Giappone, nella baia di Taiji inizia l'annuale massacro di delfini

Ogni anno, da settembre a marzo, le acque della baia di Taiji si tingono di rosso. I delfini adulti vengono uccisi e le loro destinate al consumo umano; i piccoli finiscono nei delfinari

Il Giappone ha aperto l'annuale battuta di caccia ai delfini.

Ogni anno, da settembre a marzo, le acque della baia di Taiji, nella prefettura occidentale di Wakayama, si tingono di rosso. Il sangue dei delfini racconta bene l'attività svolta dai pescatori locali, che massacrano gli esemplari adulti e catturano i piccoli. I delfini già sviluppati vengono macellati sul posto e le loro carni vendute ai vari mercati del pesce che abbondano nel paese; i cuccioli finiscono invece a lavorare nei delfinari.

Alle 5.00 del mattino della giornata di ieri, un gruppo di 12 imbarcazioni da pesca ha lasciato il porto cittadino di Taiji per avventurarsi in mare aperto. Quando i mezzi sono rientrati non avevano alcuna preda, ma è solo questione di tempo, perché i primi delfini uccisi saranno riportati a riva tra pochi giorni o forse addirittura poche ore. La quota complessiva per la stagione consente infatti di uccidere o catturare oltre 1700 animali.

Secondo il gruppo ambientalista The Dolphin Project, i pescatori avrebbero già ucciso cinque delfini di Risso.

Una pratica crudele

Questa pesca è particolarmente crudele. Le imbarcazioni spingono i cetacei in una strettoia che viene poi sbarrata da alcune reti. Qui avviene il massacro: grazie alle acque poco profonde, i delfini vengono macellati sul posto dai pescatori con dei coltelli. Gli animali possono impiegare fino a 30 minuti prima di morire per soffocamento o annegamento.

Nonostante le enormi proteste della comunità internazionale, la caccia di Taiji viene portata avanti da decenni. I pescatori della città sostengono che la comunità locale dipende dal commercio e che non è possibile interrompere la pratica.

Oltre ai delfini, il Giappone è finito al centro delle critiche anche per la caccia alle balene. Lo scorso 30 giugno Tokyo ha ritirato formalmente la propria adesione alla Commissione internazionale per la caccia alle balene (Iwc), riprendendo la caccia commerciale alle specie di cetaceo non a rischio e nelle acque circostanti l'arcipelago giapponese.

Commenti

arilibellula

Lun, 02/09/2019 - 14:19

e quindi? Se si vuole fare i moralisti vogliamo parlare della pesca al tonno? O dell'allevamento dei conigli a scopo alimentare (in Giappone i conigli non si mangiano). O dei cani/gatti randagi e/o abbandonati per potersi fare 4 giorni di vacanza O delle stragi di ricci e rane che attraversano le strade per riprodursi. O il massacrare dei serpenti innocui solo perchè sono serpenti. Non mi sembra che l'italia e gli italiano possano giudicare gli altri paesi per quanto riguarda il rispetto degli animali P.s. I famosi "gatti in bottigla" sono un falso, nel caso nons i sapesse.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Lun, 02/09/2019 - 23:42

La crudeltà dei giaspponesi per la caccia selvaggia a delfini e balene è vergognosa.

profpietromelis...

Mar, 03/09/2019 - 02:56

Ignorante! Le balene e i delfini non sono pesci come i tonni ma mammiferi. La sofferenza è proporzionale all'evoluzione del cervello, come insegnò il grande etologo Konrad Lorenz