Attacco di Londra, l'evoluzione dell'attentato

I terroristi starebbero rivalutando il concetto di sopravvivenza nell'attentato, ma i londinesi hanno iniziato a combattere

È di 7 morti e 48 feriti il bilancio dell’ultimo attacco terroristico che ha colpito il cuore di Londra, a due mesi di distanza dall’attentato di Westminster. Inevitabili le ripercussioni sulla campagna elettorale: le elezioni non sono state rinviate. L’attentato di ieri sera presenta delle caratteristiche uniche rispetto ai precedenti attentati. Da chiarire che non si tratta di una nuova equazione o alterazione del paradigma, bensì di una naturale evoluzione.

Da unità singola a squadra di fuoco

Il riferimento al gergo militare è voluto. L’attentato di ieri sera è stato effettuato da tre assalitori. Rispetto ai precedenti attacchi, si è quindi passati dalla singola cellula suicida al team armato. E' corretto parlare di evoluzione dell’equazione VBIED, poiché rispetto all’improvvisazione (altrettanto letale), in questo caso è presente sia la pianificazione che la sopravvivenza a medio termine del gruppo d'attacco. Ottima la conoscenza del percorso e del contesto. Gli assalitori hanno prima travolto i passanti con un veicolo sul London Bridge per poi fuggire verso Borough Market, nuovo centro della vita notturna londinese, brandendo dei coltelli da caccia ed accoltellando i passanti (invertendo i valori, il valore finale resta incerto: non teorizzato). Le cinture esplosive identificate sul corpo dei tre terroristi si riveleranno essere false. Schierata l’unità Tuono Blu.

Pianificazione, scelta dei target, immediatezza nell’esecuzione, sopravvivenza: sono tattiche che derivano chiaramente dalla guerriglia insurrezionale, orchestrate per disperdere le forze di reazione e sfruttare lo shock iniziale. Anche in questo caso, il termine insurrezionale è voluto. Quelli ritenuti atti casuali di terrorismo potrebbero essere indicatori di un'insurrezione, naturale evoluzione di anni di reclutamento tra i musulmani britannici da parte delle organizzazioni terroristiche come Isis, Fratellanza Musulmana e Al Qaeda.

Cosa dobbiamo aspettarci?

Se da un lato è corretto affermare che gli attentati aumenteranno di pari passo alla costante perdita fisica del territorio Isis in Siria ed Iraq, dall'altro assisteremo ad una graduale mutazione che avrà l'obiettivo di perfezionale solo le migliori caratteristiche in proiezione futura. Il punto sulla sopravvivenza a medio termine è fondamentale e non andrebbe sottovalutata. La cellula adesso tramutata in squadra, è rimasta attiva per otto minuti prima di essere neutralizzata. All’inizio si pensava si trattasse di un attacco multiplo portato da diverse cellule (equazione già teorizzata in ambito urbano, da anni applicata in aree di guerra). Appare evidente che gli assalitori conoscessero sia il percorso che i tempi di reazione delle forze di polizia: in tal senso sarebbe opportuno analizzare i precedenti falsi allarmi. La prossima alterazione potrebbe essere imminente. Se avvenisse, non ci sarebbero protocolli di sicurezza validi: tali contesti nell'ambito urbano non sono stati nemmeno concepiti.

L’equazione VBIED: le mutazioni

Con il termine VBIED, acronimo per Vehicle Borne Improvised Explosive Device, intendiamo tecnicamente un Ordigno Esplosivo Improvvisato su un mezzo ruotato. Tale iterazione, esplosivo-mezzo, è considerata di livello I. In quanto statica, non presuppone la presenza di un attentatore suicida a bordo, ma di un semplice autista che abbandona il mezzo nella posizione prescelta. Non associati ad operazioni suicide, questi mezzi di livello I, sono stati ampiamente utilizzati in tutto il mondo, soprattutto in Occidente. L’efficacia di un attentato con VBIED di livello I può essere ulteriormente massimizzata con la presenza di dispositivi secondari a tempo cosi da infliggere perdite anche alle forze militari e di soccorso giunte sulle aree adiacenti dopo la prima detonazione. Per oltre 70 anni (tra gli ultimi quelli delle World Trade Towers nel 1993 ed Oklahoma City nel 1995), i sistemi VBIED di livello I, associati ad una maggiore flessibilità operativa dei sistemi di attivazione, sono stati utilizzati con mortale efficacia. Contro la minaccia di livello I, la possibile permanenza prolungata sul luogo prescelto per la detonazione e l’eccessivo carico rispetto alla portata standard del mezzo.

