Dissequestrato il Muos di Niscemi

"Non ci sono vizi negli atti amministrativi". La Procura di Caltagirone potrebbe adesso ricorrere in Cassazione. La Costellazione Muos già interfacciata con i sottomarini nucleari in pattugliamento deterrente

Il Muos che sorge a Niscemi, in Sicilia, è stato dissequestrato poichè “non ci sono vizi negli atti amministrativi”. La quinta sezione del Tribunale del riesame di Catania ha dissequestrato l'impianto del Mobile User Objective System disponendo “la revoca del decreto di sequestro emesso il 31 marzo del 2015 dal Gip di Caltagirone e la restituzione dell’impianto al ministero della Difesa”. I giudici hanno quindi accolto la tesi dell'avvocatura dello Stato, in rappresentanza del Ministero della Difesa. Quest’ultimo aveva presentato ricorso avverso la decisione del Tribunale di Caltagirone, emessa il 6 giugno scorso, nel mantenere i sigilli alla struttura militare. Il MUOS, per il Tribunale del riesame, non è più abusivo. La Procura di Caltagirone potrebbe adesso ricorrere in Cassazione. I residenti temono che le emissioni elettromagnetiche possano aumentare sostanzialmente il rischio di cancro oltre ad influenzare, potenzialmente, la fauna locale. Il Muos di Niscemi è stato posto sotto sequestro nell’aprile dal 2015 dalla procura della Repubblica di Caltagirone.

Dopo sette anni di lavori ed una spesa complessiva di 7 miliardi di dollari per i quattro terminali terrestri, la Marina Militare degli Stati Uniti sarebbe pronta ad attivare anche la stazione di Niscemi, ritenuta in una posizione chiave per le comunicazioni nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. Mentre i MUOS americani ed australiani sono divenuti operativi senza difficoltà, la stazione siciliana non è ancora entrata in servizio. Costruita nella riserva della Sughereta, l’impianto sorge nella stessa zona sono attive le 46 antenne del Naval Radio Transmitter, costruite nel 1991.

La Costellazione Muos

Il MUOS è stato progettato per fornire ai militari maggiori capacità di comunicazione rispetto ai sistemi esistenti. I quattro satelliti (più uno di riserva) MUOS in orbita geostazionaria, sono dotati di Code Division Multiple Access a banda larga (WCDMA), con una velocità di trasmissione 16 volte maggiore rispetto l'attuale sistema satellitare Ultra High Frequency (UHF). Ogni satellite MUOS è pienamente compatibile anche con le precedenti frequenze utilizzate così da assicurare una transizione fluida nella tecnologia WCDMA, mandando in pensione il sistema UFO (UHF Follow-On). Il Mobile User Objective System si basa su quattro stazioni di terra associate ad un satellite. Ogni stazione ospita tre antenne paraboliche alte come un palazzo di dieci piani e larghe venti metri. La prima stazione sorge presso l'Australian Defence Satellite Communications Station, a Kojarena, circa 30 km a est di Geraldto. La seconda nella SATCOM Facility, Northwest, Chesapeake nel Sud-Est della Virginia, la terza nelle Hawaii. Il quarto sito che ospita il sistema di comunicazione più sofisticato al mondo, si trova a Niscemi, in Sicilia, a circa 60 km dalla Naval Air Station di Sigonella. Il MUOS è stato concepito come un sistema onnipresente. Ogni satellite si interfaccia costantemente con due stazioni di terra. La seconda opzione riduce un’improvvisa interruzione di trasmissione causata dalla possibile perdita del segnale di un satellite con una delle due stazioni. E’ come se soldati e piattaforme sul campo disponessero sempre ed in qualsiasi parte del mondo di una connessione stabile ad alta velocità, senza la necessità fisica di una cella, così come avviene per i cellulari. Tutte le piattaforme sono quindi collegate alla stessa rete geostazionaria. In questo modo, secondo le specifiche del Mobile User Objective System, si dovrebbero prevenire errori e decisioni sbagliate causate dalla mancanza di informazioni in tempo reale provenienti dal campo di battaglia.

La costellazione MUOS, intanto, è completa e pienamente operativa. Il satellite MUOS-5 della Marina, unità di riserva, è pienamente operativo in orbita geostazionaria a 22.000 miglia sopra le Hawaii. Il MUOS-5 è stato lanciato il 24 giugno scorso. Una successiva anomalia nel satellite ha richiesto una manovra di trasferimento in orbita intermedia per consentire alla squadra MUOS di valutare la situazione e determinare le soluzioni da adottare. La costellazione MUOS è attualmente interfacciata con i sottomarini nucleari in pattugliamento deterrente.

Commenti

VittorioMar

Sab, 06/08/2016 - 12:01

....ma ora è ancora utilizzabile??

ArturoRollo

Sab, 06/08/2016 - 13:07

Sono da sempre amico degli USA. Ma sono anche ITALIANO. Chi comanda la base nel sughereto di Miscemi ? Chi comanda a SIgonella ? Chi comanda alla Maddalena ? Chi comanda negli altri circa 100 (cento e passa) centri military di Intelligence (Ascolto)e postazioni tattiche su suolo Italiano ? L'articolo in parola e' un' acrobazia letteraria sicuramente drafted "dagli addetti ai lavori"..a meno che lo stesso giornalista - ed il nome e' sospetto - sia anche esso parte "degli addetti ai lavori". Viva L' ITALIA...VIVA la Liberta' !

sparviero51

Sab, 06/08/2016 - 17:50

INVECE DI CORRERE DIETRO A QUESTE FREGNACCE,I SICILIANI SI IMPEGNINO PIÙ SERIAMENTE A RISOLVERE IL LORO ATAVICO PROBLEMA : "IL TRAFFICO" ( RICORDATE JOHNNY STECCHINO ) ???

Ritratto di Never_a-Dhimmi

Never_a-Dhimmi

Lun, 08/08/2016 - 11:49

L'Italia della NATO vuole solo la protezione: non vuole né pagare, né mantenere un esercito, una marina e un'aviazione in grado di difendere i propri confini, né rispettare gli IMPEGNI presi con la NATO. Fanno tanto gli sbruffoni ma poi hanno bisogno del sacrificio di giovani americani per salvarli dalla µe®∂å in cui non smettono di mettersi, da buoni catto-fascio-comunisti.