Deportazioni tra le fasce più povere della popolazione per rendere la città di Kigali più graziosa

Un ong ha denunciato il governo ruandese di arrestare e deportare in un carcere non regolare centinaia di cittadini considerati "non desiderabili"

Una città più attraente, più affascinante con strade pulite dove tutto appaia in ordine. Questo quanto sta avvenendo a Kigali, capitale del Ruanda. Il Paese ribattezzato la “Svizzera d'Africa”, sta attuando delle politiche di miglioramento del decoro cittadino. Ma, a che prezzo tutto ciò?

Stando a quanto denunciato dalla Ong Human Rights Watch, il governo ruandese starebbe effettuando una politica di “pulizia” sociale. Arresti arbitrari tra le fasce più deboli e indigenti del Paese, e detenzione degli arrestati in un centro non regolare. Queste le gravi accuse che l'organizzazione internazionale muove al Paese africano. Prostitute, senza tetto e altre categorie umane che il governo definisce “indesiderabili” sono soggette ad arresti continui,e il tutto per promuovere l'immagine di una capitale più pulita e decorosa.

Nel documento dell'ong si legge ''Le autorità rwandesi stanno arrestando arbitrariamente e detenendo illegalmente alcuni fra i soggetti più vulnerabili, trattenendoli in un centro di detenzione non ufficiale'' e poi proseguendo '' è una politica non ufficiale attraverso la quale le autorità tengono persone che giudicano “indesiderabili” lontano dalla sguardo pubblico''. Poi nel testo si evince anche che dal 2011 ad oggi nel carcere fantasma sono transitate più di mille persone, fino all'anno scorso anche bambini, e inoltre vengono denunciati maltrattamenti e condizioni igenico sanitarie estreme.

Il governo attraverso il Ministro della Giustizia Johnston Busingye ha replicato a Human Rights Watch dicendo '' Non è un centro di detenzione ma di riabilitazione dove le persone vengono trattenute per brevi periodi prima di essere inserite in programmi rieducativi a lungo termine''.

In ogni caso sulla vicenda occorrerà far luce, per ora rimane l'ombra di una violazione dei diritti umani e di una persecuzione nei confronti di una fascia della popolazione e il tutto, in un Paese, che sembra quindi non aver appreso molto, dal suo passato recente.

Commenti

venco

Sab, 26/09/2015 - 18:15

E allora i poveri non sono quelli che vengono qua dopo aver pagato migliaia di euro, ma quelli che son rimasti a casa e la vanno aiutati, i nostri ipocriti politici e clero devono capire queste cose.

maurizio50

Sab, 26/09/2015 - 18:15

Non fatelo sapere nè al Governo nè al Parlamento: organizzerebbero sui due piedi un ponte aereo per andare a recuperare tutta questa gente, perchè" l'Italia farà sempre la sua parte", frase del Ballista ormai spesa in tutte le occasioni!!!!

macchiapam

Sab, 26/09/2015 - 19:27

Sorpresa? Ciascuno fa il maquillage come può...

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 26/09/2015 - 19:29

Ovvero; come riprendere due africani che vendono cianfrusaglie su un marciapiedi di Roma e farli passare come ruandesi (forse leghisti, vista la maglia verde).

Ritratto di zanzaratigre

zanzaratigre

Sab, 26/09/2015 - 20:39

Mandateceli da noi in Italia che siamo abituati e rassegnati ad avere le città che fanno schifo!

ArturoRollo

Dom, 27/09/2015 - 06:07

Pessimo articolo dalla lampante regia clericale. Il RWANDA funziona. Paul KAGAME, Laureato all' Accademia Militare della South Carolina ha ristabilito legge ed ordine. La minoranza Tuzti che legifera e governa il Paese e' "bilanciata" dalla maggioranza Hutu che governa in Burundi...e le differenze si vedono eccome. Ma ai Preti nostrani interessano I numeri ("Le Anime"): quindi tacciono su Nkurunziza (Presidente Burundese al Terzo - ed illegale - mandato) e ragliano su KAGAME. Anche voi del GIORNALE, prima di scrivere...vivete e poi scrivete. Altrimenti passo a leggere REPUBBLICA.