpo di stato o addirittura una nuova guerra civile sotto gli occhi della Nato che si sta ritirando.

Ma, soprattutto Biloslavo cercherà di rispondere alle domande che tutti si pongono: dopo dodici anni costati al nostro Paese ben cinquantatre caduti, ne è valsa la pena, abbiamo vinto o perso, torneranno i talebani?

Uno tra i pochissimi giornalisti a essere sul territorio afghano in questo momento, Biloslavo documenterà con articoli, foto, video quello che nessuno in questo momento racconta: sarà i nostri occhi della guerra.

E lo farà grazie a voi lettori: Afghanistan goodbye infatti è il primo reportage finanziato con il crowdfunding de Gli Occhi della Guerra, lanciato a dicembre 2013. Se ricordate, in pochi giorni attraverso il vostro sostegno è stata raggiunta la quota necessaria, poi è stata la volta della Libia da dove Gian Micalessin ha testimoniato un Paese in balia di al Qaeda e di bande di predoni.

La partenza per l'Afghanistan era inizialmente prevista in concomitanza con le elezioni presidenziali di aprile ma gli eventi, come spesso accade, hanno cambiato i programmi: sempre grazie al vostro contributo, si è recato ben tre volte in Ucraina da dove ha documentato in presa diretta gli scontri di piazza Maidan e la recrudenza della guerra civile. 

Ora dall'Afghanistan, sarà i nosti occhi in una Terra consumata da anni di conflitti che rischia diventare presto la nuova roccaforte dell'Isis.

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