Brexit, Ue e Regno Unito pronti a “intensificare” i negoziati

I recenti sviluppi nella politica interna del Regno Unito preoccupano l’Unione europea, che vede sempre più vicina l’instabilità politica dell’esecutivo guidato da Theresa May. Londra e Bruxeless sono decise a trovare un accordo preliminare per la Brexit entro il prossimo 18 ottobre

Brexit: tutti pronti accelerare i tempi. Il divorzio tra Londra e Bruxelles ingrana la marcia con lo scopo di “intesificare” i colloqui sulla spinosa questione della Brexit.

La preoccupazione dell’Unione europea (Ue) è aumentata soprattutto dopo le recenti turbolenze che il governo di Theresa May ha dovuto affrontare, da ultima le dimissioni risalenti a pochi giorni fa del ministro degli esteri Boris Johnson. Il terremoto politico in casa Regno Unito sembra alle porte, e proprio per questo motivo Bruxelles vuole evitare a tutti costi il rischio di dover affrontare una “brutale rottura” dell’uscita della vecchia Albione dall’Ue.

L’intensificazione dei colloqui tra Londra e Bruxelles dovrebbe portare alla firma di un accordo pacifico entro il prossimo ottobre, stabilendo grazie a ciò la linea da percorrere da entrambe le parti sulla gestione dei rapporti diplomatici dei prossimi anni.

“Abbiamo fatto molti progressi nell'accordo di ritiro – ha dichiarato stamane Dominic Raab, ministro britannico incaricato della gestione della Brexit – ma ci sono ancora lacune da colmare”. “Ecco perché non vedo l'ora di intensificare, riscaldando i negoziati e assicurandoci che siamo nella posizione migliore per ottenere il miglior accordo”, ha affermato Raab nella sede della Commissione europea a Bruxelles.

L’ultimatum per trovare un’intesa sulla Brexit è il prossimo 18 ottobre, data coincidente con il prossimo vertice europeo, e teoricamente l’uscita definitiva del Regno Unito dall’Ue è prevista per il 30 marzo 2019, nel qual caso non si riuscisse a trovare un accordo comune entro quest’autunno. "Vogliamo essere pronti per entrambi gli scenari", ha detto la portavoce della Commissione, Mina Andreeva: "Stiamo lavorando molto duramente per avere un accordo con il Regno Unito, ma dobbiamo essere pronti a ogni eventualità".

A prescindere dal risultato che si otterrà per discutere delle condizioni di una soft o di una hard Brexit, la Commisione europea ha ammonito stamane che questo fenomeno “interesserà i cittadini, le imprese e le amministrazioni, sia nel Regno Unito che nell'Ue”, invitando per giunta gli “Stati membri e attori privati ​​ad intensificare i loro preparativi” per non farsi cogliere impreparati dinanzi a una remota (ma possibile) “rottura brutale”, tradotta semplicemente in un mancato accordo sottoscritto da entrambi i protagonisti.

Proprio per questo motivo, la Commissione europea ha voluto sottolineare nuovamente che la preparazione di eventuali “piani di emergenza” non può essere fatta all’ultimo minuto o lasciata al caso, perché “non ci sarà periodo di transizione” per placare le conseguenze immediate e catastrofiche di un accordo fallito della Brexit fallita.

Tutti gli attori coinvolti nella questione della Brexit confidano nel compromesso e nella buona volontà di Londra e Bruxelles per siglare un accordo iniziale che permetta di stabilire un’uscita “dolce” e graduale del paese di sua Maestà dall’Ue. Ciò consentirebbe uno slittamento delle date di uscita a dicembre 2020, con un notevole minor impatto sul mondo del lavoro inglese ed europeo.

Commenti
Ritratto di Nahum

Nahum

Gio, 19/07/2018 - 23:32

Bel lavoro il brexit, un capolavoro, Farage, Cameron e Johnson dovrebbero vergognarsi. La questione è stata gestita dagli inglesi in modo indecente, veramente vergognoso. E adesso vvoiamente diranno che è colpa della Ue che non ha accettato le loro folli e inconsistenti proposte. Davvero complimenti.

Ritratto di OdioITedeschi

OdioITedeschi

Ven, 20/07/2018 - 00:11

L'UE è un po' come l'Hotel California degli Eagles: una volte entrati non ne esci più...non vivo, almeno...

Marguerite

Ven, 20/07/2018 - 08:23

Una cosa è certa, la Gran Bretagna si becca, con l’Italia, per questo ultimo trimestre....LA CRESCITA PIÙ BASSA dei 28 paesi UE !!! E automaticamente....la crescita della disoccupazione per l’Italia !!!

Marguerite

Ven, 20/07/2018 - 08:27

In caso qualcuno non lo sappi....l’UE sono 500 milioni di clienti potenziali....mentre la Russia sono solo 140 milioni di morti di fame, visto che il reddito medio è di 500 euro mensili !!! Per di più, gli USA adesso vogliono solo prodotti fatti da loro, ma gli USA sono autosufficiente....no come l’Italia che non ha neanche abbastanza cereali per la sua pasta...