Alfie Evans, la Corte Suprema dice "no" al ricorso dei genitori

Caso Alfie Evans: la Corte Suprema ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Thomas e Kate. Verso un ulteriore ricorso alla CEDU. Anche Papa Francesco in campo per il trasferimento del piccolo di ventitre mesi.

La Corte Suprema ha giudicato inammissibile il ricorso presentato dai genitori di Alfie Evans. Il caso del bambino di ventitre mesi afflitto da una gravissima patologia neurologica, ma non diagnosticata con precisione, non sarà riaperto.

I genitori Thomas e Kate, che hanno visto rigettati tutti i loro ricorsi, avevano provato la strada del ricorso diretto alla massima autorità giudiziaria britannica, ma la pronuncia di oggi conferma la validità della precedente posizione dei giudici: i medici dell'Alder Hey Hospital possono staccare i macchinari di supporto vitale. La volontà della famiglia Evans è quella di trasferire loro figlio all'ospedale Bambino Gesù di Roma dove Alfie sarebbe accolto, per stessa ammissione del presidente del nosocomio.

Proprio durante la giornata di ieri, il presidente Mariella Enoc ha confermato che il Papa, attraverso la Segreteria di Stato della Santa Sede, ha fatto sapere di volere il possibile e l'impossibile per far sì che il trasferimento avvenga. Thomas Evans ha incontrato Bergoglio stesso in un'udienza privata mercoledì scorso. Il pontefice argentino, nel corso di questi ultimi giorni, ha fatto due riferimenti pubblici alla vicenda di Alfie, ma l'attivismo di Papa Francesco e dei genitori del piccolo potrebbe non bastare. Anche Il Bambin Gesù vorrebbe che Alfie, per quanto possibile, continuasse a essere curato.

La settimana prossima, invece, potrebbe essere quella in cui ad Alfie verrà staccata la ventilazione. Secondo quanto si apprende su La Nuova Bussola Quotidiana, la battaglia legale è destinata a non finire: oggi verrà presentato un ulteriore appello urgente alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Un altro ospedale italiano, intanto, si è dichiarato disponbile ad accogliere il piccolo Alfie. L'istituto Gaslini di Genova e la Regione Liguria hanno comunicato l'esistenza di una "piena disponibiltà" a "trasportare e accogliere" il bambino di ventitre mesi. Il viaggio e i rischi che questo comporterebbe sono due punti critici dell'intera vicenda.

Qualche polemica, ancora, è stata sollevata per via del parere sul caso dei vescovi inglesi La Conferenza Episcopale della Gran Bretagna, subito dopo l'incontro tra Bergoglio e Thomas, ha diramato un comunicato in cui ha definito "infondate" le critiche rivolte ai medici dell'ospedale di Liverpool dove Alfie è ricoverato. Qualcuno avrebbe fatto notare che per dare l'estrema unzione ad Alfie è stato necessario che arrivasse un sacerdote italiano da Londra. Neppure la Chiesa, insomma, sembra avere una posizione unitaria su questa complicata storia.