Germanwings, i dubbi ancora irrisolti

La ricostruzione della procura francese sulla strage del volo Germanwings ha colmato solo in parte le lacune sulla dinamica e sulle motivazioni della strage

Un airbus A320 della Germanwings

La ricostruzione della procura francese sulla strage del volo Germanwings ha colmato solo in parte le lacune sulla dinamica e sulle motivazioni che hanno portato Andreas Lubitz a compiere quello che sembra essere un suicidio. Ecco i dubbi che ancora non sono stati fugati dagli investigatori.

È stata un'azione premeditata e pianificata? ”Il copilota ha approfittato dell’assenza del comandante. Ma non sappiamo se a monte c’era la volontà di agire come ha agito, non ne so nulla”, ha detto il procuratore di Marsiglia.

Ci sono poi le incertezze sul movente sul quale non sono state fatte ipotesi se non quella legata alla depressione. E proprio su quest'ultimo punto, si sa che il co-pilota aveva iniziato l’addestramento nel 2008 e sei anni fa lo aveva interrotto per un periodo prolungato. Poi è tornato a lavorare e gli sono stati fatti tutti i test di routine, ma non quelli sulla salute mentale, che vengono svolti solo se sono già emersi dei problemi.

Sulla dinamica poi permangono dubbi. Il copilota ha aspettato l’attimo propizio attendendo che il comandate uscisse dalla cabina? Aveva proprio scelto la zona montuosa dell’Alta Provenza o avrebbe fatto schiantare l'aereo in qualsiasi altro luogo fosse capitato?

E ancora: colleghi e amici lo descrivono come un tipo simpatico, taciturno, con una fidanzata e un lavoro verso cui nutriva passione. Può essere davvero la depressione il motivo di un'azione del genere?

I dubbi non finiscono qui: perché l'equipaggio non ha lanciato SOS? Può essere stata davvero una scelta del comandante che ha preferito evitare di gettare nel panico i passeggeri in una situazione già compromessa?

Infine: si può davvero escludere l'ipotesi del terrorismo? Interrogativi che ancora non hanno trovato una risposta.

Commenti

angelorosa

Ven, 27/03/2015 - 00:24

infatti la teoria del matto è troppo semplicistica e personalmente credo che ci sia ben altro che attualmente viene taciuto. Poi la storia che questo personaggio dopo un periodo di tirocinio di 11 mesi come stewart passa alla guida di un jet mi sembra un po' assurda. Ma un pilota non deve guadagnarsi i cosidetti gradi pilotando all'inizio della carriera velivoli inferiori tipo ATR? La Compagnia tedesca Lufthansa non ha responsabilità in tutto questo?

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mr.cavalcavia

Ven, 27/03/2015 - 00:28

Francesi che recuperano in Francia una scatola nera di un aereo fatto in Francia. India hotel otto sette zero, mi ricevi?

morgoth

Ven, 27/03/2015 - 00:30

@onurb: tra gli scenari ipotizzati, purtroppo si profila quello più devastante. Avrei preferito sapere di piloti svenuti ma non questo, non c'è mai sicurezza che tenga se uno dei due piloti ha cattive intenzioni. @Raoul Pontalti (e a molti altri) i commenti servono a scambiare opinioni rispettando quelle altrui, senza offendere nessuno. Cerchiamo di rispettare questa semplice regola. Grazie.

Accademico

Ven, 27/03/2015 - 04:24

Senza voler troppo... entrare nelle dinamiche di quanto accaduto, propongo che i piloti debbano essere tre e che la cabina che li ospita sia dotata di miniservizi igienici.

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stock47

Ven, 27/03/2015 - 05:46

Un suicida è un masochista estremo, quando si uccide lo fa senza coinvolgere altri, se non involontariamente. Non credo che quel pilota fosse un suicida normale. Uno non si butta con 150 persone a bordo con lui solo per suicidarsi. Una cosa del genere lo fa un altro tipo di "suicida", il terrorista islamico. E' altamente probabile che sia così, può esseresi convertito all'islam e, unendo la cosa alla sua crisi esistenziale, ha agito in quella maniera. Se scavano in profondità ,a cosa certamente verrà fuori.

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 27/03/2015 - 06:01

Mi sembra che sia ormai cosa ovvia che dentro la cabina di pilotaggio vadano messe più persone. La regola di due piloti presenti in cabina, la trovo ancora debole come soluzione. In cabina di pilotaggio vi dovrebbero essere presenti sempre tre persone. Il motivo è ovvio. Ammettiamo che uno dei due, nonostante la presenza dell'altro, voglai fare il disastro lo stesso. L'altro pilota si troverebe a combattere con il pazzo e l'aereo rimarrebbe senza guida ugualmente. Di conseguenza in cabina vi deve essere un posto per un passeggero particolare, uno stewart di fiducia, magari con limitate cognizioni di volo, oppure un uomo della sicurezza, quando uno dei due piloti esce dalla cabina, entra prima un terzo stewart o hostess. Insomma devono essere sempre in tre dentro quella cabina di pilotaggio, due non basta per la sicurezza di volo.

