La Cina svela il primo drone stealth da combattimento

Il primo UCAV della Cina si è appena aggiudicato il secondo premio al National Science and Technology Advancement Prizes. Anche l'Italia sostiene un programma UCAV

Il primo UCAV della Cina noto come Lijian, Spada Affilata in cinese mandarino, si è appena aggiudicato il secondo premio al National Science and Technology Advancement Prizes. Realizzato dall’Aviation Industry Corporation of China e dalla Hongdu Aviation Industry Group, il Lijian è primo Unmanned Combat Aerial Vehicle realizzato fuori dalla Nato. Il suo primo volo pubblico risale al novembre del 2013. Durante i primi test, il dimostratore tecnologico era propulso da un singolo motore a reazione, probabilmente lo Shenyang WP7, copia del Tumansky R-11 russo costruito su licenza. Il nuovo motore dovrebbe essere un WS-13 senza postbruciatore (così da non comprometterebbe la bassa osservabilità all’infrarosso), progettato per equipaggiare il caccia di quinta generazione Shenyang J-31. Le ali presentano un elevato angolo di freccia positiva con un'apertura che dovrebbe essere di 14 metri, quindi inferiore a quella dell’X-47B da cui prende chiaramente ispirazione. L'UCAV è stato progettato per trasportare un carico utile di 4.400 chili nelle due stive ricavate all’interno della fusoliera, così da non inficiare la sezione equivalente radar. Una seconda versione avanzata è già in fase di test di volo. Il velivolo a bassa osservabilità senza pilota svolgerà missioni C4ISTAR, sorveglianza, raccolta di informazioni e guerra elettronica in territorio nemico: potrebbe entrare in servizio per il 2020. Il Lijian servirà inizialmente come gregario robotico (prevista anche la versione imbarcata UCAS, Unmanned Carrier Air System) in equipaggi misti, anche se è stato specificatamente progettato per ospitare un elevato grado di intelligenza artificiale. L’UCAV Lijian, oltre all’X-47B statunitense, trae ispirazione dal Taranis britannico e dal nEURON europeo.

Gli UCAV della Nato

Taranis

Taranis, nome del dio celtico del tuono, rientra nel programma anglo-francese noto come Future Combat Air System (FCAS). FCAS ha l'obiettivo di sviluppare un nuovo drone da combattimento stealth, con paesi membri che contribuiscono in parti uguali alla metà del bilancio del programma. L’ultimo volo del Taranis si è ufficialmente concluso lo scorso autunno, in Australia, anche se la quarta fase potrebbe già essere in corso. Le informazioni sulle reali capacità del Taranis sono classificate, così come il numero delle missioni fino ad oggi compiute. Tutti i voli della seconda e terza fase del dimostratore tecnologico sono stati condotti in configurazione stealth finale. La terza fase dovrebbe essersi svolta in Australia, la seconda in Europa. Taranis è stato progettato per la guerra asimmetrica e per il combattimento aria-aria ed aria-terra. Taranis ha completato con successo un volo di prova, registrato e pubblicizzato il 10 agosto del 2014 nel poligono militare di Woomera, nel sud dell’Australia. Ha volato per 15 minuti, compiendo manovre a varie quote ed a differenti velocità prima di atterrare. Una settimana dopo, il 17 agosto, è stato effettuato un altro volo di prova. La fase due dovrebbe essersi conclusa con altri quattro voli. Non si conoscono i dettagli della fase tre. Il programma, la flotta Taranis è formata da tre velivoli operativi, ha superato i 400 milioni di dollari. Le ali del Taranis presentano un elevato angolo di freccia positiva con un'apertura che misura 33 metri di larghezza. Nella seconda serie di voli di prova, gli operatori hanno valutato le capacità di guerra elettronica, i sistemi di comunicazione criptati, l'integrazione tra il motore e la firma del velivolo per eludere i rilevamenti radar. Il drone ha dimostrato la sua capacità di rullare autonomamente verso la pista per il decollo, decollare e volare sino alla zona di destinazione. Taranis sarebbe quindi in grado di generare un piano di volo fino al bersaglio, individuarlo e ritornare alla base. Il velivolo inoltre ha compiuto una valutazione simulata dei danni arrecati al target prima di eseguire un atterraggio senza l’intervento umano. L’investimento per il Taranis è coperto per il 30% dalla BAE e dal Ministero della Difesa britannico per il restante 70 per cento.

RQ-180

L’RQ-180 statunitense, le cui specifiche tecniche non sono ancora state rese note, dovrebbe avere un’apertura alare di 39/42 metri, comunque superiore a quella di un 737. Svolge missioni ISR in Afghanistan, Iraq e Siria. Simile all’X-47B (corpo centrale rialzato ed ali sottili), ma con un’apertura più ampia, l’RQ-180 sfrutta il know-how in termini di bassa osservabilità acquisito con l’esperienza maturata con gli F-117 Nighthawk e F-22 Raptor, unito ad un’aerodinamica più efficiente per una maggiore altitudine, raggio d’azione e stazionamento. Il suo motore potrebbe essere più potente rispetto a quello del Global Hawk, il Rolls-Royce AE3007H. Si pensa possa essere il medesimo, seppur opportunamente modificato, dell’X-47B (programma concluso). L’RQ-180 è ritenuto in grado anche di compiere attacchi elettronici. La piattaforma deriva dal progetto Joint Unmanned Combat Air System della Northrop Grumman, cancellato alla fine del 2005 per divergenze di requisiti tra l’Air Force e la Marina.

nEURON

Il 6 luglio scorso si sono concluse le prime prove in mare del dimostratore tecnologico nEUROn. Il drone ha eseguito dei voli in formazione con i Rafale decollati dalla Charles de Gaulle. nEUROn ha eseguito dei voli radenti sopra il vettore, ma l’UCAV non è atterrato sulla portaerei francese a propulsione nucleare. Il nEUROn è il dimostratore tecnologico europeo per un UCAV sviluppato da un team industriale guidato da Dassault Aviation con la collaborazione di Finmeccanica-Alenia Aermacchi, Saab, Airbus Defence and Space, RUAG e HAI. Le prove in mare sono iniziate lo scorso maggio e rientravano nelle attività programmate per valutare le prestazioni del drone nelle operazioni navali congiunte. Le prossime verifiche, almeno quelle ufficiali, si svolgeranno nei primi mesi dell’anno a Bruz, nella Francia occidentale. Per queste ultime c’è molta attesa: dovranno valutare, infatti, le prestazioni a bassa osservabilità della piattaforma contro nemici reali. La prima fase dei test di volo si è svolta dal dicembre del 2012 al settembre del 2015. nEUROn ha volato per 123 volte prima in Francia, poi in Italia ed, infine, in Svezia. Le sei nazioni che sostengono il programma sono Francia, Grecia, Italia, Spagna, Svezia e Svizzera. Dassault Aviation è il prime contractor con i subappaltatori Airbus Defence & Space per la Spagna, Alenia per l'Italia, Hellenic Aerospace Industry per la Grecia, RUAG per la Svizzera e Saab per la Svezia. Durante il rischieramento italiano presso la base dell’Aeronautica Militare di Decimomannu, in Sardegna, nEUROn ha svolto con successo 12 voli, a quote e profili differenti e contro minacce fisse e mobili, che avrebbero confermato la ridotta segnatura infrarossa della piattaforma.