Gb, lo scandalo molestie si abbatte sul Partito conservatore

Il parlamentare tory accusato di molestie rigetta ogni addebito, denunciando l’“inferno mediatico" scatenatosi contro di lui all’indomani dell’esplosione dello scandalo

Il Partito conservatore britannico, come il Labour, si trova al centro di uno “scandalo molestie”. Miles Briggs, deputato tory scozzese, è stato infatti accusato di abusi sessuali, perpetrati ai danni di un’assistente parlamentare. L’episodio incriminato si sarebbe verificato lo scorso febbraio. I vertici conservatori della Scozia hanno aperto un’indagine interna a carico del deputato.

Briggs, membro del parlamento di Edimburgo in qualità di rappresentante del collegio di Lothian, è uno stretto collaboratore di Ruth Davidson, leader dei tory scozzesi nonché feroce avversaria del premier indipendentista Nicola Sturgeon. Nel “governo ombra” costituito dalla Davidson Briggs ricopre il ruolo di Ministro della Salute. Le accuse avanzate nei confronti di quest’ultimo costituiscono un duro colpo alla rispettabilità dei conservatori.

Gli abusi rinfacciati al politico sarebbero stati commessi durante una festa, organizzata proprio dal parlamento scozzese. Secondo la donna che ha recentemente puntato il dito contro Briggs, durante il party svoltosi lo scorso febbraio costei sarebbe stata oggetto di “umilianti e aggressive” avances da parte del deputato. L’uomo avrebbe assunto nei confronti dell’assistente parlamentare un “atteggiamento predatorio”. Dopo mesi di silenzio, la donna ha finalmente deciso di rilasciare la propria testimonianza “esplosiva” alla Polizia e ai media britannici. La commissione disciplinare del Partito conservatore ha subito avviato un’indagine a carico del politico coinvolto nello scandalo e ha già sottoposto quest’ultimo a un rigoroso interrogatorio.

Briggs ha proclamato la propria innocenza sia davanti ai dirigenti tory sia davanti ai giornalisti. Egli ha denunciato la “totale falsità” delle accuse formulate nei suoi confronti, le quali starebbero alimentando un “inferno mediatico” ai suoi danni. Ad avviso del “Ministro ombra”, vi sarebbero diversi testimoni, tutti presenti al party organizzato lo scorso febbraio, pronti a discolparlo. Il “braccio destro” di Ruth Davidson ha quindi affermato di avere ricevuto, all’indomani dello scoppio dello scandalo, molteplici attestati di solidarietà, anche da parte di esponenti dei partiti avversari. Briggs, infine, ha rimarcato l’importanza del contrasto alla piaga degli abusi sulle donne, ma, al tempo stesso, ha ribadito la “sacralità” del principio della presunzione di innocenza: “È fondamentale che le vittime denuncino le violenze subite, ma la giustizia deve procedere con estrema cautela nei confronti delle persone sospettate, le quali, fino a prova contraria, restano comunque innocenti.”

Per il momento, i vertici tory della Scozia non hanno disposto alcuna sanzione nei confronti del politico coinvolto nello scandalo, in quanto la Polizia non avrebbe ancora comprovato le dichiarazioni rese dalla presunta vittima. Nessun commento sulla vicenda è stato rilasciato da Theresa May, premier britannico nonché leader nazionale dei tory.