Attentato terroristico al resort. Due morti, uccisi 5 jihadisti

Gli aggressori hanno gridato Allah Akbar. Liberati 32 ostaggi

La sparatoria è iniziata a metà pomeriggio del 18 giugno all'interno del resort di lusso Campement Kangaba, alla periferia della capitale del Mali, Bamako. Contattato per telefono dalla testata francese 'Paris Match', un dipendente del villaggio turistico, molto frequentato da occidentali, ha detto che ha sentito gli uomini armati che hanno preso d'assalto la struttura gridare "Allahu Akbar". Le informazioni sono confuse e non si conosce l'identità né il numero preciso degli assalitori e dei morti: il ministero per la Sicurezza parla di due morti, mentre fonti della polizia maliana di tre. Una coppia di stranieri che si trovava nella hall sarebbe stata subito uccisa. Un altro ospite dell'hotel sarebbe morto davanti al suo bambino di cinque anni. Una delle vittime, da quanto ha confermato il ministero della Sicurezza maliano, è di nazionalità franco gabonese. Anche uno degli aggressori sarebbe morto. Ci sarebbero sette feriti, di cui quattro gravi tra i soldati arrivati subito dopo la prima sparatoria.

Il Campement Kangaba non è un hotel del centro di Bamako, come il Radisson Blu che era stato colpito nel mese di novembre 2015, ma si tratta di una nota località turistica di proprietà dell'imprenditore francese Hervé Depardieu. Tra gli ospiti c'erano anche alcuni soldati in licenza della Minusma, la missione Onu in Mali. Pare che l'intenzione degli assalitori fosse di prendere ostaggi: non si sa se ne abbiano ancora in mano alcuni, ma almeno una ventina (32 secondo il ministero della Sicurezza) sono stati liberati nel blitz delle forze di sicurezza. Le forze speciali maliane, assistite dai caschi blu di Minusma, hanno accerchiato tutto il perimetro del complesso turistico, mentre gli assalitori hanno cercato rifugio in una collina dietro il resort.

Le forze di sicurezza del Mali hanno ucciso cinque militanti coinvolti nell'attacco. "Si tratta senza dubbio di un attacco terroristico - ha dichiarato il ministro per la sicurezza Salif Traore - le forze antiterrorismo sono arrivate sulla scena immediatamente: cinque terroristi sono stati uccisi. Le operazioni sono durate tutta la notte". Il ministro ha aggiunto che i militanti avevano alcuni complici che non sono stati né uccisi né arrestati.

Il Mali di recente è teatro di una campagna di violenza senza precedenti. Dal mese di marzo 2017, il leader del gruppo terrorista Ansar Dine, Iyad Ag Ghaly, che opera nord del Mali, ricercato senza sosta dai militari dell'operazione Barkhane, ha formato un'alleanza con il predicatore Amadou Kufa, attivo nel Mali centrale, e con l'algerino Yeyia Abu Hama (Aqmi). Durante una visita dello scorso maggio a Gao, la principale base militare francese nell'ambito dell'operazione Barkhane, il presidente francese Emmanuel Macron si è impegnato a continuare gli sforzi per combattere il terrorismo in un contesto difficile come quello del Mali.

Commenti
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Memphis35

Lun, 19/06/2017 - 11:27

"...uccisi 5 jihadisti.". Manco per sogno! Uccisi 5 fedeli interpreti dei precetti coranici. A loro della taqyya non frega un accidente.

Ritratto di diemme62

diemme62

Lun, 19/06/2017 - 12:43

D'altra parte la Farnesina considera il Mali come un paese molto pericoloso, e sconsiglia di andarci per alcun motivo.

Raoul Pontalti

Lun, 19/06/2017 - 15:58

(Riproviamo qui) Meraviglioso...Con una delle missioni ONU più agguerrite e autorizzate a neutralizzare i terroristi (un unicum giuridico in ambito di missioni di peacekeeping) denominata MINUSMA (United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali) comandata però da un generale belga che sembra uscito dal cast dei film della Pantera Rosa..., con l'operazione Barkhane ancora i corso che vede militari francesi e tedeschi dare la caccia ai jihadisti, con due missione della UE per l'addestramento dei locali esercito e polizia (vi sono anche italiani, si assiste all'assalto da parte dei jihadisti di un resort della capitale che ospita... quei militari e francesi e tedeschi cacciatori di jihadisti ma che devono farsi difendere dalla polizia maliana.