Epstein, rimosso il capo delle Carceri federali

È la quarta testa a saltare, dopo quella del direttore del carcere e dei secondini che avrebbero dovuto sorvegliare il finanziere, suicidatosi in cella

Il ministro della Giustizia, William Barr, ha rimosso il direttore delle carceri federali, nell'ambito delle indagini sul caso di Jeffrey Epstein, il finanziere suicidatosi nella sua cella lo scorso 10 agosto, nonostante il regime di stretta sorveglianza cui avrebbe dovuto essere sottoposto.

Epstein, 66 anni era in carcere, in attesa del processo, che avrebbe dovuto giudicarlo circa l'accusa di decine di abusi sessuali a danno di ragazze minorenni: rischiava una condanna fino a 45 anni di prigione. In passato, il finanziere aveva già provato a suicidarsi. Proprio per questo, la sorveglianza nei sui confronti avrebbe dovuto essere ancora più serrata. Invece, l'uomo era stato lasciato in cella da solo, dato che il suo compagno era stato trasferito, poco dopo il primo tentativo di suicidio. Inoltre, delle guardie avrebbero dovuto controllarlo ogni 30 minuti, ma pare che i due addetti al controllo si fossero addormentati.

Il ministro della Giustizia, poco dopo la morte di Epstein aveva già dichiarato di essere rimasto "sconvolto" e "arrabbiato", dopo aver scoperto la serie di falle nel sistema di controllo del finanziere. Per queste disfunzioni, le due guardie addette ai controlli erano state sospese e il direttore del carcere rimosso. Ora arriva anche il provvedimento nei confronti del capo della direzione delle prigioni: la quarta testa a saltare, in meno di 10 giorni.