Anche al Nusra festeggia la vittoria di Erdogan

In un comunicato diffuso da Ahrar al Sham, al Nusra e altri gruppi ribelli siriani legati all'Islam radicale, arriva il plauso dei jihadisti alla vittoria del presidente turco

Erdogan ha vinto la sua scommessa. Dopo aver riportato la Turchia al voto, a soli cinque mesi dal fallimento elettorale che, per la prima volta dal 2002, aveva visto l’Akp perdere la maggioranza assoluta in parlamento, ieri il presidente turco ha infatti riconquistato i numeri per governare, ottenendo 315 seggi in parlamento e il 49,3% delle preferenze per il suo partito islamico conservatore. Ma in questa tornata elettorale, a coloro che esultano per il trionfo di Erdogan, si sono aggiunti, a sorpresa, pure i gruppi islamici radicali che combattono contro il governo di Assad in Siria.

Che l’ascesa politico-militare della componente più radicale dei gruppi ribelli siriani sia stata provocata anche dal sostegno della Turchia all’opposizione armata anti-Assad infatti, non è più un mistero. Ma ora il chiaro endorsement dei ribelli siriani legati ad Al Qaeda, potrebbe imbarazzare il sultano turco. Ahrar al-Sham, gruppo nato nel 2011 ed attivo soprattutto nel nord della Siria, in particolare nel governatorato di Idlib, ad Hama e ad Aleppo, e che raggruppa diverse fazioni ribelli che hanno come obiettivo quello di rovesciare il governo siriano ed instaurare uno Stato islamico in Siria, e il gruppo Jaish al-Fath, l’Esercito della conquista, di cui fa parte anche il fronte Al Nusra, la branca siriana di Al Qaeda, hanno infatti diffuso oggi un comunicato, in cui hanno espresso chiaramente il proprio sostegno e plauso alla vittoria di Erdogan.

"Speriamo in un futuro di relazioni fraterne sempre migliori tra il popolo siriano e turco dopo l'abolizione di Assad e del suo regime", si legge nel documento divulgato dalle organizzazioni jihadiste, di cui ha dato notizia l'agenzia di stampa Dpa. I ribelli siriani, si legge nel comunicato, ringraziano inoltre la Turchia di Erdogan perché “ha avuto un ruolo chiave nel sostegno al popolo siriano e alla sua rivoluzione nonostante le forti pressioni esterne e interne". Ad applaudire Erdogan, infine, c’è stato anche l’Esercito Libero siriano, ovvero la cosiddetta opposizione “moderata” ad Assad. Secondo l’Esercito Libero, infatti, la riconferma del presidente turco arriva, provvidenziale, in un “momento critico per la regione”.

Commenti
Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Lun, 02/11/2015 - 16:19

Dove sono i kemalisti dell'esercito turco, tutti ammazzati? Un plauso all'Europa per aver distrutto il lascito di Ataturk.