Quella brigata cristiana dell'esercito di Hezbollah

Cristiani e musulmani di confessione sciita e sunnita sono da mesi uniti contro i gruppi takfiri (apostati dell’Islam) dell’Isis e di Al Nusra

Cristiani e musulmani di confessione sciita e sunnita sono da mesi uniti contro i gruppi takfiri (apostati dell’Islam) dell’Isis e di Al Nusra. Da mesi nella regione montuosa di Qalamun, situata tra il Libano e la Siria, si consuma una guerra strategica di vitale importanza per i due schieramenti. L’area rappresenta, infatti, un’indispensabile fonte di approvvigionamento dei ribelli poiché, varcato il confine libanese, sorge la città di Arsal che oltre a offrire rifugio ai miliziani jihadisti, consente il traffico di armi, uomini, e alimenti. Un paio di settimane fa il conflitto si è fermato nel piccolo villaggio siriano di Maalula, situato a 56 chilometri a nord-est di Damasco, dove l’alfabeto aramaico si intreccia con le preghiere cristiane di rito melchita. La cittadina è stata liberata un paio di settimane fa dalle milizie della brigata “Abu al Fazl Al Abbas” appartenenti ad Hezbollah, braccio militare del partito libanese sciita guidato da Hassan Nasrallah.

Ci sono in particolare delle immagini che raccontano lo spirito del popolo e l’etica della guerra contro la violenza dei gruppi legati al fondamentalismo dello Stato Islamico. Appena dopo la liberazione della città, tra le rovine dei santuari e dei monasteri, un soldato sciita di Hezbollah (che in arabo significa “Il partito di Dio”) entra nella chiesa principale, e, inizia a suonare le campane in segno di vittoria. I cristiani di Maalula possono tornare a pregare. Intanto, i residenti e la popolazione civile delle città limitrofe, si sono precipitate nelle strade tra le bandiere siriane issate dai vincitori ad ogni incrocio. Da lontano un pick-up nero si avvicina rumoroso seguito da altre automobili. Sono i soldati che trasportano la statua della Vergine Maria che prima dell’arrivo dei jihadisti era in cima alla montagna, a più di 1500 metri, affacciata sul villaggio. Dopo aver suonato le campane, i miliziani sciiti di Hezbollah, restituiscono il simbolo della cristianità agli abitanti di Maalula. È l’incontro di civiltà nella Siria laica e multi-confessionale assediata dai takfiri.

Secondo l’agenzia libanese Al Manar sono molti i cristiani che avrebbero deciso di unirsi a un battaglione sostenuto, addestrato e finanziato dalle milizie sciite di Hezbollah, per combattere nella regione di Qalamun ed eventualmente a difesa di Damasco qualora i gruppi terroristici dovessero lanciare entro settembre l’operazione “Tempesta del Sud”. In realtà non stupisce la scelta dei cristiani d’Oriente. Nel Paese dei Cedri il “Partito di Dio” sciita, ha conquistato la fiducia della popolazione a partire dalla sua progressiva “libanesizzazione” a seguito dell’alleanza sacra e trans- confessionale tra il cristiano-maronita Michel Aoun e lo sciita Hassan Nasrallah – rispettivamente a capo della Corrente Patriottica Libera e di Hezbollah – che, dando grande prova di maturità politica hanno posto l’unità del Libano al di sopra delle fazioni, dell’individuo, delle comunità, delle religioni e delle ideologie legate al passato. Da gruppo resistente (“terrorista e violento” secondo gli Stati Uniti e l’Unione Europea che l’hanno iscritto nella lista dei gruppi terroristici del globo) Hezbollah si è aperto ai non-sciiti diventando con il passare del tempo il difensore di un intero Paese, il Libano, oltre che della regione mediorientale. A seguito dell’“accordo di Doha” con il generale Aoun, dal quale è nata la coalizione di governo chiamata “Raggruppamento dell’8 marzo”, il “Partito di Dio” ha conservato le sue armi – le milizie sono infatti riconosciute dal governo libanese al pari dell’esercito regolare - a patto di modernizzare la sua dottrina. Abbandonata definitivamente la volontà di attuare la rivoluzione islamica sul modello khomeinista, il leader Hassan Nasrallah ha aperto ormai da qualche anno le sue file anche ai volontari non-sciiti. La liberazione di Maalula, cristianissimo villaggio siriano, ne è la conferma.

