F-35, scende il costo delle tre versioni per l'undicesimo lotto

Trovato l'accordo sull'undicesimo lotto pari a 11,5 miliardi di dollari per 141 F-35

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e Lockheed Martin hanno concluso un contratto da 11,5 miliardi di dollari per l’undicesimo lotto F-35. Si tratta del più grande lotto di produzione F-35 fino ad oggi acquistato. L’accordo prevede l’acquisizione di 141 piattaforme tattiche in Low-Rate Initial Production, LRIP 11. Il Naval Air Systems Command dell’US Navy ha accordato 1,46 miliardi di dollari a Lockheed Martin per la produzione iniziale a basso tasso di produzione (LRIP) dei lotti 13 e 14. Il contratto di acquisizione anticipata della Marina USA finanzia l'acquisizione dei componenti per la produzione di 145 F-35 per gli Stati Uniti ed i clienti stranieri.

F-35: Scende il costo delle tre versioni

Nel 2014, l’F-35A dell’Air Force, più leggero e maneggevole delle tre versioni, è costato 150 milioni di dollari ad esemplare. Nello stesso anno l’F-35B, versione ottimizzata per il Corpo dei Marine, è costato 250 milioni di dollari ad esemplare. Nel 2014, l’F-35C della Marina, è costato 330 milioni di dollari ad esemplare. L’F-35 del 1994 sarebbe dovuto costare 28 milioni di dollari per l’Air Force, 35 milioni di dollari per il Corpo dei Marine e 38 milioni di dollari per la Marina.

Il decimo lotto

Il decimo lotto F-35 (LRIP 10) comprende 90 aerei: 55 per le forze armate statunitensi (44 F-35A per l’Air Force, 9 F-35B per il Corpo dei Marine, 2 F-35C per l’US Navy) e 35 per i partner internazionali. Rispetto al lotto numero nove, il prezzo unitario delle tre varianti si è ridotto. Con il lotto numero 10 il prezzo di un F-35A è pari a 94,6 milioni di dollari, con una riduzione del 7,3% rispetto al precedente lotto. 122 milioni ed 800 mila dollari per la versione B, con una riduzione del 6,7% rispetto al lotto 9. Il costo di un F-35C, infine, è di 121 milioni ed 800 mila dollari, con riduzione del 7,9% rispetto al Lotto 9.

L’undicesimo lotto

L'undicesimo lotto F-35 (LRIP 11) comprende I 141 piattaforme tattiche: 102 F-35A, 25 F-35B e 14 F-35C. 91 F-35 saranno destinati all’Esercito degli Stati Uniti mentre i partner europei ne otterranno 28. I restanti 22 velivoli di quinta generazione saranno destinati alle vendite straniere. Con il lotto numero undici il prezzo di un F-35A scende a 89,2 milioni di dollari pari ad una riduzione del 5,4% rispetto al decimo lotto. Il costo unitario dell’F-35B si attesta sui 115,5 milioni di dollari per una riduzione del 5,7% rispetto al precedente lotto. 107,7 milioni di dollari, infine, per l’F-35C per una riduzione pari all’11,1% rispetto al decimo lotto. Le consegne del lotto di produzione iniziale a bassa intensità 11 inizieranno nel 2019.

Da rilevare che il Dipartimento della Difesa appalta separatamente i propulsori F-135 costruiti da Pratt & Whitney. Nell’accordo da 11,5 miliardi di dollari del lotto 11 sono incluse anche le cellule ed i motori. L’accordo da due miliardi di dollari per i propulsori del lotto undici è stato siglato lo scorso maggio per un valore di due miliardi di dollari. Aumentando il tasso di produzione, il prezzo dell’F-35 continuerà a diminuire. Lockheed stima un costo unitario di 80/85 milioni di dollari entro il 2020 con 35 mila ore di lavoro.

F-35: E' l’ordine statunitense a mantenere vivo il programma

Il Lightning II, nonostante le polemiche, sarà in servizio con una dozzina di grandi forze aeree alleate, anche se i caccia venduti all’estero sono ininfluenti nella sopravvivenza dell’F-35, considerando l’ordine statunitense. Gli Stati Uniti dovrebbero acquistare 1763 F-35A per l’Air Force, 353 F-35B e 67 F-35C per il Corpo dei Marine e 260 F-35C per la US Navy. I costi di sviluppo, acquisizione e produzione sono ora stabilizzati a 406 miliardi di dollari.

