Francia, il governo boccia il reddito di cittadinanza: "Non è una risposta alla povertà"

Il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, ha negato il sostegno dell'esecutivo alla sperimentazione di 13 dipartimenti per il "reddito di cittadinanza"

Mentre in Italia si dibatte sul reddito di cittadinanza e il Movimento 5 Stelle l'ha proposto nel suo programma elettorale, la Francia dice di "no".

In risposta ai 13 dipartimenti che hanno proposto la sperimentazione sul reddito di base, il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, ha detto che non è "la buona risposta" alla povertà. Per Griveaux, è molto meglio una società "fondata sul valore del lavoro".

"Abbiamo messo al cuore del progetto politico di Emmanuel Macron il lavoro. Il lavoro, dunque l'istruzione. Io ritengo che sia il lavoro che oggi è un fattore di emancipazione, di progresso", ha dichiarato il portavoce a France Inter.

La proposta dei 13 dipartimenti francesi prevede un pagamento mensile unico basato sull'incrocio di parametri di natura economica ma anche sociale. Come spiegato da Agi, non si tratta quindi di un reddito universale. Secondo le prime stime, in Francia almeno un terzo dei cittadini che sono già idonei per questo reddito, non ne fanno richiesta. Nella maggior parte delle ipotesi, perché non ne sono a conoscenza. Ma altri anche per vergogna.

Il governo di Parigi non sembra però interessato a quanto proposto. Non rientra nei parametri imposti da Macron che invece si dice interessato a una politica maggiormente a sostegno del lavoro invece di garantire un reddito a chi possiede determinati requisiti.

Ma non si capisce se la decisione del presidente di negare il supporto a questa proposta, possa rivelarsi in realtà un boomerang di immagine. Da tempo il presidente francese subisce le pesanti critiche del mondo del lavoro. I sindacati scendono continuamente in strada per manifestare contro le scelte di Macron nel sociale. E l'idea del "reddito di cittadinanza" piace a molte persone.