I miliziani dell'Isis contro i foreign fighters: "Non vanno al fronte"

I jihadisti puntano il dito contro i combattenti stranieri: "Sono pagati di più e in realtà non combattono. Vengono tenuti lontano dal fronte". Sostieni il reportage

Dissenso, defezioni e sconfitte sul campo di battaglia stanno cominciando ad erodere dall’interno la forza dell’organizzazione jihadista Stato islamico (Isis) in Siria e Iraq. È quanto scrive oggi il Washington Post, riferendo in particolare di crescenti tensioni tra i foreign fighter e i combattenti locali per il trattamento di favore riservato ai primi. Secondo diversi attivisti interpellati dal quotidiano, ai combattenti stranieri viene infatti concesso di vivere in città, dove i raid aerei della coalizione internazionale sono più rari, mentre i miliziani siriani sono dispiegati nelle postazioni più vulnerabili agli attacchi e vengono mandati al fronte. Agli stranieri verrebbero anche riconosciuti salari più alti.

Le sconfitte sul campo di battaglia starebbero anche erodendo la capacità dell’Isis di arruolare la popolazione locale che solo pochi mesi fa aveva sostenuto la causa dei jihadisti a fronte della possibilità di avere uno stipendio. Per questa ragione l’Isis starebbe reclutando un numero crescente di bambini, più vulnerabili alla propaganda del gruppo.

"La principale sfida che oggi l’Isis deve affrontare è più interna che esterna - ha detto al Wp Lina Khatib, direttore del Carnegie Middle East Center di Beirut - stiamo assistendo a un crollo del principale cardine dell’ideologia dell’Isis, ossia unire persone di origine diversa sotto il califfato. Questo non avviene sul terreno. E li sta rendendo meno efficaci nell’azione di governo così come nelle operazioni militari".

Commenti

cgf

Lun, 09/03/2015 - 14:12

potrebbero eliminare la concorrenza, no? sono maestri in questo.

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bingo bongo

Lun, 09/03/2015 - 14:24

La pubblicità è l'anima del commercio..e della visibilità.Questo è il vero motivo dei "stranieri" nell'Isis.

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Zagovian

Lun, 09/03/2015 - 14:29

"Razzisti"!!

makkivi

Lun, 09/03/2015 - 14:32

Non mi fiderei molto dei reports del Washington Post. La realta' sul campo, con tensioni tra gruppi che ci sono sempre state e' saldamente in mano allo Stato Islamico. l'IS si sta espandendo con una rapidita' che i cd analisti USA e europei sono totalmente spiazzati. Non riescono ancora a comprendere che ci troviamo di fronte an un nazi islamismo dagli effetti devastanti per il MO e per noi. Se non organizziamo da subito bombardamenti a tappeto (stile seconda guerra mondiale) non solo il Medio Oriente e Nord Africa sranno persi. Ma l'Europa intera ara' in ginocchio. Non lo scrivo io (signor nessuno) ma analisti di vari paesi che da anni suonano, inascoltati, il campanello d'allarme.

agosvac

Lun, 09/03/2015 - 14:40

Credo che questa sia una grossa balla, forse voluta dall'isis. Infatti i combattenti stranieri non servono all'isis per combattere sul campo, servono, una volta addestrati, per rimandarli indietro in Europa o nel resto del mondo in modo che possano fare attentati. Guai a lasciare la guardia, ci potremmo ritrovare con il nemico in casa. Principalmente, guai a lasciare rientrare chi è andato con l'isis! Ci sono andati e devono restarci. Chiunque rientri tra di loro dovrebbe essere immediatamente messo in galera a vita, senza neanche processo siano uomini che, ancora peggio, donne!!!!!

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bonoitalianoma

Lun, 09/03/2015 - 14:41

... azz ... ora capisco perché le alte sfere della galassia islamica definiscono covo di infedeli l'Occidente. Riconvertire un individuo impregnato di ideologie strabiche verso la fede autentica è come voler far volare un uccello a cui gli sono state strappate le penne remiganti

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Legaiolo

Lun, 09/03/2015 - 15:02

E rinunceranno anche alle foreign bitches? Speriamo di si perchè il loro rimpatrio ci costa milioni di dollari!

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Lun, 09/03/2015 - 20:30

@agosvac: quello che dici dovrebbe essere la priorità di ogni governo a cui preme la vita dei suoi cittadini non di chi con "fantastiche motivazioni" si arroga il titolo di essere servito e riverito mentre i cittadini di uno Stato, figli di coloro che crearono uno stato fondato sul principio del reciproco rispetto e che predecessori hanno dato la vita per "sancire" detto dogma, parliamo di quegli stati fondati su Costituzioni democratiche e non ideologiche, sono trattati da zimbelli e da tappeto per pulirsi le scarpe ad esclusivo interesse di una categoria di persone assurte a Dinastia con titolo "ius primis" di imporre tasse, leggi capestro e farragini burocratiche. Ad maiora.

michele lascaro

Mar, 10/03/2015 - 11:22

Purché non rientrino nei paesi d'origine, ma riassunti in quelli arabi moderati come aspiranti cammellieri.