Commenti
Ritratto di gzorzi

gzorzi

Mer, 01/07/2015 - 15:08

Non serve essere cristiani o altro per combattere certi maiali.

lorenzovan

Mer, 01/07/2015 - 15:29

beh ora tanta gente andra' in difficolta'...ma non erano gli iraniani e i sciiti il diavolo ??non si chiedeva da tutte le parti illuminate ( dalla propaganda sionista) di bombardare l'Iran e le milizie sciite ?? ora sembra invece che siano proprio ploro gli unici che combattono i macellai dell'Isisi..l'Arabia Saudita ..la Turchia..gli stati del golfo appoggiano i macellai..Obama tace e gli europei vendono armi e jeep di nscosto.. gliunici che combattono sul terreno sono curdi..iraniani e libanesi sciiti..e combattono anche per NOI

compitese

Mer, 01/07/2015 - 15:40

Se c'è Hezbollah entrerà anche Israele! Ve l'immaginate il casino!!

Raoul Pontalti

Mer, 01/07/2015 - 15:41

A parte i toni agiografici l'articolo mi è piaciuto perché espone una realtà libanese che non è di oggi e preesiste, con riferimento all'alleanza di talune fazioni cristiane con Hezbollah, alla questione ISIS e anche alla rivolta dei ribelli anti Assad.

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 01/07/2015 - 15:41

Un articolo che vuole ribaltare la verità sull'islam e i rapporti con i cristiani. Sciiti e sunnit wahabiti sono due cose diverse, da sempre in lotta da epoche medievali. I cristiani in Libano sono i più rispettati perchè hanno un forte gruppo comunitario senza peli sulla lingua. In quanto al proporre due islam che si combattono, è cosa falsa anch'essa. Quello per cui si combattono è il potere, non per una visione divesa o moderata dell'islam. I vari capi islamici, sia di Stato che dei vari gruppi, si sono resi conto che rischiano d'essere scalzati dai vertici, se lasciano tutto nelle mani del caos estremista. E' per questo motivo che combattono anche alleandosi ai cristiani, soprattutto n Libano perchè altrove non è nemmeno lontanamente pensabile.

amecred

Mer, 01/07/2015 - 17:44

Al Nusra e' uno dei ribelli 'buoni' riconosciuti da USA, UK e Francia, e riceve da loro addestramento ed armi. Anche Israele supporta Al Nusra. Per quanto riguarda ISIS, a meno che sia direttamente Allah a fornire loro le armi, sappiamo tutti da dove le prendono: Turchia e Giordania.

fedeverità

Mer, 01/07/2015 - 18:03

Queste sono le cose BELLE!!! UNITI CONTRO IL TERRORE! CRISTIANI E MUSSULMANI,UNITI CONTRO I TERRORISTI!! SE C'è RISPETTO,C'è TUTTO!

Raoul Pontalti

Mer, 01/07/2015 - 18:33

no censura! stock 47 sublime somaro...dopo le cellule nucleari (di cui non ha ancora stabilito la radioattività) dopo la lingua islamica (di cui non ha mai precisato se sia più meno bella della lingua cattolica) oggi introduce l'anacronismo islamico. Ma come fa il sunnismo wahhabita ad essere in lotta sin dal medioevo con lo sciismo se il fondatore del Wahhabismo (Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb) nacque nel XVIII secolo? Ossia quando l'età medievale era estinta da più di due secoli...

Tuthankamon

Gio, 02/07/2015 - 09:05

Purtroppo con l'islam non si capisce piu' niente anche per il modo di esprimersi! Comprendo quelli che non ne possono piu' e si difendono. Le alleanze sono labili in questa situazione. Il cambiamento sostanziale ci sarebbe se l'Occidente (in generale) appoggiasse Assad (ancora ci devono spiegare parecchie cose su questo, come per Gheddafi) e mirasse a chiudere la partita in tempi brevi con il califfo. In questo momento gli USA mi sembrano i comunisti francesi che "denunciavano" (vendevano) i loro nemici interni alla Gestapo nella 2a Guerra Mondiale. La stessa chiarezza!!