Donna morta da due anni, il suo corpo "vive" in forma digitale

Il cadavere di una donna americana è stato sezionato in oltre 5000 sottilissime parti, catalogate poi in un computer per creare il ’corpo virtuale più dettagliato del mondo

La donna è morta, ma il suo corpo continua vivere. Il cadavere di una donna americana è stato sezionato in oltre 5000 sottilissime parti, catalogate poi in un computer per creare il ’corpo virtuale più dettagliato del mondo. Un progetto che è disponibile online e che permetterà di eseguire esperimenti scientifici difficili o impossibili da condurre sugli esseri umani in vita.

"Non si sa molto della donna - riporta il ’New Scientist’ - nemmeno il suo nome. Tutto ciò che è noto è che era obesa ed è morta per una malattia di cuore all’età di 59 anni, da qualche parte nel Maryland, in Usa. Il marito ha dato il permesso di utilizzare il suo corpo per il progetto ’Visible Human’, portato avanti dalla US National Library of Medicine di Bethesda da alcuni anni e il cui scopo originale era quello di fornire materiale per la formazione medica. Ma i ricercatori hanno cominciato fin da subito ad apprezzarne il potenziale per l’impiego in pericolosi esperimenti. Sono già stati eseguiti diversi tentativi, ma il corpo di questa donna è stato ricreato in maniera molto più dettagliata rispetto al passato, a opera di un team guidato da Sergey Makarov presso il Worcester Polytechnic Institute del Massachusetts". Poi si entra nel dettaglio del progetto. "La digitalizzazione è infatti a una risoluzione più elevata, grazie all’impiego di parti molto sottili: un cadavere di sesso maschile fu ricreato negli anni ’90 grazie a immagini di 1 millimetro, mentre la donna è stata ricostruita con sezioni di appena un terzo di millimetro. Gli esperti hanno usato uno speciale software per aiutarli a ’cucire' le migliaia di immagini insieme, e il modello finale è stato controllato da cinque medici, ognuno con una specializzazione medica diversa", spiegano gli esperti.

"C’è voluto davvero molto lavoro, ma ora chiunque può eseguire un esperimento sul nostro ’fantasma', utilizzando il proprio computer portatile", assicura Makarov. "Il 'fantasma' ci dà una grande opportunità di studiare i tessuti umani, senza dover fare studi sull’uomo, che sono lunghi e costosi", spiega Ara Nazarian, chirurgo ortopedico della Harvard Medical School che sta collaborando con Makarov.