Tuttavia sono i futuri costi operativi e di manutenzione della flotta F-35 Lightning II che potrebbero limitare il numero di piattaforme tattiche che l'USAF riuscirà realisticamente ad acquistare e schierare. I costi di gestione stimati fino alla fine della vita utile del programma F-35, prevista nel 2070, sono pari ad 1,1 trilione di dollari. Qualsiasi decisione del Pentagono sarà comunque vincolante per tutti i partner JSF poiché è proprio l’ordine statunitense a mantenere vivo il programma e rendere ininfluenti i caccia venduti all’estero. In base all’analisi effettuata, l’Aeronautica Militare degli Stati Uniti stima una spesa annuale di 3,8 miliardi di dollari in soli costi di manutenzione. Circa la metà del capitolo di spesa (gestione del programma, strutture logistiche, riparazione dei componenti, software ed ingegneria) andrà a Lockheed Martin.

F-35: I costi della concurrency

Ancora oggi la produzione F-35 prosegue è a ritmo ridotto essendo un progetto in divenire. Questa tecnica è nota negli Stati Uniti come concurrency, cioè produzione ridotta dei velivoli che rappresentano il banco di prova per la futura costruzione seriale. In questo modo si dovrebbero ridurre i tempi di sviluppo, anche se i costi restano considerevoli. La concurrency era già utilizzata a partire dalla seconda guerra mondiale negli Stati Uniti ed i suoi costi erano così dire tollerati da un paese in guerra, sempre alla ricerca di nuove armi da schierare contro il nemico. I primi 108 F-35A dell’Air Force che saranno smantellati sono costati circa 21 miliardi di dollari, di cui sette per le attrezzature di supporto necessarie per acquisire un aereo in grado di volare. Tutti i lotti di produzione F-35 acquisiti dal 2007 al 2014 sono costati ai contribuenti americani quasi 40 miliardi di dollari. Come è noto, il Pentagono prevede di acquistare altri 600 F-35 in diverse configurazioni prima ancora di avviare la produzione seriale. Lockheed Martin ha già ricevuto fondi per produrre 141 F-35 che si uniranno ai 356 precedentemente acquistati a basso tasso di produzione. Il Pentagono continua ad impegnarsi in lotti di acquisizioni prima ancora che lo sviluppo ed i test siano conclusi. Sarebbe opportuno rilevare che nella sua richiesta di budget per il 2018, l’Air Force suggerisce 213 modifiche strutturali e non che vanno ben oltre i semplici aggiornamenti software. Già nel 2016, il Government Accountability Office o GAO identificava una spesa supplementare di 1,4 miliardi di dollari per risolvere i problemi già noti e 386 milioni di dollari per correzioni anticipate che dovevano ancora essere identificate. Il Pentagono ritiene più conveniente acquistare nuovi F-35 che aggiornare quelli di prima generazione acquistati, tuttavia i test sono ancora in corso ed ulteriori modifiche e correzione saranno inevitabili.

F-35: I tre livelli di partecipazione internazionale

Il programma Joint Strike Fighter prevede tre livelli di partecipazione internazionale che riflettono l’impegno finanziario di ogni paese partner. Tradotto significa che il potenziale economico derivante dal programma F-35 è direttamente correlato al numero di aerei acquisiti dal paese partner. L’unico paese partner di livello uno è il Regno Unito con un contributo pari al 10% dei costi di sviluppo. Due i paesi di secondo livello: Italia ed Olanda. Come partner di livello due, l’Italia ha investito un miliardo di dollari nella fase di sviluppo e dimostrazione del sistema d’arma. L’Italia ha acquistato 90 F-35: trenta nella versione B (15 previsti per la Marina ed altri 15 per l’Aeronautica, mentre tre saranno permanentemente destinati negli Stati Uniti per operare presso l’Integrated Training Center) e sessanta F-35A, variante a decollo ed atterraggio convenzionale.

Commenti

cir

Sab, 29/09/2018 - 18:14

vediamo se funzionano . provateli su israele.