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Azo

Ven, 27/03/2015 - 06:28

In Italia, abbiamo "Schettino", ora la Germania, non deve più prendere in giro gli Italiani anche loro ne hanno uno e si chiama "Lubitz". La sola differenza è che Schettino vive ancora e si dichiara vittima della burocrazzia!!!

Tom Hagen

Ven, 27/03/2015 - 06:30

Riesce realmente difficile pensare che un gesto di questo genere, necessariamente premeditato anche nella mente di un depresso non abbia lasciato un minimo di rimorso, fosse anche nei confronti dei familiari, che vivranno col marchio dell'infamia. Al di là delle tesi complottiste, c'è molto che sfugge e conviene a troppi tacitare la questione. Non fosse altro per le ore che tutti perdiamo a impazzire per 100 grammi in più di gel nella borsa, mentre banalmente nessuno può intervenire per sbloccare una porta...Quello che sarebbe interessante è avere da parte dei giornalisti delle indagini serie, approfondite, non dei semplici rilanci di agenzia

meloni.bruno@ya...

Ven, 27/03/2015 - 07:43

Non è stato facile individuare la causa del disastro nonostante la scatola nera fosse in pessime condizioni,ma bisogna prenderne atto che sia stato individuato il dubbio più importante quello dell'assasino senza perderci troppo tempo come stanno facendo quì da noi con la Concordia e altri grandi misteri irrisolti!

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barbara.2000

Ven, 27/03/2015 - 08:07

appena ho visto france24, vi ho scritto che il guasto non era il motivo , praticamente avevo visto in diretta alle 11 quello che poi anche altri hanno fatto vedere , con calmaaaa. adesso che noi si sia considerati imbecilli dalla politica , vedi i due che comandano , dalla magistratura che fa un belin di niente , e chiamare un atto terroristico STRESS è malafede . si è chiuso in cabina per pregare allah e poi lo schianto . quando verrà fuori questa tragica storia forse l'idiota di stato la smetterà di dare lavoro agli sciacalli musulmani . certo uno è libero di pregare il dio che vuole , ma non è libero di chiamare stress una vaccata come questa . voi dite che lo ha detto lo psicologo , ma vaaaa!!! se anche in germania studiano come in italia si salvi chi può. buona giornata . tanto non pubblicherete , guai a creare scompiglio fra le anime belle

Frank12

Ven, 27/03/2015 - 09:06

Ma quali misteriose domande andate cercando? Un uomo molto preparato con dei problemi personali (non uno psicopatico) era in servizio come coadiuvatore in cabina. Averlo lasciato da solo ai comandi è stato un evento dalle conseguenze disastrose ma non preventivabili. Impareremo da questo evento che renderà non vano il sacrificio di molti. Questa tragedia è di una limpidezza persino imbarazzante e deve insegnarci molto. Se poi uno decide di suicidarsi non è che si preoccupa molto dei suoi compagni di viaggio ... non credo che nel suo stato d'animo ci fosse il problema degli "altri". Appena è stato possibile ha messo in atto il suo piano .... e conoscendo molto bene la macchina su cui operava (l'A320/321 è una macchina intelligente che non ti lascia fare le cose che non si possono fare) l'ha usata al meglio per il suo scopo. Il volo era il suo grande amore ... e forse la maniera più semplice per trovare il coraggio di farla finita!

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salrandazzo

Ven, 27/03/2015 - 11:30

@Ausonio e Italia Nostra, ma chi dice che abbiano chiuso l'inchiesta? Sapete meglio di me che oggi i tempi si sono ristretti. Bisogna dire SUBITO qualcosa all'opinione pubblica, ai media. I giornalisti premono, chiedono. Probabilmente i governi fanno lo stesso. Se andate a leggere i commenti che sono stati qui, nei giorni scorsi, dai vostri colleghi, vedrete che c'è la stessa fretta: "Perché ancora non si sanno i nomi dei piloti? Perché ancora non c'è la lista passeggeri? Cosa ci nasconodono?". Ho in mente un tizio che in due commenti diversi lamentava prima la lentezza delle notizie (perché ancora non ci dicono i nomi?), e poi l'eccessiva velocità (com'è che in poche ore hanno già decodificato la scatola nera?). COme vede, quando si vuole dubitare ad ogni costo, ci si lamenta di tutto e del suo contrario. Secondo me hanno solo dato qualcosa in pasto ai cani rabbiosi dell'opinione pubblica. Nel frattempo andranno avanti, seriamente, a fare le loro indagini.