Arabia Saudita, gli Houthi attaccano due impianti Aramco

Due strutture della compagnia petrolifera saudita Aramco sono state colpiti da droni bomba. L'attacco è stato rivendicato dai ribelli filo iraniani Houthi

Due impianti della compagnia petrolifera dell'Arabia Saudita Aramco sono stati colpiti da un attacco aereo.

In un comunicato diffuso dal ministero dell'Interno saudita si legge che alcuni droni bomba hanno colpito la struttura di Abqaiq, una delle più importanti al mondo, situata nei pressi della provincia orientale di Dammam, oltre al giacimento di Hijrat Khurais, a un paio di ore dalla capitale Ryiad.

Gli attacchi hanno provocato imponenti incendi, attualmente tenuti sotto controllo dalle autorità.

Ancora da ricostruire l'intera dinamica. Sappiamo solo che all'alba - le 4 ora locale, le 5 del mattino in Italia - la sicurezza di Aramco si è trovata costretta a domare due incendi in due strutture dell'azienda prese di mira da alcuni misteriosi droni.

La rivendicazione degli Houthi

In un primo momento le dinamiche dell'accaduto non erano chiare. Dopo poche ore, i ribelli sciiti filo-iraniani Houthi dello Yemen hanno rivendicato i due attacchi all'emittente Masiriah Tv per bocca di un portavoce.

Gli Houthi hanno parlato di 10 aerei senza pilota mentre il ministero dell'Interno dell'Arabia Saudita ha citato solo due droni. In ogni caso, il bilancio dei danni non è stato reso noto e non sappiamo se ci sono morti o feriti. Le autorità locali hanno rafforzato la sicurezza attorno ai due siti per impedire ai giornalisti di avvicinarsi.

Quello di oggi è il terzo attacco dei ribelli yemeniti negli ultimi cinque mesi contro obiettivi sauditi. Supportati politicamente dall'Iran, gli Houthi sono il nemico regionale numero uno dell'Arabia Saudita.

Lo scorso 17 agosto, i filo iraniani sferrarono un attacco simile a quello odierno contro il giacimento di Shaybah; il 14 maggio finirono nel mirino degli yemeniti due stazioni di pompaggio in un gasdotto nella regione di Riad.