Gb, grazia postuma per 65mila omosessuali

Il governo inglese approva la cosiddetta "legge Turing" e concede la grazia a oltre 65.000 omosessuali e bisessuali inglesi condannati per "indecenza"

In Gran Bretagna arriva l’amnistia postuma per gli omosessuali condannati nel passato. Si tratta di circa 65mila uomini che hanno subito un processo a causa del loro orientamento sessuale e ben 49mila di loro sono già morti.

Con questa legge il governo inglese concede la grazia a tutte queste persone e, chi è ancora vivo, può ottenerla rivolgendosi al ministero dell’Interno. Nel Regno Unito il reato di omosessualità ormai non è esiste più ma è scomparso in tempi relativamente recenti. In Inghilterra e nel Galles è stato depenalizzato nel 1957, mentre in Scozia solo nel 1980 e in Irlanda del Nord nel 1982. La legge nasce su spinta di una campagna dei liberaldemocratici promossa in favore del matematico Alan Turing che decifrò il codice Enigma usato dai nazisti nella Seconda Guerra Mondiale. Nel 1952 Turing fu accusato di attentato alla morale pubblica e fu condannato alla castrazione chimica per aver avuto rapporti sessuali con un 19enne. Evitò così il carcere ma, due anni dopo, a soli 41 anni, si suicidò. Ricevette la grazia solo nel 2013, a 59 anni di distanza dalla sua morte, ma da quel momento nacque una raccolta firme (che ha raggiunto quota 640mila adesioni) al fine di estendere a tutti gli omosessuali l’amnistia postuma. Un altro celebre omosessuale è lo scrittore Oscar Wilde, incarcerato nel 1895 e condannato a due anni di lavori forzati per aver avuto dei rapporti con Alfred Douglas, figlio del marchese di Queensberry. Fu proprio il marchese a denunciarlo e a farlo condannare.

Chi è ancora in vita, invece, è George Montague, il 93enne attivista per i diritti dei gay che fu inserito nella queer list negli anni ‘70. Dopo più di 20 anni di matrimonio con la moglie Vera, accortosi di essere gay, divorziò e divenne attivista per i diritti dei gay raccontò il suo cambiamento nel libro ‘The Oldest Gay in the Village’. Nel 1974 fu arrestato e oggi dice: “Accettare il perdono significa accettare di essere colpevoli. Io non sono colpevole di nulla. E credo che sia sbagliato dare il perdono a Alan Turing, uno dei miei eroi. È stato colpevole solo di ciò di cui si accusa anche me: essere nato con l’unica capacità di innamorarmi di un altro uomo”.

Commenti

lorenzovan

Dom, 23/10/2016 - 20:48

grazia?dovrebbero chiedergli scusa...altro he "grazia"