Tra batterie scariche e scarso carburante, inizia il pattugliamento degli Stati Baltici

I carri armati negli Stati Baltici, al confine con la Russia, avranno il compito di rilevare eventuali movimenti ostili

I carri armati statunitensi M1A2 Abrams sono in viaggio verso gli Stati Baltici dove, tra poche ore, inizieranno a pattugliare i confini con la Russia per quello definito come il più grande dispiegamento militare nell’Europa orientale dopo la fine della guerra fredda. Concluse le manovre in Polonia, i carri armati pesanti del Pentagono prenderanno posizione in Lettonia, Estonia e Lituania per rilevare eventuali movimenti russi. Con una popolazione di 1,3 milioni di abitanti, l'Estonia mantiene un esercito permanente di circa seimila unità, ma sta aumentando le capacità non convenzionali della Estonian Defense League. Lettonia, Lituania ed Estonia, nel 2016, hanno investito nella spesa militare 390 milioni di dollari rispetto ai 214 del 2014.

La brigata corazzata completa statunitense, basata su sette battaglioni, ha completato il dispiegamento in Europa pochi giorni fa. Nella base navale di Bremerhaven, in Germania, sono sbarcati circa 3500 soldati, 144 veicoli corazzati per fanteria Bradley, 87 carri armati M1A2 Abrams e 18 sistemi di artiglieria M109 Paladin. Il comando di brigata è stato allestito in Polonia, con due battaglioni: il primo di cavalleria corazzata ed il secondo di artiglieria da campo equipaggiato con obici semoventi M109 Paladin. Turnazione costante nella città polacca di Orzysz, vicino l'enclave russa di Kaliningrad. La regione Baltica tra l’Estonia e la Lettonia sarà pattugliata da un battaglione formato da carri armati Abrams. Due battaglioni di fanteria meccanizzata equipaggiati con i Bradley M2 e gli Abrams avranno un punto d’appoggio nella regione rumena e bulgara. Un battaglione pesante Abrams, resterà in Germania. Durante la sua distribuzione di nove mesi, la brigata corazzata statunitense effettuerà rotazioni in Ungheria, Polonia, Germania e Romania.

Altri 1700 soldati statunitensi della Brigata Aerea della Decima Divisione da Montagna, basata a Fort Drum, New York, raggiungeranno la Germania entro il prossimo marzo. I sessanta velivoli tra CH-47 Chinook, UH-60 Blackhawk ed elicotteri Medevac, effettueranno turnazioni in Lettonia, Romania e Polonia.

Il Pentagono ha completato il trasferimento delle attrezzature pesanti nei quattro siti di stoccaggio identificati in Europa come parte dell’operazione della Nato Atlantic Resolve. I quattro impianti di stoccaggio in Belgio, Germania e Paesi Bassi, garantiranno agli USA la rapida disponibilità di seimila attrezzature pesanti così da ridurre i tempi di risposta durante le possibili emergenze a livello mondiale.

In Norvegia, infine, il Pentagono ha rifornito le strutture da attivare in caso di emergenza a supporto di una MEB, Marine Expeditionary Brigade, formata da 15 mila soldati con rifornimenti completi per 30 giorni di attività operativa (combattimento reale). Il preposizionamento riduce il tempo di reazione, elimina la necessità di distribuire gli asset dagli Stati Uniti e gli oneri del trasporto strategico.

Ritornare in Europa: le difficoltà logistiche

La brigata corazzata completa statunitense inviata in Europa è un messaggio al mondo sulla capacità degli Stati Uniti di rafforzare celermentele linee del fronte. Tuttavia, le difficoltà logistiche incontrate nelle fasi iniziali sono state notevoli. Il Pentagono paga l’inesperienza del personale nel confrontarsi in un contesto che aveva quasi del tutto abbandonato dopo la fine della guerra fredda.