VBIED di livello II

L’evoluzione della minaccia VBIED di livello II avviene negli anni ’80 nell’area Medio orientale. Il mezzo si evolve per scardinare le difese perimetrali nemiche passive e raggiungere l’obiettivo. Nella minaccia VBIED di livello II vi sono due caratteristiche principali: il conducente suicida e la presenza a bordo di un certo quantitativo di esplosivo. Tale tecnica, diffusa poi nel resto del mondo come l’attentato avvenuto a Grozny nel dicembre del 2002, è stata poi ottimizzata sulle precedenti esperienze con l’impiego di due o più veicoli. La strategia VBIED di livello II è concepita per colpire le strutture fortificate da diverse posizioni nonostante le perdite subite. Gli attentati avvenuti in Europa, rientrano in tale categoria, sebbene manchi la componente IED a bordo. In tale stadio di livello II è presente l’attentatore suicida a bordo che, una volta superate le linee di difese (rivelatesi inadeguate in Europa), lancia il mezzo contro la folla. Contro la minaccia di VBIED livello II, vi è da considerare il principale fattore determinato dalla fragilità del mezzo prescelto che, una volta sfondate le difese perimetrali, verrebbe (o dovrebbe essere colpito) dalle forze sul campo in un tempo ragionevolmente breve. Ciò significa che un mezzo ad uso civile potrebbe anche sfondare le linee di difesa, ma non riuscirebbe a raggiungere il punto stabilito per la deflagrazione degli ordigni esplosivi che potrebbero anche essere colpiti e, quindi, detonare.

VBIED di livello III

L’ultima evoluzione della minaccia VBIED è di livello III diviso in due stadi. E’ localizzata nell’area Medio orientale: a centinai i veicoli di livello III utilizzati dallo Stato islamico. L’ultima naturale evoluzione dell'autobomba è caratterizzata dalla blindatura del mezzo, concepita per aumentare le probabilità di sopravvivenza e raggiungere il bersaglio. Il veicolo kamikaze blindato è progettato per superare le barriere difensive attive e passive e raggiungere infrastrutture di elevato valore. La loro sopravvivenza è nettamente superiore ad i mezzi di livello II poiché concepita per la protezione balistica contro le armi in dotazione fino al 5,56 mm (a volte anche 7,62 mm). Un dispositivo di livello III garantirebbe anche di moltiplicare gli effetti IED standard, associando all’ordigno esplosivo improvvisato un carico infiammabile (ad esempio) all’interno del mezzo. La blindatura, per quanto possibile, avverrebbe all’interno del veicolo, cosi da lasciare inalterato il design esterno del mezzo (prerequisito che non serve in Siria o in Iraq, ma che sarebbe imperativo per un attentato nelle aree urbane). Il secondo stadio prevede la riconversione dei mezzi militari sequestrati sul posto (altamente improbabile in un contesto urbano). Nel secondo stadio, il problema è determinato dal quantitativo superiore di esplosivo a bordo che deve essere in grado di sfondare la blindatura standard del mezzo.

Londra: mutazione VBIED di II livello

Da alcuni mesi, il ruolo del conducente suicida negli attentati VBIED si è evoluto. Non più un semplice autista di un mezzo scagliato contro la folla, ma un moltiplicatore di forze che sfrutta sul campo lo shock iniziale per massimizzare la sua efficacia anche dopo la folle corsa del mezzo. Il passaggio da cellula a team è una semplice evoluzione del precedente paradigma. Sarebbe quindi in atto una rivalutazione del concetto di sopravvivenza a medio termine sul campo su due eventi ben definiti. L'equipaggiamento, coltelli da caccia, potrebbe essere motivato da diversi fattori come la difficoltà dei terroristi nel reperire armi al mercato nero, la mancanza di denaro o la totale mancanza di formazione nell'utilizzarli. La false cinture esplosive indossate, potrebbero in tale senso propendere per terroristi improvvisati e radicalizzati a distanza. Sarebbe opportuno concepire gli attentati come organismi adattabili ed in costante mutazione e non come strutture fisse. Oscurare l'area operativa come procedura standard, evitando ogni tipo di collegamento in tempo reale da e verso l'esterno, potrebbe essere un buon inizio.

