Basta feti in discarica: nuove regole in Texas

Ospedali e cliniche del Texas che praticano l'aborto dovranno cremare o seppellire i resti, indipendentemente dal periodo di gestazione in cui è avvenuta l'interruzione di gravidanza

La sepoltura dei feti abortiti è una delle battaglie promosse dalla chiesa. Ora, in Texas, arrivano nuove regole che vietano a ospedali, cliniche e altre strutture sanitarie che praticano l'aborto di mandare i resti dei feti nelle discariche, consentendo solo la cremazione o la sepoltura indipendentemente dal periodo di gestazione in cui è avvenuta l'interruzione di gravidanza. Il divieto scatterà a partire dal 19 dicembre.

Proposte dalle autorità sanitarie lo scorso luglio, dopo un lungo dibattito, prevedono che il divieto non si applichi agli aborti spontanei o alle interruzioni di gravidanza che avvengono in casa. Il Texas, fieramente conservatore, ha una delle normative più rigide in materia di aborto. Alla base delle nuove regole, proposte dal governatore repubblicano Greg Abbott, una "maggiore tutela della salute e della sicurezza pubblica", perchè "i resti dei feti - spiega Abbott - non devono essere trattati come qualsiasi rifiuto sanitari e smaltiti in discarica", e va rispettata la dignità del nascituro, in sintonia con il rispetto dello Stato per la vita.

Le norme hanno scatenato forti polemiche da parte delle associazioni, secondo le quali si tratta di "regole inutili" che non fanno che "aggravare la situazione delle donne che perdono i loro
bambini". Contrarie alle nuove regole anche alcune associazioni sanitarie - tra cui il Texas Medical Association e la Hospital Association Texas - che si domandano chi pagherà i costi legati alla cremazione o all sepoltura. In risposta a queste preoccupazioni, i funzionari della sanità del Texas hanno spiegato che le strutture sanitarie - e non i pazienti - saranno responsabili di tutto, compresi i costi, che "saranno compensati dall'eliminazione degli attuali metodi di smaltimento".

Commenti
Ritratto di MLF

MLF

Mar, 29/11/2016 - 16:01

Ma che assurdita'.

Ritratto di -Alsikar-

-Alsikar-

Mar, 29/11/2016 - 16:24

Dare il sigillo dell’ufficialità ad un feto, attraverso un’eventuale sepoltura degna, è pura demenza: significa non volere fare nessuna distinzione tra un individuo pensante, adulto, compiuto e un mero abbozzo di cellule. Anche in questo gesto simbolico s’intravede una concezione dell’esistenza che viene interpretata e finanche vissuta dai paladini della ‘sacralità della vita’ come dottrina che si arroga il diritto di pretendere e di stabilire nessun limite formale e sostanziale al divenire naturale delle cose precipitando, in questo modo, nel vivere la stessa vita come una idealistica ‘ossessione culturale’.

ohibò44

Mer, 30/11/2016 - 17:07

Anche io contesto dall'A alla Z la 'sacralità della vita', secondo me la vita appartiene all'uomo o a Dio, tertium non datur. Ma qui non si tratta di impedirmi di decidere della 'mia' vita, si tratta di sopprimere una vita che sta nascendo: dopo 14 giorni il feto ha tutte le caratteristiche necessarie a diventare un essere umano. Non lo dico io lo specificò Veronesi