I primi cinque carri armati pesanti M1A2 Abrams giunti nel porto di Bremerhaven, in Germania, sono rimasti fermi per giorni mentre l’esercito cercava di elaborare un percorso idoneo per raggiungere la Polonia. E’ una questione acclarata: la versione M1A2 del principale carro armato degli Stati Uniti raggiunge un peso di 62 tonnellate. Peso che potrebbe aumentare in presenza di kit di sopravvivenza aggiuntivi. Le infrastrutture europee, la maggior parte di esse, non sono in grado di reggere tale peso limitando il transito in tratti ben identificati e noti, certamente anche ad una fazione ostile. E’ un problema che riguarda l’intero sistema viario europeo, con particolare riferimento ai collegamenti con i paesi della Nato che facevano parte dell’ex Unione Sovietica. Tali problemi sono stati evidenziati dal comandante di Eucom, il generale Ben Hodges.

Nell’annunciare la capacita operativa della brigata corazzata, stimata in quindici giorni, il generale Hodges ha confermato che “il Pentagono manca di informazioni sufficientemente dettagliate sulle infrastrutture nelle aree che un tempo facevano parte del blocco sovietico, ora nella Nato”.

L’esercito statunitense manca di punti di riferimento in Polonia, Romania, Ungheria e specialmente negli Stati Baltici. Attualmente, così come confermato da Eucom, non possiede le capacità di spostare rapidamente le forze in Europa, come durante la guerra fredda.

Paradossalmente, all'entrata nella Nato dei nuovi paesi membri, non è seguita alcuna rilevazione aggiornata della rete viaria per scopi militari.

Hodges ha confermato ulteriori imprevisti.

Un secondo lotto di carri armati M1A2 Abrams ha raggiunto la Germania senza carburante (erano stati imbarcati combat ready). Alcuni Abrams, sono sbarcati in Europa con le batterie scariche: dopo l’ultima revisione prima dell’imbarco, la società esterna responsabile del controllo non ha provveduto a spegnere i sistemi elettrici.

Numerosi corazzati, infine, sono giunti in Europa in livrea desertica.

Dall’United States European Command rilevano la necessità di una maggiore copertura di intelligence per la speed of recognition delle truppe russe.

Nei Paesi Baltici gli Stati Uniti hanno schierato i reparti speciali per la formazione del personale militare regolare. Svolgono operazioni congiunte con la CIA per la raccolta delle informazioni ed una veloce valutazione delle attività ostili.

Commenti

lawless

Mar, 31/01/2017 - 12:01

trovo singolare che questa imponente macchina da guerra sia dislocata in una parte del mondo per così dire "calma" è non si usi per ristabilire le cose in quegli stati messi sottosopra dall'isis. Trovo anche paradossale che in questa area "esistono" ancora i confini e molti si danno da fare per difenderli (peraltro da una improbabile invasione) mentre in un altra aerea l'europa si comporta in modo diverso: togliendo addirittura i confini e agevolando di fatto l'invasione. Forse una invasione "non convenzionale" è meno deprecabile da quella "convenzionale"?

Ritratto di franco.a.trier_DE

franco.a.trier_DE

Mar, 31/01/2017 - 12:14

gli italiani dovrebbero contribuire economicamente alle spese siete alleati si? e simpatizzanti di Trump, allora Padoan fai una bella patrimoniale pro collaborazione difesa degli Stati Baltici.

Keplero17

Mar, 31/01/2017 - 12:33

Penso che torneranno indietro velocemente, il tempo per Trump di nominare i nuovi vertici delle forze armate.

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massacrato

Mar, 31/01/2017 - 12:53

Uno strascico della strategia clint-oby. Una passeggiata diversamente utile. E poi forse addio Europa e addio Nato, e magari revisone ONU. Occorre RIDISEGNARE LE ALLEANZE CHE SERVONO e non i patti zavorra.

