Attentato a Shankill Road, dopo più di 20 anni si scopre che i servizi segreti inglesi lo sapevano

Una documentazione inedita accusa gli 007 britannici di aver saputo in anticipo, senza fare nulla per fermarlo, dell'attentato che ha provocato la morte di dieci persone nel quartiere lealista di Shankill Road a Belfast nell'ottobre del 1993

Nell’ottobre del 1993 una bomba è stata piazzata dell’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) alla pescheria Frizzell, nel quartiere di Shankill Road, a Belfast. L’obiettivo da colpire sono alcuni militanti di spicco dell’Ulster Defence Association (UDA) che si sarebbero dovuti trovare nel piano superiore dell’edificio - ma che in realtà avevano posticipato l’incontro -. L’ordine è quello di far uscire tutti dal negozio e far scoppiare la bomba. Ma qualcosa va storto - o è stato fatto in modo che andasse così - e l’ordigno esplode prima del previsto, uccidendo dieci persone, compreso il volontario repubblicano Thomas Begley. L’attentato sarà l’inizio di una serie di attacchi vendicativi che porteranno altri quattordici morti e numerosi feriti.

A distanza di più di vent'anni, un’inchiesta esclusiva del quotidiano The Irish News, ha riferito nei giorni scorsi che il comandante dell’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) di Ardoyne, che ha pianificato l’attentato a Shankill Road nel 1993, sarebbe stato un informatore dell’MI5, l’intelligence britannica. L’accusa è grave. In pratica, gli 007 inglesi avrebbero saputo in anticipo dell’attacco, ma non avrebbero fatto nulla per fermarlo.

L’indagine del giornale si basa su alcuni documenti crittografati rubati dall’IRA il 17 marzo del 2001 nell’ufficio della Royal Ulster Constabulary (RUC) - il corpo di polizia dell’Irlanda del Nord nato nel 1922 dalla fusione del Royal Irish Constabulary e delle polizie cittadine di Belfast e Derry, rimasto attivo proprio fino alla fine del 2001 – di Castlereagh, mentre gli agenti erano in pausa pranzo. Sulla documentazione, che è stata decifrata l’anno successivo grazie ad elementi esperti del gruppo armato repubblicano, si legge che il comandante dell’IRA era conosciuto come “Agente AA” e che stava lavorando per i servizi segreti da più di dieci anni. Ma non solo. Nei documenti ci sarebbe anche scritto che la talpa avrebbe informato dell’attentato gli uomini dell’intelligence britannica.

Mentre George Hamilton, capo della Police Service of Northern Ireland (PSNI), la polizia dell’Irlanda del Nord attualmente attiva, ha dichiarato di “non credere che la RUC era a conoscenza dell’attentato di Shankill Road prima che accadesse”, gli investigatori hanno aperto un’indagine sulle presunte responsabilità dei servizi segreti britannici. Le indagini dovranno rispondere a tante domande. Domande che si stanno facendo anche i familiari delle vittime. Se davvero l’MI5 sapeva dell’attentato, perché non ha fatto nulla per fermarlo? Per salvaguardare la vita dell’infiltrato? Per mettere a repentaglio il processo di pace? E perché l’IRA, pur avendo saputo sin dal 2002 di avere questa spia nelle proprie fila non ha mai dichiarato nulla? Certo è che l’intelligence britannica ha speso diversi milioni di sterline per avere informatori all’interno dei gruppi armati irlandesi. Come è certo che altri infiltrati scoperti in passato dall’IRA hanno ricevuto ben altri trattamenti.

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