Cardinale invoca "Visegrad" dei cattolici dell’Est contro lobby gay

Il cardinale ceco Duka ha chiamato a raccolta i vescovi di Slovacchia e Ungheria per difendere i cattolici polacchi che si sono opposti all’ideologia Lgbt

Il Cardinale della Repubblica Ceca Dominik Duka è sceso in campo per difendere i vescovi polacchi che hanno affrontato con coraggio le lobby Lgbt e adesso stanno vivendo un’offensiva mediatica senza precedenti.

La querelle è nata all’inizio di agosto quando l’Arcivescovo metropolita di Cracovia, monsignor Marek Jędraszewski, presso il santuario mariano nazionale di Jasna Góra, ha invitato i fedeli polacchi a "respingere l'errore antropologico che minaccia sotto forma di due grandi ideologie: gender e Lgbt".

In particolare l’arcivescovo ha spiegato che l’ideologia Lgbt è una "peste arcobaleno", paragonabile "alla piaga rossa del comunismo", che mira ad attaccare i valori tradizionali e la famiglia naturale, mirando a "depravare la nazione polacca" e ad "avvelenare i cuori e le menti dei polacchi", causando loro "un grave danno spirituale, in particolare a bambini e giovani".

Queste riflessioni dell'arcivescovo Jędraszewski hanno scatenato violentissime reazioni sia da parte di associazioni omosessuali che attraverso i media che supportano l’agenda Lgbt.

Come è accaduto in Italia, dove alcuni giornali laici hanno cominciato a parlare di "purezza della fede cattolica" pur di opporsi ai vescovi contro il gender, in Polonia la laicista Gazeta Wyborcza ha definito le tesi dell’arcivescovo "anticristiane" mentre le associazioni omosessualiste hanno perfino segnalato in Procura l’alto prelato accusandolo di "promuovere il sistema totalitario fascista".

A sostegno del vescovo, invece, si sono espresse sia le autorità civili (il Presidente della Repubblica polacca, Andrzej Duda, ha dichiaro che è una persona che merita "grande rispetto" e migliaia di polacchi si sono radunati per sostenere Jędraszewski) che le autorità ecclesiastiche. Così il presidente della Conferenza episcopale polacca, monsignor Stanisław Gądecki, ha spiegato che il discorso di monsignor Jędraszewski è in linea con la dottrina cattolica e che il rispetto per le persone non può portare all’accettazione delle pretese sociali contrarie alla fede.

Adesso, invocando un intervento sovranazionale, ha preso parte alla disputa il Primate della Chiesa Ceca. Il cardinale Duka, infatti, si è schierato apertamente con la Chiesa polacca ed ha incoraggiato i vescovi di Slovacchia e Ungheria a fare lo stesso, auspicando una sorta di "Visegrad cattolica" della Chiesa orientale.

Attraverso un post sul suo profilo Facebook il porporato ceco ha spiegato di avere trovato "allarmante che i problemi derivati ​​dall'ideologia Lgbti siano stati recentemente integrati da obiettivi atei e satanici". Duka si è riferito al fatto che in Repubblica Ceca, durante dei Pride, hanno sfilato per difendere le cosiddette famiglie arcobaleno dei gruppi che si dichiarano apertamente satanisti.

Articolando la sua riflessione sul suo sito web ufficiale e multilingue, l’alto prelato, che fa parte dell’Ordine dei Predicatori (Domenicani), ha spiegato che il rispetto per le persone delle cosiddette minoranze sessuali ("fratelli e sorelle per i quali Cristo ha dato la sua vita e che vuole portare alla salvezza") non può portare "all'adozione di un'ideologia che mira a rivoluzionare la morale e le relazioni sociali". Poi, come presidente della Conferenza Episcopale Ceca e come cardinale della Chiesa cattolica romana, ha chiesto di fare dei passi simili ai rappresentanti episcopali delle Chiese della Slovacchia e dell’Ungheria.

Mentre alcuni alti prelati della Chiesa Cattolica Occidentale hanno taciuto negli ultimi anni in occasione dei gay pride, non è la prima volta che la Chiesa Cattolica Orientale si esprime chiaramente in materia. In particolare, il cardinal Duka già nel 2011, in occasione di un parata gay che si tenne a Praga, attaccò "la retorica aggressiva e talvolta odiosa dei sostenitori dell'ideologia Lgbt" e invitò il sindaco di Praga a riconsiderare il suo patrocinio all'evento, perché il Pride promuove "uno stile di vita rilassato che non è responsabile, dignitoso e bello".

In una diversa circostanza, il cardinale Duka si oppose tenacemente a quei preti progressisti cechi che volevano portare il festival dell'orgoglio di Praga in alcune parrocchie cattoliche, ricordando loro gli insegnamenti della Chiesa cattolica in materia, riassunti da ultimo da Papa Francesco nel n. 56 dell’esortazione Amoris Letitiae.

Commenti

newman

Mar, 13/08/2019 - 18:43

Bravo Cardinale! Ormai la chiesa cattolica depravata d'occidente non ha piú voce. "Il Giornale" riferiva in un articolo precedente che la Nunziatura Apostolica (sic) di Varsavia aveva addirittura citato a rapparto l'arcivescovo per esprimere il suo profondo disappunto su tale dichiarazione, che ha la colpa imperdonabile di essere cattolica. Tanto per dire... Il pesce comincia a puzzare dalla testa.

gabriel maria

Mer, 14/08/2019 - 00:06

ma ci sarà una giusta via di mezzo...no?

Caiofabius

Mer, 14/08/2019 - 09:23

Ormai siete fuori tempo massimo! Troppo tardi svegliarsi ora , la chiesa insieme alla sinistra molto tempo fa ha dato il via libera a questo sfacelo, anche perché gli faceva comodo,ovviamente Bisognerebbe sentire anche il parere del “grande capo “, chissà perché parla solo di accoglienza , e non di altro .

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mer, 14/08/2019 - 22:12

@gabriel maria La giusta via di mezza era già stata raggiunta con la depenalizzazione della sodomia. Avere una vita privata è un diritto, pubblicizzare parafilie no.