Le reazione dei londinesi

E’ un aspetto fondamentale, poiché la reazione dei londinesi agli assalitori che accoltellavano i passanti dinanzi bar e ristoranti è stata determinante per evitare un ancora più tragico bilancio. Alla vista dei terroristi che accoltellavano i passanti, quanti si trovavano nei i locali londinesi del Borough Market, hanno iniziato a combattere lanciando contro sedie, tavoli e bottiglie. Nel pianificare i prossimi attentati, i terroristi dovranno tenerne conto.

L'unità Tuono Blu

Pochi minuti dopo l'attacco nel cuore di Londra, nell'area è stata inviata anche l'unità Blue Thunder/Tuono Blu composta da 70 operatori del reggimento Sas (Special Air Service) e così chiamata per il colore degli elicotteri non marcati utilizzati. Così come avvenuto in precedenti periodi con altissimo rischio di attentati, gli inglesi hanno mobilitato numerosi reparti dell’esercito che agiscono in borghese nelle principali città e nelle aree sensibili del Regno Unito. Allestiti, nei punti nevralgici del paese, dei veri e propri centri di comando, con gruppi di pronto intervento ed esfiltrazione rapida. Alcune unità dei reparti speciali sono dotati di particolare equipaggiamento pesante: fungeranno, qualora richiesto, da moltiplicatori di forze. Mantenuti in stato di allerta permanente, i 70 operatori del reggimento d'élite operano da tre campi di aviazione e due aeroporti di provincia: rappresentano l'ultima risorsa. L'unità Tuono Blu si è addestrata per fronteggiare diversi scenari ed è stata creata dopo le atrocità di Bruxelles. La sua attivazione prevede uno scenario da guerriglia urbana (deflagrazioni di ordigni improvvisati, fucili d'assalto, protezione balistica, terroristi addestrati), considerando che all'unità Tuono Blu sono stati assegnati anche gli elicotteri d'attacco Apache Ah-64, identificati ieri sera sul London Bridge. Oltre alla remota possibilità di poter ingaggiare un nemico in un contesto urbano inglese, il vero ruolo della piattaforma Apache AH Mk1, dotata di radar Longbow e corazzata per resistere ai proiettili perforanti da 12,7 mm, è quello di utilizzare i propri sensori per la conoscenza della situazione tattica.

Commenti
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Jampa

Dom, 04/06/2017 - 12:12

Ottima informazione. Interessante la reazione delle persone al Market. Ovvero, la passività non aiuta mai. Imparare a prendere in mano la situazione, per quanto possibile e cercare di ostacolare gli opponenti. E' un esercizio mentale a cui dobbiamo abituarci, perchè le probabilità che qualcosa del genere accada anche nelle nostre città stanno aumentando vertiginosamente.

giusto1910

Dom, 04/06/2017 - 14:03

Povera Europa e poveri Europei. Incapaci di comprendere che il terrorismo di matrice islamica é materia per psichiatri-criminologi-teologi. Quanti morti ci vogliono ancora per allontanare le mele marce dal Vecchio Continente? Le comunità islamiche che non denunciano (ma che conoscono perfettamente chi si radicalizza) sono complici silenziose?

ben39

Dom, 04/06/2017 - 14:41

Ricordate le brigate rosse? Erano frutti acerbi del comunismo e come furono combattuti? Col tempo e infiltrazioni nelle cellule terroristiche e il crollo del muro di Berlino. La stessa cosa avverrà con l isis e alqaida, quando l'islam morirà si porterà con sé i terroristi islamici. Ma allora sarà il tempo di Armagheddon.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 04/06/2017 - 15:28

@ben39 - se facciamo in tempo a raggiungere quella fase, si. Ma con tanti rinnegati e falsi buonisti che ci ritroviamo, il tempo stringe, l'invasione è straripante, il pericolo altissimo. Stiamo raggiungendo il punto di non ritorno.

cgf

Dom, 04/06/2017 - 20:26

A chi compie l'atto terroristico non importa morire, anzi... bisognerebbe tornare a come si rispondeva SUL CORPO DEL TERRORISTA un 100+ anni fa, questo è il solo deterrente, altro che vergini ad attendere, nessun ritegno e rispetto per chi non ha con te, come già successo... gli attentati finiranno. Non è giusto ne umano comportarsi cosi? se volessimo parlare di giustizie a ed umanità, ancor prima che succeda, bisognerebbe internare, non limitarsi a controllare, chi potenzialmente può ammazzare altra gente per la promessa del paradiso... ergo... ma non sarebbe 'umanamente' possibile.