Cina, è allarme peste bubbonica: un morto nel nord-ovest del Paese

Centinaia di persone in quarantena e decine in isolamento dopo che un 38enne è deceduto per aver maneggiato una marmotta morta

È allarme peste bubbonica, nel nord ovest della Cina. Nella città di Yumen, provincia di Gansu, centinaia di persone sono trattenute in quarantena e decine in isolamento dopo che il 16 luglio scorso un uomo di trentotto anni è morto di peste.

Secondo quanto ha riportato la Bbc online, l’uomo avrebbe contratto il morbo dopo aver toccato una marmotta morta che intendeva dare in pasto al proprio cane. Tutti i pazienti dell’ospedale dove l’uomo è deceduto (“è arrivato in condizioni critiche e con battito accelerato”, riferiscono i medici) sono stati posti in quarantena. Per fortuna per il momento nessuno di loro presenta segni di infezione, nonostante tutti quanti avessero avuto contatti con la vittima.

L’ultimo caso di peste bubbonica in città risale al 1977, ma le autorità cinesi hanno comunque disposto l’isolamento del centro città e di tre aree della città di Chijin, ad appena un’ora di distanza da Yumen, attivando l’allerta per epidemia in tutta la regione.

Secondo i dati dell’Oms, recentemente in Madagascar si sono verificati oltre sessanta decessi per casi di peste bubbonica: una malattia che si diffonde tramite il morso delle pulci infette o attraverso il contatto con i roditori a loro volta contaminati dagli insetti.

Commenti
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Zagovian

Gio, 24/07/2014 - 12:44

Vedrete che qualche "risorsa"(parola di Napolitano),o "sfida"(parola del Papa),prima o poi,ci porterà questo "regalo".

Raoul Pontalti

Ven, 25/07/2014 - 02:28

E' irrilevante il contagio interumano per la diffusione di questa zoonosi (malattia degli animali trasmissibile all'uomo) che ordinariamente circola tra i roditori essendo per lo più veicolata dalla pulce del ratto orientale Xenopsylla cheopis. Le epidemie umane si registrano regolarmente dopo una moria di ratti cui segue l'attacco all'uomo delle affamate pulci. L'ultima pandemia di peste ci venne proprio dalla Cina nel tardo 800 e fu debellata con uno sforzo "multinazionale" dopo che la malattia aveva mietuto 12 milioni di vittime. Oggi peraltro la peste non dovrebbe rappresentare un pericolo reale di pandemia e dovrebbe restare circoscritta alle nazioni che non sanno controllare i rapporti ecologici in ambito sia rurale che urbano per controllare invasioni e successive morie di ratti. Il problema riguarderà eventualmente Asia centrale ed eventualmente paesi mediorientali stravolti dalle guerre intestine e dalle aggressioni esterne (Yankees e...IDF!). Nessuna emergenza può prevedersi per l'Europa che non è priva di mezzi per controllare ratti e pulci e dispone di farmaci (streptomicina, gentamicina, tetracicline e cloramfenicolo su tutti) ben adeguati, importante essendo la diagnosi precoce specie per la forma polmonare ma prima di tutto l'ordinaria prevenzione basata sull'igiene e il controllo dei ratti. I soliti razzisti cretini e somari sono pregati di astenersi dall'accusare gli Africani e i Mediorientali di essere untori poiché questi non hanno la peste, non hanno le pulci del ratto (eventualmente i pidocchi...) e non sono soliti viaggiare con ratti e topi in tasca.