I primi caccia sorvolano la Libia: la guerra al Califfato è imminente

Da giorni caccia "non identificati" sorvolano la città di Sirte in previsione di attacchi aerei. L'America pronta a guidare una coalizione per fermare la minaccia islamista ai pozzi petroliferi

La Libia è in fiamme. Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia sono pronti a intervenire militarmente. I tre Paesi occidentali, secondo Sky Arabia, stanno progettando raid contro gli obiettivi dello Stato islamico. L'obiettivo è fermare l'offensiva del gruppo jihadista sulla zona della mezza luna petrolifera. Da giorni i media libici danno notizia di caccia "non identificati" che sorvolano la città di Sirte in previsione di attacchi aerei.

Nei dieci campi petroliferi, da poco conquistati dal Califfato nell'est della Libia, sono dispiegati circa 5mila tagliagole dello Stato islamico. Tanto che la compagnia petrolifera libica National oil corporation (Noc) ha svuotato i serbatoi di stoccaggio del petrolio a Ras Lanuf, nella Cirenaica, come precauzione dopo gli attacchi condotti la scorsa settimana dalle milizie islamiste. "Il petrolio - spiega Mohamed al Manfi, funzionario per la compagnia nella Libia orientale, all'emittente al Arabiya - immagazzinato nei serbatoi è stato trasferito in un'area più sicura". Con gli attacchi della scorsa settimana nei principali porti petroliferi di Sidra e Ras Lanuf lo Stato islamico ha dimostrato di essere in grado di minacciare la principale risorsa della Libia. Oltre ai due porti le milizie del Califfato minacciano anche Marsa al Brega, area dove Snamprogetti e Saipem hanno realizzato importanti impianti e raffinerie.

Secondo i servizi di intelligence internazionale, lo Stato islamico sarebbe in grado di contendere il controllo dei terminal di esportazione e dei centri di raffinazione della cosiddetta Mezzaluna petrolifera alle milizie tribali locali. Approfittando del vuoto politico che paralizza la Libia dall'estate del 2014, i miliziani che hanno giurato fedeltà ad Abu Bakr al Baghdadi, hanno esteso il proprio dominio su oltre 300 chilometri di costa libica, da Sirte a Ben Giauad (Ben Jawad) nel centro del paese, da Derna e Bengasi in piena Cirenaica. Mentre a ovest la presenza dello Stato islamico è contrastata soprattutto dall'Esercito libico agli ordini del generale Khalifa Haftar, ministro della Difesa del governo espressione del parlamento in esilio a Tobruk, l'area costiera che va da Sirte a Sidra (as Sidra) appare saldamente in mano ai jihadisti. Con il sanguinoso attentato terroristico avvenuto lo scorso 7 gennaio a Zliten, pochi chilometri a est di Misurata, città che teoricamente dovrebbe ospitare le milizie più forti del paese, l'Isis ha dimostrato di poter colpire duramente anche a pochi chilometri dal governo filo-islamista di Tripoli. Nella stessa giornata i terroristi dello Stato islamico hanno lanciato un attacco kamikaze contro un posto di blocco delle milizie locali di Ras Lanuf, sede della più importante raffineria di petrolio del paese, un complesso petrolchimico, gli oleodotti di Defa-Ras Lanuf, Amal-Ras Lanuf e Messla-Ras Lanuf. La raffineria di Ras Lanuf attualmente non è attiva per l'alta percentuale di materiale tossico (mercurio) registrata nella struttura, ma potrebbe essere facilmente utilizzata dai miliziani dello Stato islamico per produrre e vendere derivati petroliferi e autofinanziarsi.