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bandog

Mar, 31/01/2017 - 13:12

Qual'è il problema?? Senza batterie e carburanti non inquinano!!

evuggio

Mar, 31/01/2017 - 13:31

Branca, branca, branca ...... Nessun riferimento al noto digestivo!

ILpiciul

Mar, 31/01/2017 - 13:43

Ma che bel carrarmato nuovo fiammante,chissà quante imprese artigiane si sarebbero potute salvare dalle grinfie delle tasse col costo di una sola macchina di morte. E non parliamo dei fusti di birra F 35.

ILpiciul

Mar, 31/01/2017 - 13:46

Chi semina vento.......................si rompe le corna.

agosvac

Mar, 31/01/2017 - 14:02

Gli ultimi sussulti della follia di Obama/Clinton!!! Non mi meraviglierei se questi contingenti fossero richiamati, anche perché pare che non siano neanche in grado di svolgere i loro compitini!!! Che c'è da dire? Meno male che Putin non ha minimamente intenzioni ostili, perché sennò di queste truppe se ne farebbe un succoso bocconcino.

compitese

Mar, 31/01/2017 - 14:06

Spero che Trump non perderà tempo con queste fesserie!

Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Mar, 31/01/2017 - 14:08

il mimetismo da deserto è utilissimo sul baltico, così il nemico non spreca colpi.....

Ritratto di venividi

venividi

Mar, 31/01/2017 - 15:58

Ancor prima di leggere Evugi, 13:31, mi è venuta in mente l'Armata Brancaleone. Che dilettanti ! Ma si può ?

Ritratto di hernando45

hernando45

Mar, 31/01/2017 - 16:01

Tutto questo dispiegamento di forze è stato ORGANIZATO dal Premio Nobel per la pace NON DIMENTICHIAMOCELO!!!!!AMEN.

VittorioMar

Mar, 31/01/2017 - 16:52

...PER QUANTO E QUELLO CHE COSTANO:...QUALCUNO PORTERA' A CASA ALMENO I CONTINGENTE "APPIEDATI".!!

paolo b

Mar, 31/01/2017 - 16:57

con 6000 mezzi corazzati di quella portata in 24 ore l'isis non esiterebbe più !!!!!!

buri

Mar, 31/01/2017 - 17:29

tutto ciò mi fa pensare che gli USA, invece di collaborare con chi combatte i jihadisti, russi, curdi, iraniani, siriani e irakeni, pensano solo a contrastare i russi, i quali non minacciano nessuno

Parermio

Mer, 01/02/2017 - 01:04

Se fossi in Trump i carri non li farei ritirare; i rapporti con la Russia migliorano ma quelli con la Merkel no; un po' più di carri in Europa, in aggiunta alle truppe americane che già ci sono, potrebbe essere un utile deterrente all'Europa nemica di Putin e dell'America; mi sa che Obama ha fatto un buon favore a Trump e l'Europa ha accettato un'offerta che non può più rifiutare.

cangurino

Mer, 01/02/2017 - 02:47

l'articolo riporta correttamente la motivazione di questi dispiegamenti militari: "per rilevare eventuali movimenti russi". Esigenza prioritaria, mica contrastare l'isis, ci mancherebbe altro, poveri islamici. I russi, per fortuna, non sembrano reagire alla provocazione, perché impegnati in altre zone, con il fine di contrastare i terroristi islamici. Ultimi effetti della politica di pace di Hussein barak obama.

casalvento

Mer, 01/02/2017 - 08:27

Apprezzo anch'io il ruolo attuale della Russia in Medio Oriente. Comunque l'Europa, per cominciare ad esistere davvero, dovrebbe difendere i propri confini, sia a sud che ad est, ma da sé, non con soldati americani.

Ritratto di franco.a.trier_DE

franco.a.trier_DE

Mer, 01/02/2017 - 13:31

CON 6000 CARRI COME QUESTI SI PUò COMPRARE TUTTA LA ITALIA...