Caos in Siria, divisioni addestrate dalla Cia al fianco di Assad

Le divisioni sciite erano ritenute il fiore all’occhiello del programma di addestramento (parallelo a quello del Pentagono) della CIA in Iraq. A queste truppe è stato fornito il migliore equipaggiamento possibile, compresi i carri armati pesanti Abrams e mezzi blindati

Diverse divisioni delle milizie sciite Badr Brigade, Kata’ib Hezbollah e League of the Righteous, addestrate in Iraq dalla CIA, sono da settimane impegnate in Siria, al fianco di Bashar al-Assad. La conferma arriva direttamente dal Pentagono. Le milizie – secondo quanto rivelato dalla Difesa Usa al The Daily Beast – sono attive nel sud/sud-est della provincia di Aleppo e supportate dall’aria dall’aviazione russa ed a terra dagli iraniani e dalle truppe lealiste. Le divisioni sciite erano ritenute il fiore all’occhiello del programma di addestramento (parallelo a quello del Pentagono) della CIA in Iraq. A queste truppe è stato fornito il migliore equipaggiamento possibile, compresi i carri armati pesanti Abrams e mezzi blindati.

In Iraq, le milizie sciite sono al fianco degli Stati Uniti contro lo Stato islamico. In Siria, invece, combattono contro le milizie appoggiate dalle forze statunitensi, comprese quelle addestrate proprio dalla CIA. Alcune divisioni sciite sono state addirittura inquadrate nelle forze armate iraniane. Quelle divisioni che secondo la strategia americana avrebbero dovuto liberare le città irachene, sono le stesse su cui oggi puntano i russi per riprendere Aleppo. Le brigate addestrate dalla CIA, secondo il Pentagono, stanno avendo un ruolo determinante per Damasco per il controllo del territorio. L’opposizione siriana (sostenuta dagli USA e dai paesi arabi), intanto, continua ad avvicinarsi pericolosamente ai gruppi terroristici, come Jabhat al Nusra, affiliato siriano di al Qaeda. La beffa di Aleppo è che i raid statunitensi contro lo Stato Islamico stanno agevolando la ripresa di al Qaeda nella Regione. Quello che oggi si paga, è la mancanza di un fronte comune per combattere lo Stato islamico. Forze governative siriane ed irachene, la coalizione a guida USA (finora limitata ai raid aerei), i russi, così come i curdi, i ribelli sciiti libanesi, iracheni ed iraniani: tutti combattono parte della medesima guerra con obiettivi, alleanze e strategie diverse. C’è, infine, anche un aspetto economico, perché la Siria, “rende” di più. Durante la battaglia per le città irachene di Amerli e Tikrit, ai componenti delle milizie è stato garantito dal governo uno stipendio di 720 dollari al mese. In Siria, Bashar al-Assad assicura il doppio. L'aumento dello stipendio è ritenuto un potente incentivo, superiore alla fedeltà settaria.

Commenti

buri

Lun, 15/02/2016 - 10:44

ma che bravi quelli della CIA

little hawks

Lun, 15/02/2016 - 11:06

La politica estera americana, come al solito, ha fatto fiasco! L'abbronzato ha pensato solo a ridurre le spese della difesa americana ed ha chiesto agli "alleati" di andare a morire per mantenere le posizioni USA nel mondo. Perché si sia messo contro Putin, da anni, non è chiaro e la furbata di strappare territori "ricchi" alla Russia con mene politiche non è riuscita. Adesso ci troviamo con i terroristi alle porte mentre la stagnazione europea impedisce di prendere adeguate misure di difesa, non parliamo poi di ammodernare gli arsenali italiani falcidiati da anni di missioni all'estero. In Siria sono tutti contro tutti mentre l'ingerenza straniera è sempre più pericolosa, noi poi siamo alleati del califfo turco che vuole diventare la nazione egemone dell'area sunnita (in cui gravita Isis!). In pratica sarebbe meglio allontanarci da quel teatro e aspettare che si siano scannati tra di loro.

idleproc

Lun, 15/02/2016 - 11:15

Siete l'unico giornale che la racoonta chiara o ci prova. Cosa dicevano? "giornalismo spazzatura"?

Ocram59

Lun, 15/02/2016 - 12:07

Per avere una visione ulteriore del conflitto fuori dal conformismo dei giornaloni di potere leggete difesaonline

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 16/02/2016 - 12:30

La superiorità del misericordioso Cristianesimo professato da Putin, sull'inflessibile Islam di Obama, è attrattivo per gli indecisi, più che il soldo dell'Isis.