I miliziani dell'Isis hanno già lanciato un primo, violentissimo attacco al vicino porto petrolifero di Sidra, anch'esso difeso dalle milizie che fanno capo a Ibrahim Jadran. Personaggio controverso, Jadran è un ex comandante militare dei ribelli anti Gheddafi, divenuto in seguito leader di un movimento autonomista della Cirenaica. Fallito il suo progetto, si è autoproclamato comandante delle Guardie per la difesa delle strutture petrolifere (Pfg). Jadran si starebbe coordinando con il governo di Tripoli nella lotta contro lo Stato islamico."Sebbene fossero prima nemici, ora c'è un accordo tra il governo di Tripoli e Jadran, per cui vengono inviate munizioni via mare da Misurata a Ras Lanuf - ha detto un combattente di Misurata a Middle East Eye - questo è uno sviluppo inaspettato ma ora abbiamo un nemico comune e il governo di Tripoli ritiene che possa si negoziare con Jadran, considerata l'impossibilità di trattare con l'Isis".

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Commenti

Iacobellig

Mar, 12/01/2016 - 13:24

...SÌ AVVERTIAMOLI PURE DICIAMOGLI MAGARI GLI OBIETTIVI! MAH! INTANTO L'ITALIA È TAGLIATA FUORI DAL CONTESTO COSÌ NULLA C'ENTRERÀ CON LA "SPARTIZIONE".

carpa1

Mar, 12/01/2016 - 13:42

"Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia sono pronti a intervenire militarmente". Ma non doveva essere l'Italia a coordinare gli interventi? Neppure nominata, così dobbiamo ancora assistere ad un intervento deciso per tagliarci fuori. Tanto poi noi siamo bravi a farci fregare dal trio che di casini ne ha già procurati a non finire; casini le cui conseguenze coinvolgono inevitabilmente per lo più il nostro paese. E bravi quelli che rispondono al nome di Renzi, Pinotti, Gentiloni, Alfano, ecc. Fate pena, oltre al danno procurato al paese. Ma lo sapete almeno che la maggior parte degli impianti petroliferi libici sono di imprese italiane (Eni e Saipem) ed il danno economico viene procurato solo all'Italia? Credete che i tre paesi casinisti ci vadano per difendere i nostri interessi?

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mar, 12/01/2016 - 14:20

#Iacobellig Noi siamo troppo impegnati nel portare avanti le missioni umanitarie ed i trasferimenti al Celio dei cadetti feriti. Non possiamo permetterci di derogare dalla nostra vocazione precipua di calabraghe.

Aleramo

Mar, 12/01/2016 - 14:32

E noi, ci facciamo fregare ancora una volta? Ma perché?!?

Aleramo

Mar, 12/01/2016 - 14:43

I Savoia erano diversi, almeno allora non calavamo le braghe così facilmente.

Ritratto di floki

floki

Mar, 12/01/2016 - 16:07

@Aleramo.... Le dice nulla 8 settembre 1943? Questa data è la massima espressione del calabraghismo italico e savoiardo....

marvit

Mar, 12/01/2016 - 16:12

I nostri governanti sono sempre pronti a farci pagare le spese mentre gli utili li fanno incassare sempre ad altri. Che dritti !!!...E che fessi noi

Ritratto di frank60

frank60

Mar, 12/01/2016 - 16:31

I nostri sono troppo impegnati portarci tante risorse....

dallebandenere

Mar, 12/01/2016 - 17:01

...nel Settembre del 1940 l'Italia attaccò 40.000 Inglesi al confine tra Libia ed Egitto con 240.000 uomini. Cominciò benino e finì malissimo. Oggi 5.000 "tagliagole" (mezza divisione appiedata dell'epoca), senza copertura aerea e il cui mezzo più tecnologico sono i pickup della Nissan,sono un problema insormontabile...

Libero1

Mar, 12/01/2016 - 17:05

Riecco i tre compari guerrafondai di america-gran bratagna -francia che frecandosene di quanti innocenti civili libici uccideranno le bombe sgangiate dai suoi aerei,decidono di far bombardare la Libia come fecero nel 2011.Questa volta non per liberare la libia dai tagliagola ma per riprovare a frecarsi il gas e petrolio libico. Questa volta devono stare molto attenti a non istigare l'orso Putin che potrebbe azzannarli.

dallebandenere

Mar, 12/01/2016 - 17:08

buon@Aleramo, i savoia (minuscolo) scapparono da Roma di notte lasciando 600.000 militari allo sbando a vedersela con i crucchi da una parte e gli alleati dall'altra...Studiare prima di commentare no, eh?

fedeverità

Mar, 12/01/2016 - 17:20

Renzi,ti ho votato,ma sei veramente un'incapace....che delusione!

