Ecco chi è James Comey, il capo dell'Fbi che indaga su Hillary Clinton

Fu il presidente Barack Obama, nel 2013, a scegliere James Comey, un repubblicano, per la guida dell’Fbi. Comey si distinse nel 2004 quando, con il procuratore generale John Ashcroft in ospedale, impedì la reiterazione della controversa legge sulle intercettazioni

A scegliere James Comey per il delicato ruolo di capo dell'Fbi fu Barack Obama. Il presidente puntò su di lui, un repubblicano, perché voleva dimostrare che per proteggere la sicurezza degli Stati Uniti non bisogna guardare al colore politico. Chissà se ora Obama si è pentito, visto che proprio Comey ha deciso, a pochi giorni dal voto, di riaprire l’inchiesta sullo scandalo email che da mesi imbarazza Hillary Clinton. E che potrebbe costarle la Casa Bianca.

Cinquantasei anni, distintosi come funzionario del dipartimento di Giustizia, Comey ha fatto la sua scalata sotto la presidenza di George W. Bush, diventando il "numero 2" della Giustizia. Molto preparato, con una carriera alle spalle senza la benché minima macchia, ebbe un ruolo chiave in uno degli episodi più delicati del mandato di Bush jr.: nel 2004, mentre il procuratore generale John Ashcroft era malato e ricoverato in ospedale, due collaboratori del presidente - il capo dello staff, Andrew Card Jr, e Alberto R. Gonzales - tentarono di approfittare della sua debolezza per autorizzare la reiterazione della controversa legge sulle intercettazioni indiscriminate, promulgata dopo l’11 settembre.

Comey, che aveva assunto i poteri del procuratore, si precipitò nella stanza dell’ospedale e riuscì a bloccare Gonzales e Card. Questa ferma determinazione da "public servant" probabilmente fu la chiave che convinse Obama a sceglierlo per la guida dell'Fbi. Proprio quella determinazione che ora potrebbe riaprire i giochi per la corsa alla Casa Bianca.

La lettera al Congresso sulle email di Hillary

Dopo aver inviato una lettera al Congresso con la quale lo informava della decisione di riaprire l'indagine sulle mail di Hillary Clinton, il direttore dell'Fbi ha mandato un messaggio ai dipendenti del Bureau per spiegarne le ragioni. Robert Comey ha detto di sentire "un obbligo a farlo dal momento che avevo più volte testimoniato negli ultimi mesi che la nostra indagine era conclusa". "Naturalmente, non informiamo di solito con il Congresso delle indagini in corso - ha detto - ma in questo caso penso che sarebbe stato fuorviante per il popolo americano se non avessimo integrato" l'informazione. Secondo una fonte vicina al direttore dell'Fbi, Comey avrebbe deciso di riaprire l'indagine perché "sentiva di non avere scelta".

Commenti

alox

Sab, 29/10/2016 - 11:57

segura' le procedure e all'improvviso Trump dice che il sistema non e' poi cosi' corrotto... leader da soap opera!

pasquinomaicontento

Sab, 29/10/2016 - 14:37

alox, A chi l'ha detto, a te?

alox

Dom, 30/10/2016 - 14:05

@pasqui Trump l'ha detto a tutti!

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 31/10/2016 - 08:38

almeno la verità è stata annunciata prima delle elezioni e tutti , come nel watergate, dovranno riconoscere che era stato detto!