Il clima influenza la lingua, parola di scienziato

Studi americani dimostrano che le condizioni ambientali influiscono sullo sviluppo del linguaggio nei vari Paesi del mondo: nel Sud-est asiatico, dove c'è grande umidità, si parla con tonalità più fini, in Africa l'aridità secca le corde vocali rendendo i suoni più marcati

Dimmi che tempo fa e ti dirò come parli. Secondo un’indagine scientifica condotta dal professor Caleb Everett dell’Università di Miami e pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences, le condizioni ambientali del territorio geografico in cui si è evoluta una popolazione nei secoli hanno inciso in maniera determinante sullo sviluppo del linguaggio quotidianamente utilizzato dalle persone nate in un determinato Paese.

I ricercatori della Florida, coadiuvati da colleghi tedeschi e olandesi, hanno testato circa 3.700 lingue del mondo, restringendo il campo a 629, nonché alle tonalità più complicate da categorizzare. Ebbene, le lingue tonali, come il cinese o le lingue parlate nei Paesi del Sud-est asiatico, si sono formate laddove il clima è molto umido: se fosse estremamente arido, sarebbe faticoso pronunciare alcune sillabe, in particolare quelle ravvicinate tra loro, perché l’aria secca influisce sulla viscosità del muco. Ecco spiegato il motivo per cui il linguaggio dei popoli africani contiene suoni più forti e marcati. Invece l’umidità “scioglie” le corde vocali, rendendo l'emissione più fine e delicata. E allora ci chiediamo: certi politici di tante parole ma di pochi fatti sono nati sotto una pioggia di promesse?

Commenti

Maver

Mer, 14/10/2015 - 00:18

Qui nel "Bel Paese", per esempio la politica ha sviluppato la lingua biforcuta.