Tuthankamon

Mar, 12/01/2016 - 18:13

Speriamo che non sia in ordine sparso come di solito organizza il giovane moretto d'oltre oceano!

Bellator

Mar, 12/01/2016 - 18:16

Abbiamo un Governicchio, raccogliticcio, illegittimo, i cui componenti, superano di gran lunga per ignominia, gli alti Uffiali, che nella Prima Guerra mondiale,causarono per incapacità la disfatta di Caporetto!!.E' mai possibile che noi Italiani dobbiamo sempre essere additati, come inaffidabili e tenuti sempre in secondo ordine nelle questioni Internazionali, per colpa di chi non ha gli attributi per governare il nostro Paese. Questo pseudo Governo ha solo interesse, a far invadere l'Italia di Clandestini, spendere miliardi per mantenerli, matrimoni tra omosessuali e sono anni che non riescono a portare in Italia i nostri Fucilieri di Marina.

Anonimo (non verificato)

Silvio B Parodi

Mar, 12/01/2016 - 20:28

Bellator con un ministro della difesa cosi' con un ministro degli interni cosa' con un premier coso' con una presidenta cosu' facciamo ridere non solo l'europa ma anche l'isis

Nonlisopporto

Mar, 12/01/2016 - 22:18

il contadino di Rognano, ex sindaco di Firenze catapultato in cose piu grandi di lui

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mer, 13/01/2016 - 00:38

Quando finirà questa orrenda sceneggiata messa in piedi dalla megalomania di un comunista che non vedeva l'ora di sprofondare il nostro paese nei nefasti deliri ideologici della sinistra? Se ora ci troviamo nella triste necessità di risolvere i grossi problemi creati dall'ISIS in Libia LO DOBBIAMO ANCHE ALL'OTTUSITÀ DEL COMUNISTA ITALIANO CHE APPOGGIÒ LA FOLLIA DELLO SCREANZATO SARKOZY.

linoalo1

Mer, 13/01/2016 - 08:39

Questo Trio di Guerrafondai,prima distrugge e poi si pente e cerca,inutilmente,di rimediare!!Ormai,con l'aiuto di Napolitano,il guaio è stato fatto e l'Europa e non solo,purtroppo,ne pagherà le conseguenze ancora per molti anni!!!!

Emiliotoscana

Mer, 13/01/2016 - 09:55

Tranquilli ora parte Renzi e il papà esperto in marketing e sistemano tutto. Se ci fossero delle perdite arriva il papà della Boschi. Ho la fortuna di avere 70 anni non dovrò sopportare per troppo tempo questi emeriti compagni d'affari.

Jimisong007

Mer, 13/01/2016 - 11:26

Sorvolano? che difesa è questa?

marusso62

Mer, 13/01/2016 - 12:25

come no l Italia fqra parte della spartizione, le rtoglieranno come da piano sarkozy e per il quale berlusconi e stato cacciato,tutto cio che e stato conquistato in anni di trattative da matteotti a Andreotti e certo noe e sputino all a ltezza nemmeno di lavare le scarpe a questi personaggi

nopolcorrect

Mer, 13/01/2016 - 13:21

Con gli Occidentali notoriamente si scherza ma con i Russi non si scherza. Se forze di terra russe partecipassero in Libia dichiarando che i prigionieri islamici verrebbero mandati in Siberia in campi di concentramento a 40-50 gradi sotto zero sono sicuro che già questo gelerebbe i bollori islamisti. E se avessimo chiesto alla Marina Militare Russa di impedire gli sbarchi in Europa sono sicuro che i Russi avrebbero saputo come fare.