Ecco perchè la Nato teme il sistema missilistico russo Iskander

La variante antinave dell'Iskander è concepita per azzerare il vantaggio delle cacciatorpediniere e degli incrociatori della Nato

Le brigate missilistiche Iskander sono schierate nella Transbaikalia, nella regione di Leningrado, nel sud della Russia, in Siria ed a Kaliningrad. Kaliningrad rappresenta un tassello fondamentale nella difesa perimetrale russa occidentale come parte di un ideale arco protettivo che si estende dall'Artico al Mar Nero. Nella remota ipotesi di un conflitto con la Nato, Kaliningrad è la chiave per il fianco settentrionale poichè Mosca non ha basi in Bielorussia. In tempi di pace, Kaliningrad fornisce una posizione avanzata per la raccolta di informazioni e rappresenta una piattaforma per la deterrenza strategica. Da Kaliningrad, gli Iskander potrebbero colpire la Germania.

Kaliningrad, la fortezza di Mosca in Europa

Kaliningrad, enclave russa tra Polonia e Lituania con accesso diretto al mar Baltico. Isolata dalla Russia se non per via mare (in caso di conflitto i collegamenti ferroviari sarebbero inaffidabili), Kaliningrad è una gigantesca piattaforma di lancio corazzata per missili balistici e strategici. Secondo Mosca, il sistema difensivo predisposto è progettato in risposta all’espansione della Nato ed all’imminente entrata in servizio dello scudo di difesa missilistica degli Stati Uniti in Europa. Teoricamente, l’Aegis Ashore in Europa potrebbe tentare di ingaggiare un vettore balistico russo nella fase iniziale di spinta. Tuttavia anche se l’intercettazione avvenisse con successo sarebbe del tutto irrilevante. Lo scudo non è in alcun modo concepito per affrontare un attacco di saturazione (che certamente avverrebbe nel remoto caso di un attacco russo contro la Nato), ma per tentare di intercettare una manciata di missili balistici a breve e medio raggio provenienti dal Medio Oriente. Sia gli Stati Uniti che la Nato hanno ribadito a più riprese che il sistema non è stato progettato per minare la capacità di deterrenza strategica della Russia. La Russia invece continua a sollevare preoccupazioni sullo scudo missilistico che rappresenterebbe una minaccia per il suo deterrente nucleare strategico. Le postazioni di fuoco europee dello Scudo Spaziale USA/NATO sono in Polonia ed in Romania.

Kaliningrad non è concepita per garantire profondità operativa ad un’ipotetica forza d’invasione. Non è abbastanza grande per sostenere isolate operazioni in profondità che avverrebbero con rinforzi limitati tra paesi della Nato. In caso di conflitto in Europa, le forze di Kaliningrad difenderebbero l’oblast. Kaliningrad è quindi strutturata in via primaria per proteggere il lancio dei missili nucleari contro le strutture di comando in Europa. L’oblast rappresenta un bene strategico per la difesa del teatro occidentale e per contenere l’espansione della Nato.

Russia: sistema missilistico multiuso Iskander-M/SS-26 Stone

Il 9K720 Iskander-M (designazione Nato SS-26 Stone), è un sistema balistico ad alta precisione con capacità nucleare ottimizzato per l’utilizzo a distanza ravvicinata (CEP o probabilità di errore circolare di 10 metri). Prodotto dalla Kolomna KBM, è stato ufficialmente adottato dall'esercito russo nel 2006. Il missile monostadio a combustibile solido 9M723-1 (da cui deriva il Kinzhal) del complesso Iskander-M è realizzato con accorgimenti per la bassa osservabilità. Il missile a guida Gps/Glonass, si affida nella fase terminale del volo ad una guida optoelettronica compiendo brusche manovre per eludere le difese aeree e rilasciando esche per ingannare i radar nemici. Secondo Missile Threat l'arma potrebbe manovrare a più di 30g durante la sua fase terminale. Tuttavia tali profili di volo non convenzionali non sono mai stati verificati dall’Occidente. Il sistema di navigazione indipendente non è influenzato dalle condizioni climatiche avverse. Il missile non lascia mai l'atmosfera mentre segue una traiettoria relativamente piatta prima di raggiungere il bersaglio ad una velocità stimata di Mach 2.5. La versione interna o M ha una gittata massima dichiarata di 480 km grazie ad un tender integrato.

