Colombia, la prima metropolitana sarà made in China

La prima linea della metropolitana di Bogotà verrà affidata ad un consorzio composto da due società cinesi

Dopo aver investito ingenti quantità di denaro in diversi stati africani negli ultimi anni, ora Pechino punta al Sud America, e lo fa iniziando da uno degli stati simbolo dell’America Latina: la Colombia.

Nella giornata di oggi, il presidente colombiano Iván Duque e il sindaco della capitale Bogotà, Enrique Peñalosa, hanno annunciato i vincitori dell’appalto per la costruzione e la relativa gestione della prima linea metropolitana elettrica ed elevata della città, che collegherà il sud-ovest con il centro della capitale colombiana.

La società che è riuscita a strappare il controllo del progetto ingegneristico del valore di circa 14 miliardi di pesos (circa 3.644 milioni di euro), è un consorzio formato da due aziende cinesi.

Il consorzio vincitore è composto dalle società cinesi China Harbor Engineering Company Limited e Xi'An Metro Company Limited, nonché da subappaltatori in Spagna e Brasile, che gestiranno la concessione per 20 anni.

L’azienda concorrente al bando di assegnazione dei lavori della nuova metropolitana di Bogotà, e arrivata seconda, è un consorzio ispano-messicano, escluso per gli elevati costi di progettazione e lavoro presentati nelle ultime fasi della trattativa.

"Oggi è un evento di celebrazione per tutti i cittadini di Bogotà e per tutta la Colombia", ha affermato il presidente Duque in un evento pubblico a Bogotà. "Qui inizia la vera metropolitana desiderata dalla città per decenni."

Secondo l'ufficio del sindaco, i lavori inizieranno nella prima metà del 2020 e il primo treno passeggeri dovrebbe iniziare a funzionare nel 2025. Si stima che la prima linea di 24 chilometri mobiliterà circa 1,05 milioni di passeggeri al giorno e disporrà di 16 stazioni, in una città di circa 7,2 milioni di abitanti.

Il costo del biglietto rimane da definire, ma l'amministrazione locale spera di poter riuscire a fissarlo a circa 2.400 pesos (0,62 euro), corrispondente all'attuale prezzo del trasporto pubblico esistente.