Colombia, referendum boccia l'accordo tra lo Stato e i guerriglieri Farc

Il 50,21% dei cittadini colombiani ha bocciato l'accordo di pace con le Farc. Alta l'astensione (62,57%). Torna l'incubo della guerra, anche se il presidente Santos dice che il "cessate il fuoco è definitivo"

L'accordo tra lo Stato e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia non s'ha da fare. Lo hanno deciso i cittadini colombiani con un referendum che, a sorpresa, ha rifiutato l’accordo di pace firmato con le Farc dopo quattro anni di negoziato. Il "no" si è imposto di un soffio, con il 50,21% contro il 49,78%, in un votazione che ha fatto segnare un’enorme astensione, il 62,57%. Si aprono ora interrogativi profondi su come si potranno chiudere 52 anni di conflitto armato.

C'è un grande sconfitto, il presidente Juan Manuel Santos, che si era giocato il suo capitale politico per la pace. Ha già fatto sapere che la tenuta del governo non dovrà essere influenzata dalla sconfitta referendaria. "Come capo di Stato - ha detto - sono il garante della stabilità della nazione, e questa decisione democratica non deve pregiudicare questa stabilità, che voglio garantire". Il presidente colombiano, che aveva invitato la popolazione a ispirarsi al pacifismo del Mahatma Gandhi, ha anche sottolineato che non intende gettare la spugna e che invierà subito un’equipe di negoziatori all’Avana, grande sponsor (insieme al Vaticano) e sede del dialogo, per continuare i negoziati di pace con i capi guerriglieri. Il grande vincitore è predecessore di Santos, Alvaro Uribe, principale oppositore del processo di pace.

A questo punto i negoziati andranno avanti? E se sì, in quale modo? Le Farc si sono già dette disponibili ad andare avanti nella trattativa,ma nessuna delle due parti può dimenticare di non essere stata in grado di mobilitare intorno al progetto di pace una società come la Colombia che ha sofferto più di mezzo secolo di conflitto. C'è un punto, più degli altri, che ha generato attrito: la questione della giustizia transitoria accordata ai guerriglieri. Un progetto di legge di amnistia che prevede il perdono per tutti quei guerriglieri che non hanno commesso reati riconosciuti dallo Statuto di Roma come crimini contro l’umanità, tortura, sequestro o reclutamento di bambini.

Commenti

cecco61

Lun, 03/10/2016 - 09:18

Risultato prevedibile. La prospettata amnistia ai guerriglieri suona infatti come se, alla fine della seconda guerra mondiale, gli ebrei avrebbero dovuto graziare i loro aguzzini dei campi di concentramento. Non basta una firma per lavare il sangue dalle mani di quella gente che, da bravi comunisti, hanno perpetrato atrocità indicibili con l'appoggio delle sinistre di mezzo mondo.

Marcobaggio

Lun, 03/10/2016 - 11:39

cecco61 Ben detto sono d'accordo con te.I massacratori cercavano l'indulgenza dei Colombiani con l'avvallo del Vaticano e nel frattempo si stanno trasferendo armi e bagagli oltre il confine del Venezuela protetti da altri affamatori di popoli come i chavisti di Maduro.I Colombiani hanno detto che un prezzo politico e morale lo devono pagare.

telepaco

Lun, 03/10/2016 - 15:56

Non è corretto quanto riportato dall'articolo. Vivo in Colombia e so cosa dico. Nel trattato non era previsto nessun tipo di risarcimento per le vittime, i capi guerriglieri non potevano essere condannati a nessun tempo di carcere se confessavano i delitti, avrebbero avuto subito 600 euro e 250 euro al mese (più di uno stipendio base) come rendita tutta la vita e la possibilità di crearsi un partito politico. Gente che ha ammazzato, squartato, violentato, torturato e distrutto villaggi con auto bombe non avrebbe pagato nulla ma avrebbe avuto un futuro roseo. La gente giustamente ha detto no

telepaco

Lun, 03/10/2016 - 15:59

Mentre con il processo di pace attuato dal precedente presidente Uribe con i paramilitari era prevista un'indennizzo e un tempo di carcere fino a 5 anni per chi confessava (molti poi finiti estradati in USA per narcotraffico) , questa volta con la guerriglia il Governo ha calato completamente le braghe, assicurando loro il divieto di estradizione per reati legati al trafico di droga all'estero. Una vittoria del Si sarebbe stato vergognoso nei confronti delle vittime di questi criminali