I due missili monostadio possono essere lanciati in 16 minuti ed in quattro in caso di prontezza operativa. Il secondo missile (solo per la versione interna) può essere lanciato in meno di 50 secondi. Ogni missile può essere indirizzato in modo indipendente. È quasi impossibile anticipare il lancio di un missile Iskander-M a causa della mobilità del sistema. L'Iskander non è un'arma strategica, ma un sistema balistico tattico progettato per distruggere bersagli nemici fissi di alto valore come le batterie terra-aria, missili a corto raggio, campi d'aviazione, porti, centri di comando, fabbriche ed obiettivi corazzati. I missili possono essere riprogrammati durante il volo in presenza di nuovi bersagli di alto profilo individuati. Il sistema 9K720 Iskander-M è concepito per azzerare il vantaggio logistico delle forze nemiche negli scontri regionali. Si ritiene che la versione interna abbia un carico utile di 700/750 kg per una singola testata termonucleare da 50 Kt. L’Iskander-M2, già in programma, avrà una maggiore gittata. La versione Iskander-E destinata all'esportazione ha una serie di limitazioni con il raggio massimo di 280 km e la testata teleguidata 9M723K1 non separabile.

Russia: Iskander-K 9M728/R-500

Il sistema missilistico multiuso Iskander-M è solitamente armato con due missili 9M723-1. Tuttavia l'Iskander possiede la capacità secondaria di lanciare anche i missili da crociera antinave a medio raggio 9M728/R-500 (SSC-7). L'R-500, sviluppato dai sistemi RK-55 Relief, 3M-54 Kalibr e dalla versione cruise e nucleale Kh101/102 del missile nucleare aria-superficie Kh-55, è in grado di colpire bersagli fino ad una distanza utile di 500 km. Per la Nato l'autonomia è invece di oltre 1500 km. L'Iskander-K è stato testato per la prima volta il 29 maggio del 2007. L'R-500 a guida astro-inerziale con aggiornamento GLONASS, trasporta un carico utile convenzionale da 500 kg o una testata nucleare con una resa di circa 10-50 kT. La variante nucleare dell'Iskander-K dovrebbe essere stata schierata alla fine dello scorso anno. Il missile ha una CEP di circa 5 metri. L'R-500 è in grado di colpire bersagli in movimento. La variante antinave dell'Iskander è concepita per azzerare il vantaggio delle cacciatorpediniere e degli incrociatori della Nato. Nella fase finale, quando si avvicina il bersaglio, il missile accelera fino a Mach 3 volando a cinque/dieci metri dal livello del mare. La versione antinave dell'Iskander è stata coinvolta poche settimane fa in un'esercitazione di fuoco reale che ha coinvolto il Distretto Militare Meridionale.

Russia:Iskander-K 9M729 Novator

Secondo gli Stati Uniti, la Russia avrebbe schierato su due battaglioni Iskander il missile da crociera a propellente solido 9M729 Novator (SSC-8) con un'autonomia stimata di 5500 km. Se così fosse, l'Iskander-N violerebbe i trattati INF. Basato probabilmente sul Caliber-NK, se venisse lanciato da Mosca potrebbe colpire tutta l'Europa occidentale. Dalla Siberia avrebbe nel raggio la costa occidentale degli Stati Uniti.

La posizione della Russia

La Russia ha ripetutamente espresso preoccupazione per l'istituzione del sistema di difesa degli Stati Uniti in Europa. Secondo Mosca lo scudo europeo sarebbe in grado di sconvolgere la stabilità strategica: non si tratterebbe di un sistema difensivo, ma parte di un asset nucleare strategico avanzato in Europa orientale. Per i russi, il Vertical Launching System MK-41 rappresenta una chiara violazione del Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF). Mosca teme che gli Stati Uniti possano utilizzare questi lanciatori per i missili da crociera a raggio intermedio, considerando che possiedono la capacità per tale categoria di sistemi missilistici. Lanciando dalla Polonia e dalla Romania, i missili potrebbero colpire alcuni dei principali obiettivi sensibili in territorio russo. La Russia, infine, teme particolarmente il programma Prompt Global Strike in fase di sviluppo negli Stati Uniti. Si tratta di un sistema d’arma convenzionale in grado di colpire obiettivi in tutto il mondo in meno di un'ora con precisione micidiale. Anche se la strategia adottata dagli Stati Uniti nel programma Prompt Global Strike si basa su armi convenzionali, il Trattato INF vieta lo sviluppo di missili con una gittata compresa tra i 500 ed i 5500km.

Cosa teme la Nato

I russi sono stati accusati di aver violato il Trattato INF siglato nel 1987 schierando battaglioni SSC-8 nella regione di Kapustin Yar. Ciò che spaventa più la NATO è che Mosca possiede missili a raggio intermedio su imbarcazioni da guerra, così come dimostrato a più riprese durante gli attacchi contro le postazioni dello Stato islamico in Siria. Tradotto significa che dal Mar Caspio, solo per fare un esempio, i paesi della NATO potrebbero essere colpiti in caso di escalation militare direttamente dal mare con testate convenzionali e non.