La Cina va alla conquista dell'Africa attraverso le rotaie

Il governo cinese prosegue nella lunga marcia all'interno dell'Africa investendo in ferrovie per permettere così un trasporto più rapido delle materie prime

La Cina prosegue la sua corsa all'interno dell'Africa e per perseguire l'espansione economica e il controllo del sottosuolo il dragone non vola ma utilizza le rotaie. Nella sua lunga marcia Pechino sta infatti puntando sul rinnovamento delle ferrovie. A dicembre é arrivata la notizia che il Ministero delle Infrastrutture del Senegal e la China Railway Construction Corporation International hanno stretto un accordo che prevede un finanziamento di un miliardo di euro da parte della Cina per la risistemazione del sistema ferroviario locale, per l'esattezza della linea Dakar-Kidira e per una durata dei lavori di 4 anni.

Ma non è il solo collegamento su rotaie che il Paese del Celeste Impero sta progettando. Un leviatano di binari che collega l'Oceano Atlantico con quello Indiano e che passa attraverso Angola, Repubblica Democratica del Congo, Zambia e Tanzania è il progetto transcontinentale che China Railway Construction, azienda di stato, sta portando a termine nell'Africa centro meridionale.

Il percorso che attraversa l'Angola di 1344 chilometri è già stato completato, e il costo di 1,83 miliardi di dollari, sostenuto dal Paese africano, è stato affrontato grazie alle esportazioni di petrolio di quest'ultimo, proprio verso la Cina. La tratta invece che collega la Tanzania con lo Zambia, sempre i cinesi, l'avevano ultimata nel 1970. Manca quindi lo spezzone del Congo. Un'infrastruttura che permetterà il trasporto rapido del rame e che sarà inoltre completata dalla costruzione di nuovi porti deputati al carico e scarico di materie prime.

Ecco quindi che la corsa della potenza orientale si fa sempre più veloce e prepotente e come ha dichiarato Lauren Johnston, ricercatrice dell'Economist Intelligence Unit, ''la politica cinese sta cambiando il trend d'investimento che era stato creato dai coloni europei''.