In Canada entra in vigore la norma che legalizza la marijuana

Lo stato nordamericano diventa il secondo paese al mondo, dopo l'Uruguay, a legalizzare completamente il consumo di marijuana a scopo ricreativo. Una manovra che consentirà allo stato di incassare oltre 400 milioni di dollari di entrate fiscali

Da oggi in Canada si potrà fumare ed acquistare liberamente marijuana a scopo ricreativo, grazie ad un provvedimento che rende il paese nordamericano il secondo al mondo dopo l'Uruguay a legalizzare completamente la sostanza. La nuova legge in vigore da questo momento era stata approvata lo scorso giugno dal parlamento canadese, mantenendo così la promessa che il Primo Ministro Justin Trudeau fece nel 2015 in campagna elettorale. Il premier infatti aveva all'epoca affermato come fosse ormai giunta l'ora di rivedere le leggi vigenti sul possesso e sul consumo di cannabis per uso personale, considerate troppo severe rispetto alla sua effettiva pericolosità. Trudeau ha poi più volte ricordato come sulla sua scelta di impegnarsi a favore della legalizzazione delle droghe leggere abbia profondamente influito la morte di suo fratello Michel nel 1998, che stava affrontando un procedimento penale per possesso di una modesta quantità di marijuana quando venne travolto da una valanga. In occasione del voto finale del Senato, che terminò 52 a 29 a favore della legalizzazione, il ministro della Giustizia Jody Wilson-Raybould ebbe inoltre modo di dichiarare: "Questa è una pietra miliare per la politica progressista del Canada in merito al nostro approccio alla questione cannabis. Questa legislazione contribuirà a proteggere i nostri giovani dai rischi della cannabis mantenendo allo stesso tempo i profitti fuori dalle mani di criminali e della criminalità organizzata".

Se da un lato infatti con l'attuale legislazione viene garantita la possibilità per un adulto di acquistare olio, semi e piante di cannabis da un rivenditore autorizzato - con un limite massimo per la circolazione di 30 grammi in tasca e di 4 piante per la coltivazione in casa propria - dall'altra vengono fortemente inasprite le pene per chi viene scoperto a comprare cannabis in maniera illegale o ancora peggio a venderla a dei minorenni - l'età minima consentita per l'acquisto è 19 anni tranne nelle province dell'Alberta e del Quebec in cui è fissata a 18 - arrivando in quest'ultimo caso a pene fino a 14 anni di carcere. A tal proposito lo stesso Primo Ministro Trudeau ha affermato: "Non stiamo legalizzando la cannabis perché pensiamo faccia bene alla nostra salute, lo stiamo facendo perché sappiamo che non è un bene per i nostri bambini. Sappiamo che dobbiamo fare un lavoro migliore per proteggere i nostri figli nonché per eliminare o perlomeno ridurre in modo massiccio i profitti che vanno al crimine organizzato". Contemporaneamente però, il governo sarebbe già al lavoro per promuovere un'amnistia generale nei confronti di tutti coloro che, condannati in passato per crimini legati al possesso di marijuana, risulterebbero invece oggi innocenti sulla base dei nuovi regolamenti.

Proprio le differenze tra le varie legislazioni provinciali, che applicheranno la legge ciascuna con le proprie modalità, comporteranno una ricezione abbastanza frammentata della normativa sulla cannabis pur rimanendo all'interno del quadro giuridico stabilito dal governo centrale. Le singole province potranno infatti stabilire in quali luoghi la cannabis potrà essere venduta e in quali potrà essere consumata, mentre la rivendita potrà essere effettuata sia in negozi gestiti direttamente dallo stato che appartenenti a privati cittadini. In ogni caso, l'agenzia statistica governativa Statistics Canada ha già previsto che gli introiti provenienti dalla vendita di cannabis contribuiranno alla crescita economica del paese fino ad 1,1 miliardi di dollari canadesi, permettendo inoltre allo stato di incamerare oltre 400 milioni di dollari canadesi grazie alle tasse. La stessa agenzia ha poi aggiunto che la nuova legge coinvolgerà 5,4 milioni di canadesi - circa il 15 per cento della popolazione - da sommare ai 4,9 milioni che già fanno uso di marijuana.

In Canada la marijuana venne inizialmente messa fuori legge nel 1923, sull'onda delle leggi proibizioniste emanate da vari stati dei vicini Stati Uniti a partire dall'inizio del novecento, e rilegalizzata per il solo uso medico solamente nel 2001 grazie al Marihuana Medical Access Regulations, che garantiva il consumo della sostanza ai malati terminali e nel contesto di cure palliative contro il dolore cronico. Critici nei confronti della recente manovra rimangono tuttavia alcuni medici come Diane Kelsall, capo redattrice del Canadian Medical Association Journal, che ha cosi definito la legalizzazione della cannabis: "È un esperimento nazionale incontrollato in cui i profitti dei produttori di cannabis e le entrate fiscali sono puntati sono a scapito della salute dei canadesi".