Il Gyokusen Inmaru a Kanazawa, l'antico gioiello (verde) ritrovato

Uno scrigno di bellezza a tre dimensioni: il giardino che sorge sotto le mura del Castello fu regalato dall'antico signore feudale della città alla moglie.

Sotto le mura del castello di Kanazawa c’è il più bel gioiello che l’antico signore della città, il secondo a regnarvi, regalò a sua moglie. Il Gyokusen inmaru è un giardino stupendo, in cui è condensata tutta la sapienza dell’arte “verde” giapponese.

La particolarità per cui il Gyokusen inmaru è conosciuto in tutto il Giappone sta nel fatto che si tratta di un giardino sviluppato su tutte e tre le dimensioni. Non solo lunghezza e larghezza; il giardino si sviluppa anche per ventidue metri d’altezza. Infatti per tanto si "scende" dal pendio delle mura e piano piano ci si accoccola attorno ai corsi d'acqua, solcati da deliziosi ponti di pietra e legno, passaggi e attraversamenti di rocce. Nello stagno c’è pure una barchetta. Tutta l’area del giardino è innervata da sentieri, scalette e acciottolati e a cercar bene si trova, vicino ai resti del ponte di legno che risale all’era Edo, anche uno dei vecchi pozzi, oggi coperto da una grossa stuoia. Non mancano le lanterne giapponesi, ovviamenti.

Al centro, in posizione leggermente defilata, c’è una sala da té dove i tantissimi visitatori trovano un momento di ristoro. Il Gyokusen è il giardino più piccolo di quelli che sorgono attorno al castello di Kanazawa, dove c'è il parco del Kenroku-en. In tutto, questo, è composto da sei aree verdi, tutte suggestive e molto più grandi di quello dell’antica principessa.

Il giardino è stato minuziosamente ricostruito grazie a documenti storici. Altrimenti si sarebbe perso nelle bufere della storia. Allestito da Maeda Toshinaga per la moglie Gyokusenin, visse finché ebbe potere la dinastia Kaga. Poi i vari daimyo, i signori locali, vennero travolti dalle esigenze della storia insieme ai simboli e alle istituzioni del Giappone feudale. Non era più tempo di isolamento. A metà '800, gli americani dell’ammiraglio Perry avevano dimostrato l’estrema debolezza del Sol Levante e indotto i giapponesi ad aprirsi ai commerci internazionali, rompendo la consuetudine che durava da quasi due secoli del sakoku, lo “splendido” isolamento. Fu la modernizzazione e tante cose rischiarono di sparire.

Il lavoro, però, paga. E quel gioiello che è il Gyokusen Inmaru è stato restituito all'antico splendore e riaperto al pubblico da un paio d'anni, restituendo alla città e al Giappone uno scrigno prezioso di bellezza e cultura.