Il governo ecuadoriano toglie ad Assange lo status di rifugiato politico

Da un momento all’altro dovrebbe avere luogo l’espulsione di Assange dall’ambasciata di Quito a Londra

Il governo ecuadoriano ha in questi giorni deciso di revocare a Julian Assange l’asilo politico concesso nel 2012.

In un’intervista all’Ecuadorean Radio Broadcasters' Association, il presidente del Paese sudamericano, Lenin Moreno, ha dichiarato che il blogger australiano non è più, agli occhi di Quito, un rifugiato, in quanto quest’ultimo avrebbe osservato negli ultimi mesi una condotta “criminale”. Secondo il Capo dello Stato, il fondatore di WikiLeaks si sarebbe ultimamente macchiato di gravi reati, ossia avrebbe provato a lanciare “attacchi hacker” contro i cellulari e i computer di diversi soggetti privati e, inoltre, avrebbe cercato di “condizionare” la politica interna di nazioni sovrane.

A detta delle autorità ecuadoriane, tale condotta di Assange sarebbe in netto contrasto con i valori alla base dell’istituto dell’asilo politico e, di conseguenza, costui non meriterebbe più alcuna protezione diplomatica. La revoca dello status di rifugiato al fondatore di WIkiLeaks è stata quindi presentata da Lenin Moreno come una reazione doverosa a fronte della reiterata violazione, da parte del blogger australiano, della “fiducia” accordatagli da Quito nel 2012. Lo stesso presidente sudamericano ha poi assicurato che l’espulsione di Assange dall’ambasciata ecuadoriana a Londra, nella quale quest’ultimo trovò ospitalità sette anni fa, sarebbe “imminente”.

Le affermazioni del Capo dello Stato non sono state ancora oggetto di commenti ufficiali da parte degli avvocati del controverso attivista, mentre sono state invece immediatamente condannate da WikiLeaks. Tramite un comunicato, il network investigativo ha bollato la mossa di Lenin Moreno come una “vendetta” nei confronti di Assange, colpevole di essere entrato ultimamente in possesso di documenti attestanti pratiche corruttive attribuibili allo stesso presidente di Quito. “Se Moreno vuole liberarsi di Assange per impedire la pubblicazione di quelle carte compromettenti”, afferma il comunicato, “sappia allora che WikiLeaks non si farà intimidire e informerà l’opinione pubblica mondiale di tutte le nefandezze commesse in patria dal Capo dello Stato ecuadoriano.”