Bosnia-Erzegovina, l'ombra dei brogli sul voto

Il 7 ottobre si terranno le elezioni generali, ma in molti denunciano irregolarità: persone decedute nelle liste, cittadini che avrebbero già votato o registrati all'estero

Mancano poche settimane alle elezioni generali in Bosnia-Erzegovina e il clima a Sarajevo si fa sempre più teso. Tra omicidi politici e aggressioni ai giornalisti, la campagna elettorale è entrata nel vivo e ora c'è già chi mette in dubbio la validità del voto.

Negli ultimi giorni sono state smascherate presunte irregolarità che potrebbero minacciare l'esito delle urne: nelle liste elettorali sono presenti persone decedute da anni, c'è chi ha scoperto di aver già votato per posta e chi, seppur residente nel Paese, si è accorto di essere registrato come votante all’estero.

Come riporta IlPiccolo, le elezioni del prossimo 7 ottobre sono fondamentali per capire in che direzione si sta muovendo il Paese e se sarà in grado di uscire dalle urne più saldo, oppure ancora più frammentato e destabilizzato di quanto non lo sia ora. E certo è che queste frodi elettorali non aiutano a distendere il clima già teso che si è creato in questi mesi.

Le denunce

A portare alla luce queste irregolarità sono stati in molti. "Ogni volta, prima delle elezioni, vedo il nome di mio padre" sulle liste, "non è possibile che gli elenchi non vengano ripuliti", ha dichiarato ai media locali un cittadino, il cui padre è morto nel 2006, ma continua a vivere sugli elenchi elettorali.

"Due giorni fa ho provato a vedere se sono censito nello stesso seggio degli anni scorsi e ho scoperto di essere invece registrato in Austria, in un sobborgo di Linz", ha raccontato alla televisione un altro cittadino. "Ho scoperto che qualcuno ha già inviato la relativa documentazione" votando quindi per lui, in modo illegale.